Qualche giorno fa, prima di tutti (si accettano smentite, ndr) avevamo denunciato la mia più ferma contrarietà rispetto allo spot Tim. Si quello che la ragazza si accorge da un test di gravidanza di essere in attesa e che inizia a mandare decine di SMS, in quanto il padre non sapeva chi fosse. Per i dettagli del commento andate a rileggervi il post: Spot Tim »
Adesso però dovete dire come i genitori italiani possono spiegare questa cosa ai propri bambini, con la tranquillità del sorriso di lei! (via Trading Italia)
Di oggi l’articolo che la protesta è partita anche da parte delle autorità, nella persona di Alessandra Mussolini, nel ruolo di presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia, con Carlucci e Di Centa a seguito:
Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e le deputate Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa annunciano “un’ interpellanza urgente in commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati contro lo spot della TIM che rappresenta una immagine fuorviante, mortificante e superficiale della maternita’, contribuendo a diffondere in tal modo messaggi negativi al largo pubblico, specialmente adolescenziale, tendenti a sostenere costumi sessuali promiscui e irresponsabili (via Stato Oggi)
Notizia tra parentesi riportata anche dal Corriere. Insomma forse non avevo proprio torto, o visto male. La cosa che mi ha lasciato perplesso è quanto poco se ne sia parlato. Sono certo che nè Mussolini, nè Di Centa, nè la Carlucci hanno letto questo blog. Però almeno un segnale di moralità c’è! Moralità che non significa bigottismo, ma vivere con delle minime regole civili si!
Per tutti coloro non l’avessero visto ecco il video incriminato “Spot Maxi Estate Tim 2008: Aspettiamo un bambino“.
Altro che crisi economica e difficoltà ad arrivare a fine mese, anche in Italia ci sono delle persone che fanno la coda di notte per avere il tanto pubblicizzato Apple Iphone che può essere venduto a prezzi diversi a seconda del modello e dei piani tariffari approntati dai gestori di telefonia mobile Tim e Vodafone.
Anche se non c’erano tante persone come in Giappone a Tokyo dove 1.500 persone hanno fatto la coda per avere questo telefonino, comunque a Roma c’èrano delle lunghissime file che sono cominciate già dal primo pomeriggio di ieri e che hanno fatto la notte, però ci sono stati dei negozi che, in via straordinaria, sono rimasti aperti da mezzanotte fino alle 5.
Capisco che questo Iphone sia un telefonino polifunzionale bello e utile, ma ce ne sono di più utili come il Blackberry, però la pubblicità ha fatto il suo dovere mediatico facendo in modo che tutti potessero comprarlo e quindi avere un Apple di ultima generazione.
In fila dalle sei del pomeriggio per essere il primo, scoccata la mezzanotte, ad avere fra le mani l’agognato iPhone di Apple. È Ciro, 22 anni, impiegato in un call center del Ministero della Pubblica istruzione, che nel centro Tim di piazza Colonna a Roma si è aggiudicato il tanto agognato melafonino dell’azienda di Cupertino. «Scelgo l’iPhone perché è Apple – dice il ragazzo -. Ed Apple è uno stile di vita. Ma non è solo una questione estetica, l’iPhone è anche uno dei cellulari più avanzati che c’è al momento».
Via corriere
Proprio qualche giorno fa il collega Franco provocava i nostri lettori con l’argomento sesso libero. Sul blog la discussione si è accesa. Molti ancora credono nei principi dell’amore, e che il sesso sia un completamento di un percorso tra due persone.
Ma a “sputtanare” tutto il perbenismo dei commenti ci ha ben pensato Tim, con una pubblicità a mio avviso molto discutibile. Contando poi che non va in fascia protetta, anche se effettivamente in molti (ho verificato…) non l’anno capita.
Una ragazza fa un test di gravità, risulta positivo, e scrive un messaggio. Decine di uomini ricevono un messaggio nel proprio telefonino con scritto che sono diventati papà! Tutto ciò non avrebbe un senso, se la location della pubblicità non fosse il periodo massimo del liberismo: il 68 style!
