Si è discusso e si discute parecchio riguardo le modifiche che il Ministro Gelmini cerca di apportare al mondo scolastico italiano: i tagli agli insegnanti, il ritorno al grembiule ed il voto in condotta.
Non entro nel merito perché sono fra coloro i quali pensano che questi interventi siano abbastanza di facciata, (a parte i tagli: doverosi), in quanto , ciò che servirebbe realmente sarebbe la possibilità di scelta, da parte delle famiglie, del tipo di educazione per i figli quindi, di una reale concorrenza fra gli istituti liberi di insegnare ciò che più gli piace e nella maniera che gli aggrada contando sul favore o meno delle famiglie le quali decideranno del successo o meno di un istituto, (forse ho brutalizzato il concetto ma il succo è questo)
Ciò che mi preme sottolineare è l’atteggiamento che, da un po’ di anni a questa parte, hanno i genitori nei confronti dei figli.
Un’ episodio in particolare mi ha colpito e sarebbe la devastazione accorsa, nel mese di agosto, ad una scuola divenuta sede dell’Associazione Genitori di Spotorno.
Una bella mattina questi genitori, hanno ritrovato la loro sede divelta con suppellettili distrutti, scritte sui muri: insomma una vera e propria devastazione.
Intervengono i Carabinieri e cosa ti scoprono? Che i vandali sono cinque ragazzi fra i 12 ed i 15 anni figli di quelli stessi genitori membri dell’associazione.
Risultato: I Carabinieri avvisano gli adulti di quanto hanno scoperto tramite prove documentate ed i genitori rifiutano queste conclusioni in quanto, secondo loro: “I nostri figli non hanno fatto quello scempio. Li conosciamo bene, di sicuro meglio di voi”.
Cosa dire? Comprendendo lo smarrimento colpirebbe chiunque venisse a scoprire cosa ha combinato il figlio, è la pervicacia con cui ci si ostina, non solo in quel frangente, a rifiutare che i propri figli possano essere meno che bambini/ragazzi modello.
Come fa una scuola qualsiasi ad interfacciarsi con genitori che rifiutano la possibile maleducazione, inconcludenza e/o svogliatezza del figlio? Secondo me, possiamo riformare quanto si vuole ma senza l’apporto dei genitori, difficilmente potremo migliorare la situazione.
Non si tratta di prendere atto di avere dei figli teppisti, si tratta semplicemente di riconoscere che i nostri figli sono come siamo stati noi, i nostri padri e i nostri nonni i quali, per chi l’avesse dimenticato, andavano in giro con la fionda a rompere lampioni: oggi verrebbero perseguiti penalmente demandando l’educazione ad un’agenzia altra, ieri venivano presi a schiaffoni.
Abbiamo letto su tutti i giornali del branco che brucia i capelli ad un povero ragazzo.
Un’altro branco ha ucciso a calci e pugni un ragazzo perché, pare, era un diverso da loro.
L’ ultima notizia è dei tre ragazzini di 15,16 e 17 anni che hanno pianificato l’uccisione di una loro amica: Lorena Cultraro.
Si saranno sprecate le analisi psicologiche, sociologiche e chi più ne ha più ne metta su questa generazione di ragazzi a cui la società non offre nulla, persi perché le ideologie sono finite, il lavoro manca e se c’è è precario ed i valori sono crollati.
Io, nel mio piccolo, avrei un’altra spiegazione, forse semplicistica ma credo più realistica di tutti i vari ismi presi in considerazione: l’ imbecillità.
Possibile che i ragazzi oggi possano essere interpretati in mille modi ma non si prende mai in considerazione il fatto che, purtroppo, ci sono gli imbecilli?
Si è inermi nei confronti degli imbecilli perché, essendo tali, non arrivano a capire.
Perché incolpare indirettamente la televisione scrivendo, (Corriere della Sera), che, uno dei tre ragazzi, dopo aver confessato ha chiesto se poteva tornare a casa credendo di vivere un telefilm?
Ma davvero prestiamo fede a queste baggianate? Per la cronaca, quando nel XIX secolo la lettura divenne di massa, i romanzi, (sì, proprio quegli innocui libretti che in tanti leggono per distrarsi), vennero accusati di corrompere la gioventù del tempo. Stessa cosa dicasi per la radio e, da trent’anni a questa parte la televisione.
Ribadisco: un imbecille farebbe dei danni anche senza video games, senza televisione e senza computer.
La cosa più importante è tornare a rendersi conto che sono fra noi: singoli individui senza alcun senso della responsabilità, (fra le altre cose); in questo modo eviteremo tante giustificazioni e faremo un servizio a chi ormai crede, incontrando un adolescente, di trovarsi di fronte un possibile mostro.
foto di agitazioni