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Mutui: riduzione rate e ossigeno

Monday, May 26th, 2008
CLAUSTROPHOBIA

Iniziano già le prime polemiche sull’operato del rinnovato Ministro Tremonti, in particolare sul nuovo decreto Mutui, che dovrebbe aiutare le famiglie, piegate dal caro vita e dall’aumento dei tassi d’interesse (vedi euribor).

L’intesa Abi-Governo sulla riduzione della rata non piace alle associazioni dei consumatori che ritengono sia solo uno «slittamento dei pagamenti» e che «ci sia il rischio che il mutuatario paghi interessi aggiuntivi del 10-20%». (via la stampa)

Nell’articolo citato è spiegato bene come il nuovo decreto si offre di migliorare le condizioni di mutuo. In realtà pare che un effettivo miglioramente “economico” a regime non ci sia, anzi. La famosa boccata di ossigeno consisterebbe nella riduzione della rata, che comporta un allungamento e del mutuo e quindi un aumento del totale degli interessi da versare.

Chiaramente nessuno fa nulla gratuitamente, e lo Stato, al più di aggravarsi della riduzione dei mutui (cosa impensabile…, ndr), cerca solo di facilitare quella che può essere una estenuante contrattazione con degli orchi chiamati Banche. La formula dell’allungamento mutuo era stata proposta anche a me dalla banca, per riparare un loro errore contrattuale, ma alla fine siamo riusciti, dopo estenuanti riunioni e grosso impegno del direttore, a raggiungere la scrittura privata per una riduzione dello spread.

Facciamo qualche esempio reale.

L’esempio è su un mutuo da 100.000 €, a un tasso FISSO del 5.70%. Con 300 rate, pari a 25 anni di mutuo, il totale degli interessi è di 87.827 €. Se aumentiamo di un anno il mutuo, quindi 312 rate, il totale degli interessi è di 91.964,24 €. Un anno di mutuo in più costa (ricordiamo che è solo un esempio matematico) di interessi 4.137, 24€. La riduzione della rata è di (627,09 - 615,27 = …) 11,82 €, insomma 2 birre medie!!!

foto di maseguardoilmondoatestaingiu

Acquisto a rate, come districarsi bene dai finanziamenti proposti.

Thursday, March 6th, 2008
Gli italiani ricorrono, in misura sempre maggiore, per i loro acquisti, ai pagamenti rateali, sia per mezzo di carte di credito, sia attraverso varie proposte promosse dai vari esercizi commerciali di ogni tipologia, che catturano il cliente con delle proposte del tipo:

*) inizi a pagare tra sei mesi, in piccole e comode rate;
*) finanziamento a tasso zero;
*) paghi poco per 12 mesi, e maxirata finale.

Queste sono alcune delle proposte che troviamo in giro, dal televisore nuovo, alla automobile nuova.

Ma prima di intraprendere un acquisto a rate dobbiamo dire a noi stessi “quanto costa, effettivamente, un finanziamento?” Per valutare la convenienza o meno di un finanziamento, oltre naturalmente a prendere in considerazione l’importo della rata, è importante buttare più di un occhio anche alle altre voci di spesa.
Tra le più significative figurano il TAN e il TAEG e vi spiego il significato di queste sigle:

1) TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso che viene utilizzato per calcolare gli interessi al netto di tutte le spese connesse ad una pratica di finanziamento;
2) TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), è un tasso che esprime il costo complessivo del finanziamento, comprensivo di oneri accessori obbligatori quali spese di istruttoria, spese di incasso rate, assicurazione obbligatoria, provvigioni da corrispondere ad un eventuale intermediario e imposte.

Quando volete comprate un’auto e vi trovate la promozione “finanziamento a tasso zero” dovete prestare molta attenzione in quanto il Tasso Zero è un tasso (TAN) promozionale che viene utilizzato dai rivenditori convenzionati per aumentare le vendite attraverso finanziamenti in apparenza meno onerosi, diffatti gli interessi non sono pagati dal cliente ma dalla finanziaria.
Solitamente, e molto spesso, un TAN zero, corrisponde ad un TAEG più elevato cioè il cliente da una parte pur non pagando gli interessi dovrà, comunque, restituire al finanziatore il capitale e le spese connesse ad una pratica di finanziamento che contribuiscono a far aumentare il costo complessivo di un finanziamento!
Insomma quello che la finanziaria toglie da una parte lo riprende poi sotto altra forma dall’altra, attraverso un pagamento una tantum in unica soluzione oppure spalmato su tutte le rate!

Iea:petrolio,domanda mondiale 2008 aumenterà a ritmo più elevato

Friday, August 10th, 2007

Si prevede per il 2008 una crescita della domanda di 2,2 milioni di barili per giorno, questo quanto dice il rapporto mensile della Iea sul petrolio.
Il tutto condito da un crescente peggioramento dei mercati finanziari dovuto soprattutto alla crisi tutta statunitense del settore immobiliare.

Secondo l’agenzia, la domanda di greggio raggiungerà il prossimo anno una media di 88,2 milioni di barili al giorno.

L’incremento della domanda farà salire le richieste all’Opec di 700 milioni di barili al giorno, portandole a 32,1 milioni di barili.

La Iea ha ribadito la sua intenzione di richiedere all’Opec un incremento nella produzione, in occasione della riunione di quest’ultima a Vienna, in settembre.

Debolezza sui petroliferi. ENI cede il 2%; peggio ERG, che scivola del 7,2% dopo che i risultati, annunciati stamani prima dell’apertura del mercati, sono stati sotto le attese di qualche analista.
Nel frattempo Piazza Affari quest’oggi apre decisamente in ribasso e recupera lentamente forte delle grosse perdite registate a Wall Street ieri e sui mercati asiatici di stamani.

“E’ un mercato molto speculativo in un momento di forte tensione sui mercati”, dice un trader.

Alle 9,20 l’indice S&P/Mib perde lo 0,84% il Mibtel l’1%, Allstar -1,42%.

* Lettera diffusa su tutti i settori. In fondo al listino principale perdite di oltre il 4% per BULGARI, e IMPREGILO. Colpiti anche i finanziari.

* Uno scostamento al ribasso tra contratti ha fatto balzare GENERALI alle prime battute determinando un breve congelamento del titolo che segna in riapertura un rialzo di 1%.

Ed anche la Francia dice la sua sulla sua apertura al ribasso: “Siamo in un periodo di depressione globale. Durerà un po’, almeno fino a quando non si capirà l’esatta consistenza dei danni nel settore (subprime) e gli investitori non si calmeranno”, Jacques Tissier, fund manager di Stratege Finance, a Parigi.

Via Reuters.it: