Dopo la laurea, se non ha raggiunto un punteggio di almeno 100 su 110 e sopratutto se non si hanno nuone conoscenze, difficilmente si riuscirà a trovare un buon lavoro e con un buon stipendio, peggio ancora troviamo anche degli operai laureati!
Se si vuole fare carriera e prendere un buon stipendio bisogna, per forza, andare all’estero solo così si riuscirà a trovare subito un buon lavoro, ovvio che bisogna conoscere bene la lingua del posto, ma se si ha costanza e forza di volontà si sopperisca anche questa lacuna.
Questa situazione ci fa capire come sia difficile trovare un lavoro in Italia e sopratutto fare carriera è molto difficile, purtroppo la mentalità attuale predilige i raccomandati e la retribuizione non è il massimo, tenendo condo che quelli che lavorano all’estero prendono circa 1.700-2.000 all’inizio, rispetto ad un laureato in Italia che prende circa 1.100-1.400 e dopo pochi mesi di lavoro, sempre all’estero, raggiungono già la posizione di quadro, impensabile in Italia che per diventare quadro ci vogliono almeno 3-5 anni!
Riassumendo la situazione, dopo la laurea se si vuole raggiungere dei risultati importanti bisogna andare all’estero e basta, altrimenti si dovrà accontentarsi di una posizione di basso ruolo e mangiare tanti rospi.
Trovano lavoro con canali più trasparenti, fanno carriera con maggiore rapidità, guadagnano di più. Sempre più giovani italiani - dopo gli studi - scelgono di lasciare il nostro Paese e di tentare la fortuna all’estero.
Via wallstreetitalia
Ormai per salvaguardare i propri interessi bisogna essere senza morale e opportunisti, se si è in una situazione completamente sfavorevole e per limitare i danni bisogna cercare di “corrompere” il diretto interessato e in questo caso sono gli operai della Thissen di Torino.
La Thyssen propone una buonuscita premio a chi rinuncia alla causa in tribunale contro la società, ma sembra più un obbligo ad accettare in quanto questi essendo dimissionari per ricevere la buonuscita sono costretti a rinunciare al risarcimento per danni che la Thyssen ha causato.
Insomma questa operazione è stata fatta senza interpellare i sindacati e hanno aprofittato della condizione economica precaria di questi lavoratori proponendo a loro cifre intorno ai 30.000 euro, che rappresentano una linfa vitale per le loro famiglie, invece se avessero deciso di presentarsi in tribunale per il legittimo risarcimento danni forse avrebbero preso di più o forse meno e chissà per quanto tempo dovevano aspettare per avere quello che gli spettano.
In ogni modo queste situazioni ci fanno capire che, ormai, gli ideali, il proncipio, la morale, stanno scomparendo generando di fatto una società cinica e opportunista.
La scoperta è di venerdì sera quando un lavoratore si è presentato alla riunione dei dipendenti Thyssen che intendono costituirsi parte civile contro l’azienda per il rogo del 6 dicembre: “Io sono d’accordo a presentarmi in tribunale - ha detto ai legali del sindacato - ma ho firmato un verbale che mi impedisce di fare causa”.
Ci sono volute poche ore per ricostruire l’accaduto: nel verbale di conciliazione sottoscritto dai dipendenti che concordano la buonuscita con l’azienda è scritto chiaramente che il lavoratore accetta l’incentivo alle dimissioni “a stralcio di ogni e qualsiasi pretesa e/o diritto di ordine sia retributivo, sia normativo sia risarcitorio” e che “rinuncia pertanto” “a risarcimenti per danni presenti e futuri ex articolo… 2043, 2059, 2087… del codice civile”.
Vai Repubblica
Adesso siamo arrivati ad una situazione strana, gli stipendi dei impiegati e quadri sono quelli che sono cresciuti di più rispetto a quelli dei dirigenti e operai, con l’inflazione che è cresciuta fino a sfiorare il 2% e la retribuizione dei dirigenti non ha subito alcuna variazione, mentre per quella dei operai l’aumento è stato pari al 1,1%, però se consideriamo quella dei impiegati e quadri vediamo che la variazione cresce sensibilmente fino ad arrivare al 2,5%.
Questa analisi è stata fatta rapportando le retribuizioni italiane dal 2003 al 2007, però ci sono situazioni diverse chehanno generato questo risultato, basti pensare che nel campo industriale, la crescita economica va a rilento e ne risentono le retribuizioni, mentre nei altri campi la situazione si capovolge e se separiamo il Nord dal Sud, la situazione cambia ancora!
In ogni modo questi “aumenti” fanno un’pò ridere in quanto non tiene conto dell’inflazione che sta raggiungendo livelli altissimi e i prezzi dei beni essenziali (cibo, vestiario, prodotti per la casa, etc,) sono sempre più alti e si fa fatica a stare al passo, nonostante siano stati firmati i contratti del settore bancario, metalmeccanico, sanitario, call center, non si è per niente soddisfatti, quindi bisogna ripristinare il ricalcolo dello stipendio in base all’inflazione!
Nell’ultimo anno la crescita retributiva è rallentata. Dirigenti, quadri, impiegati e operai: tutti sulla stessa barca. E il mare è agitato. Basti pensare che, se l’inflazione è cresciuta dell’1,8%, gli stipendi di dirigenti e operai non sono riusciti a starle dietro: nel primo caso l’incremento è stato nullo, nel secondo dell’1,1%. Cifre contenute, che si impennano leggermente quando l’analisi si sposta su quadri e impiegati, che nell’ultimo anno hanno guadagnato potere di acquisto: per entrambi la retribuzione è cresciuta del 2,5%. Se sapesse che i prezzi dei beni ad alta frequenza di consumo sono aumentati del 2,9%, anche chi appartiene a queste categorie non trascorrerebbe notti
tranquille.