Lettera aperta al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’ Innovazione Renato Brunetta. Un’idea per contrastare l’assenteismo parlamentare.
Egr. Sig. Ministro, le scrivo questa lettera un po’ amareggiato dal comportamento di molti parlamentari assenteisti. I media ormai lo testimoniano, non è più una cosa segreta.
Lavoro ormai da una decina d’anni e nel privato situazioni simili, come sicuramente lei ben sa, sono inaccettabili e inaccettate. Inaccettate in quanto con la tecnologia si possono risolvere moltissimi problemi.
La mia proposta è molto semplice: perchè non risolvere il problema dell’assenteismo alla radice? Non con una soluzione repressiva (vedi simpatico servizio della Iena vigile) ma con una soluzione attiva? Una soluzione che tutelerebbe i cittadini e la sicurezza dei parlamentari stessi?
All’ingresso delle Camere un piccolo portale, costantemente tutelato: il passaggio dei parlamentari in entrata e uscita certificato tramite la lettura delle impronte digitali. Una soluzione semplice, adottata da migliaia di medie/grandi imprese italiane.
Tutto sarebbe sotto controllo. Inoltre, dato che i parlamentari sono dipendenti diretti assunti dal popolo, ritengo che i dati di presenza dovrebbero essere pubblici e visibili online: presente/assente/assente giustificato.
Con la speranza di non averla annoiata la ringrazio per l’attenzione.
Riccardo Mares
Speriamo qualcuno la legga. Voi cosa ne pensate?
La splendida foto di Stranju si intitola “Un pianoforte che non suona più…”: perfetta direi!
L’effetto Brunetta si fa sentire ovunque, dopo la regola sulle malattie dei dipendenti pubblici e il conseguente dimezzamento di personale che va in malattia, adesso i lavoratori “onesti” si sono messi in guerra contro i fannulloni del pubblico impiego filmando chiunque faccia qualcosa che non riguarda il proprio lavoro.
Diffattu su youtube troviamo parecchi video che riprendono personale del pubblico impiego che fanno la spesa, le commissioni, utilizzano l’auto di servizio per i propri comodi.
Nel sito del giornale repubblica hanno diffuso due video che ritraevano un impiegato delle poste che usava la macchina di servizio per caricare la spesa appena fatta durante l’orario di lavoro e un impiegato delle poste che invece di lavorare si stava facendo un pisolino al fresco del condizionatore.
Insomma non c’è pace per i fannulloni e se non vogliono essere licenziati dovranno, per forza, lavorare in quanto avranno mille occhi intorno a loro.
L’effetto Brunetta corre sulla rete. A Grugliasco un auto di servizio delle poste si ferma davanti a una casa, il dipendente scende e scarica due casse di pomodori davanti alla porta di una casa. Il video viene ripreso da un utente e caricato su YouTube. “Si può usare una vettura delle poste per fare la spesa?”, si chiede l’autore delle riprese.
Via repubblica
Il ministro Brunetta non scherza, la sua proposta anti-assenteismo è diventata realtà, il dipendente statale con una retribuzione di 25.000 euro annui, che va in malattia per almeno 10 giorni troverà 800 euro in meno nella sua busta paga e più prendi di stipendio, più ti tolgono se vai in malattia.
Però questa regola non è uguale per tutti, insomma quelli messi peggio sono i dipendenti delle regioni e enti locali, mentre quelli che stanno “meglio” sono i dipendenti della sanità e del settore scolastico, quindi ci sono casi e casi ed per capire meglio se un dipendente del settore pubblico rischia se va in malattia bisogna informarsi meglio al proprio ufficio del personale, però ci sono alcuni punti che non sono chiari, per esempio se una donna anticipa la maternità a causa di gravidanza a rischio dovrebbero togliere tutto lo stipendio solo perchè sta male? mah.
In ogni modo queste regole hanno causato un -40% di personale che va in malattia, insomma ha dato i suoi frutti, ma bisognerebbe cambiare qualche regola in modo che sia più “umana”.