Il periodo di massima rivoluzione giovanile, il periodo del sesso libero, dell’amore libero. Quindi? Quindi quella ragazza aveva avuto rapporti sessuali con x uomini e adesso non sapeva qual’è il padre “corretto”.
Bello! Bel messaggio TIM. Ma proprio una bella pubblicità. Ho i brividi. Adesso però dovete dire come i genitori italiani possono spiegare questa cosa ai propri bambini, con la tranquillità del sorriso di lei! Forse sono un po’ troppo all’antica io, ma mi sembra proprio sia stata un’ulteriore caduta di stile da parte di mamma Telecom. Più o meno come quando mi mandano le promozioni di telefonia fissa e ADSL quando dopo un anno e mezzo di richieste, non hanno ancora attivato una linea telefonica!
Un bambino è amore. E’ il frutto dell’amore di due genitori. Non trasformiamo una nuova creatura nel mero risultato dell’eiaculazione nell’uomo all’interno della donna e nella fecondazione di un ovulo! A mio avviso tutto perderebbe completamente significato.
foto by Superbolo
Dopo la rottura definitiva delle trattative tra Yahoo e Microsoft, che prima erano ad un passo all’accordo finale, causata dal rifiuto del gruppo Microsoft di pagare 33 dollari ad azione per rilevare Yahoo, così il motore di ricerca ha optato per un accordo con Google, per patto di collaborazione non esclusivo in modo che Yahoo possa utilizzare i servizi pubblicitari di Google, si stima che l’accordo generi un cash flow (flusso di cassa) pari a circa 400 milioni di dollari nei primi anni, praticamente una boccata di ossigeno per Yahoo.
Però bisogna vedere se questo accordo sia in linea con lre regole antitrust, diffatti è facile pensare che due grossi motori di ricerca americani messi insieme potrebbero mettere in crisi la concorrenza, in ogni modo l’amministratore delegato di Google, Eric Schmidit, ha sottolineato che il tutto verra fatto rispettando le regole.
Non so se questa intesa possa costituire un vantaggio per l’utenza internet, ma a livello pubblicitario i publisher avranno sicuramente un tornaconto maggiore.
Yahoo e Google hanno raggiunto un accordo per una partnership non esclusiva nel settore della pubblicita’ on line. In base all’accordo, della durata di quattro anni e rinnovabile per altri dieci, Yahoo! potra’ veicolare la pubblicita’ fornita da Google in alcuni dei propri risultati di ricerca.
Via wallstreetitalia
Leggendo il feed di blogger italiani leggo un post di B&G Comunicazione riguardante la constante crescita dell’online advertising, per il 2008. Proseguo la mia ricerca scoprendo che i risultati sono emersi da una ricerca dello IAB Italia (Internet Advertising Bureau), l’associazione dei principali operatori dell’advertising online.
il 7 per cento del budget pubblicitario italiano finirà su Internet, nel 2008, stima Iab. Quota che arriverà al 10 per cento nel 2010 [...] sono arrivati ad aprile a quota 24 milioni coloro che si connettono almeno una volta al mese. E’ una crescita del 5 per cento rispetto a febbraio, stima Audiweb. Internet si diffonde anche a danno di altri mezzi di comunicazione, dice Iab: rispetto al 2003, nel 2008 il tempo passato a guardare la tv è calato del 7,7 per cento; meno 10,6 per cento per la radio e meno 11,8 per cento per i giornali. Il tempo dedicato a Internet è aumentato invece del 145 per cento rispetto al 2006. (via bat24ore)
Un dato assolutamente interessante, che fa ben sperare nella crescita italiana e nella fiducia su questo nuovo mezzo di comunicazione. Ma è ancora corretto chiamarlo nuovo?
Il convegno si è svolto per la prima volta a Roma per un preciso motivo: vedere di coinvolgere maggiormente l’opinione pubblica, ma soprattutto il Ministero delle Comunicazioni, affinchè vengano promulgate leggi per lo sviluppo del settore.
Immagine di SamanthaCambpell16.
Incredibile passo indietro da parte del gruppo Microsoft, stavolta ha abbandonato i propositi di crescita che doveva fare insieme a Yahoo! in modo da poter contrastare la leadership di Google nel settore pubblicitario.
Il motivo di questo ritiro sono i costi, diffatti erano troppi, a loro dire, 53 miliardi di dollari per acquistare Yahoo!, in ogni modo questo ritiro dall’offerta ha il sapore di una manovra che ha lo scopo finale di calmierare le acque oppure intende aspettare che Yahoo! faccia il suo passo e cerchi Microsoft per allearsi, però entrambi hanno il tempo come nemico in quanto più si aspetta più il potere di Google cresce.
Potrebbe anche succedere che Yahoo! preferisca l’alleanza con Google anche se sotto il profilo economico non è molto alettante, in quanto ci rimetterà in borsa.
Staremo a vedere come si metteranno i mercati attuali, ma sicuramente il gruppo Microsoft ha perso terreno e se Yahoo! non decide al più presto cosa vuole fare, rischia grosso!
Microsoft ha ritirato l’offerta di acquisto per il portale internet Yahoo, presentata in febbraio. Il passo indietro del colosso del software è dovuto alla mancanza di un accordo sul costo dell’operazione: troppi 53 miliardi di dollari per sfidare Google sulla pubblicità online. Ad annunciare la decisione è stato un portavoce della società di Redmond, che ha presentato i contenuti di una lettera inviata ieri dall’amministratore delegato Steve Ballmer ai vertici di Yahoo!. Microsoft – ha scritto l’ad – non è disposta a pagare 47,5 miliardi di dollari, vale a dire 33 dollari per azione.
Vai lastampa
Ho un’esperienza sul web di medio periodo, circa tre anni, ed ho maturato una discreta esperienza sui programmi di affiliazione online a scopo pubblicitario.
In questo lasso di tempo ho valutato differenti programmi di PPC (pay per clic) e alla fine sono giunto ad una conclusione che sembra scontata ma non lo è: Google Adsense è attualmente il top per i publisher di “piccola taglia”.
Ho avuto modo di provare i seguenti programmi:
Google Adsense
ProAdvertising
Bidvertiser
Tradedoubler
EDintorni
Ebbene, fra questi, Adsense è il migliore per tre motivazioni:
Le prime due motivazioni si rivelano, per un publisher serio, fondamentali, in quanto l’obiettivo oltre il guadagnare deve essere anche di fornire un servizio di qualità per il lettore/cliente.
Analizziamo la prima motivazione, la contestualizzazione degli annunci: Adsense in questo caso non ha rivali, avendo a disposizione un crawler specifico per gli annunci, questo fa in modo che l’annuncio pubblicato risulti, con una buona percentuale di certezza, attinente al contesto in cui è inserito. Gli altri competitor, ad esclusione di Tradedoubler (che però ha un meccanismo personalizzato per gli annunci) non contestualizzano bene e fanno si che nel post/articolo appaino pubblicità prive di senso o riguardanti altri contesti. Il risultato di Adsense è duplice: da un lato favorisce il clic, visto che il lettore che è arrivato al post ricerca informazioni relative a quell’argomento, dall’altro lato non sporca eccessivamente il post con pubblicità di casinò o “lavazza” in post/articoli riguardanti tutt’altro.
Altro discorso è il PPC. Posizionando un annuncio Adsense potete in un certo senso aspettarvi di tutto, ovvero un clic può portarvi da 0.01 $ a almeno 2$ (esperienza personale, si parla anche di clic con più valore), questo stimola il publisher a studiare le keyword adatte a massimizzare i profitti. Anche sotto questo aspetto i competitors risultano fortemente carenti con PPC che si aggirano sui 0.05 $ (Proadvertising) fino a 0.09$ (bidevertiser).
Per eventuali consigli e/o suggerimenti e/o idee: lasciate un commento!
La corsa di Google e del suo impero dell’advertising è infermabile. Nel primo quarto di quest’anno è riuscito ad aumentare i propri profitti del 30%, nonostante la crisi dell’advertising che si prevedeva.