Più di 800 euro in dieci giorni. Tanto può costare l’assenza per malattia dei dipendenti pubblici con le nuove regole anti-assenteismo introdotte dalla manovra d’estate, che per i primi dieci giorni con il certificato medico taglia dalla busta paga tutte le forme di «trattamento accessorio», lasciando all’interessato solo lo stipendio tabellare e poco più.
Via ilsole24ore
Il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ha deciso che dal 2009 partirà in via sperimentale per un tempo di 12 mesi, la possibilità di detassare gli strordinari per gli statali come già succede per il privato.
Questa possibilità permetterà di valutare al meglio la situazione degli straordinari del pubblico impiego, tenendo anche conto che nella maggior parte dei casi gli straordinari vengono convertiti in ferie da smaltire nell’anno.
Comunque questa è una buona occasione per chi fa tanti straordinari in particolare modo per chi lavora nella sanità, sicuramente andrà a buon fine e speriamo che questa detassazione sia definitiva.
Dal prossimo anno partira’ la sperimentazione per la detassazione degli straordinari anche per i dipendenti del pubblico impiego. Lo ha annunciato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, spiegando che l’impegno del governo e’ nel documento che verra’ presentato oggi ai sindacati a Palazzo Chigi.
Via ansa
Con la riforma del attuale ministro del lavoro pubblico, Renato Brunetta, sarà più facile licenziare i dipendenti del pubblico impiego che non sono produttivi in ambito lavorativo, che invece di lavorare leggono il giornale o fanno la spesa, oppure che si fingono malati mentre stanno giocando a tennis da qualche parte, e se, in caso di esubero, rifiuteranno il trasferimento in un altro ente pubblico.
Questa riforma permetterà di snellire la situazione e quindi di cancellare il famoso pregiudizio che chi lavora in un impiego pubbico vive da papa, stavolta hanno equiparato il pubblico con il privato, il che i sindacati non possono non tenere conto, non si può fare due pesi e due misure, bisogna che il tutto sia nello stesso piatto.
Il vantaggio è tutto per quelli che lavorano sodo, diffatti vige la regola della meritocrazia, cioè più bravo sei, più carriera fai e viceversa come per il privato.
I pubblici dipendenti potranno essere licenziati per scarso rendimento, ma anche se si fingeranno malati o se, in caso di esubero, rifiuteranno il trasferimento in un altro ufficio. Verranno rafforzati i controlli giornalieri durante le assenze per malattia.
Via ilsole24ore

Dopo il putiferio scatenato dalla pubblicazione ad opera del Ministero delle Entrate dei redditi del 2005 di tutti gli italiani (ne abbiamo parlato qui, qui e qui), ecco che con il neonato Governo Berlusconi, altri redditi finiscono online. Questa volta sono i redditi dei Manager Pubblici, messi online per ordine del neomistro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.
Colpisce il totale silenzio di chi l’altra volta gridava allo scandalo e ai favori alle mafie e ai sequestratori.
I radditi sono tutti visionabili sul sito della Funzione Pubblica in una pagina nominata Operazione Trasparenza. Viene specificato che:
I dati sono riferiti sia al personale del Ministero
(Dipartimenti funzione pubblica e innovazione tecnologica),
sia alle strutture collegate al Ministero.
Un universo complessivo di circa 1.100 Dipendenti
di cui 330 del Ministero.
Appena definite le formalità dei decreti di gabinetto
(circa 10 giorni) saranno inseriti anche i dati (ivi compresa
la retribuzione) del Ministro e dei suoi collaboratori.
Sono inoltre presenti anche i tassi di assenza e le motivazioni della stessa. Resta da comprendere (giurisprudenzialmente) come mai i redditi di un libero professionista divulgati sul web sono lesivi della sua privacy, mentre i redditi di un dipendente pubblico se divulgati sul web non sono lesivi…
I misteri d’Italia!