Si parla di cifre astronomiche, guadagni di 1,31 miliardi di dollari, pari a circa 830 milioni di €. Un’azienda che investe nel mercato, nella ricerca e nella formazioni. Si parla di 19.156 impiegati in tutto il mondo. Alla chiusura dello scorso anno erano 16.805 (+2.351).
Google reported earnings of $1.31 billion (£656 billion), beating market forecasts. The US-based internet group also said that UK revenues stood at £402 million in the first three months of the year, representing 15 per cent of the group’s total sales – a slight increase from 14 per cent in the previous quarter (via dailymail).
Google, che in Italia lavora praticamente in regime di monopolio nel web advertsing, nel mondo si scontra comunque con competitor di altissimo livello quali Yahoo! o Microsoft, ma la predominanza della propria rete pubblicitaria sta letteralmente soffocando e predominando quel settore di mercato. Staremo a vedere quanto altri sistemi di Click-Advertising (Pay per Click) decideranno di sbarcare anche in Italia.
Nel frattempo è notizia di queste ora che Google ha deciso di rilasciare liberamente la beta di Google Website Optimizer, uno strumento per ottimizzare la rendita delle pubblicità, dedicato ai publisher.
Dopo gli assalti del gruppo Microsoft verso Yahoo, prontamente respinti, Google è in trattativa con Yahoo per studiare una piattaforma pubblicitaria in modo da resistere all’offerta di acquisto della Microsoft il che ha scatenato un vespaio di polemiche.
Yahoo e Google hanno cominciato dei test in ambito pubblicitario della durata di 2 settimane laddove prevede che Google utilizzi il 3% delle query composte su Yahoo per posizionare sul motore gli annunci testuali previsti da “Adsense for Search”. Il sistema pubblicitario di Mountain View, insomma, andrà a colonizzare il 3% delle query composte su Yahoo nelle prossime due settimane affinchè tanto Google quanto Yahoo possano valutare le sinergie possibili ed i risultati ottenibili.
Questa operazione serve per capire il potenziale di Yahoo e al contempo stesso permette di scrollarsi di dosso gli assalti di Microsoft anche se non è finita qui, la ditta di Mountain view, tramite alleanza con News Corp presenterà una nuova offerta ben più allettante.
La situazione si fa sempre più caotica, difficile dire chi la spunterà. Rimane solo una considerazione da fare: per Microsoft perdere Yahoo! sarebbe davvero un brutto colpo, che potrebbe spazzare tutte le speranze di rincorsa allo strapotere Internet di Google.
Yahoo! si allea con Google nella pubblicità on line e studia una fusione con Aol (divisione internet di Time Warner) per resistere all’offerta di acquisto di Microsoft. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui i manager di Yahoo proporranno anche un piano di buyback miliardario, a prezzi superiori a quelli offerti da Microsoft. La compagnia di Redmond, d’altra parte, secondo il Wsj starebbe studiando un’alleanza con la News Corporation di Rupert Murdoch per lanciare una nuova offerta congiunta su Yahoo.
Vai Sole24Ore
Forse anche in FIAT considerano il popolo italiano un po’ arretrato e non in grado di comprendere sottile ironie legate al mondo della web 2.0.
Una ironica campagna FIAT della Bravo, brasiliana, gioca sul rapporto tra vita reale (real life) e vita virtuale (second life).
Il gioco è rovesciare le parti e simulare delle persone di una vita virtuale che giocano alla vita reale. Affascinante e fine.
Riflettendoci sinceramente non so quanti italiani sarebbero in grado di comprendere una pubblicità simile. Se poi andiamo sulla fascia dai 50-60 in su la vedo una guerra persa. Analizzando poi il target di clienti di casa FIAT penso proprio che sia stato un bene che questa pubblicità non sia arrivata in Italia. Anche se il dubbio che l’effetto curiosità magari avrebbe portato la gente a incuriosirsi e ricercare, con effetto utile sia per l’Italia sia per FIAT.
via Pivari