Leggevo oggi sul Corriere un articolo interessante, ve ne riporto qualche stralcio e vi lascio un paio di immagini..
Titolo articolo: Scuola, la protesta dilaga su Facebook. ma ci sono anche i “fan di Maria Stella”.
All’interno:
Contro Gelmini:
Basta fare una semplice prova: cercando il nome “Gelmini” tra i numerosissimi gruppi di Facebook, ne saltano fuori ben 378 (alle 11 e 56 di lunedì 27 ottobre). Il risultato, però, non piacerà molto al ministro dell’Istruzione, nel mirino delle proteste di questi giorni. Uno dei gruppi più gettonati, infatti, è “Anch’io voglio che la Gelmini ripeta l’esame di stato”: 10.382 iscritti. Affollatissimi anche “Scommetto che almeno 5.000.0000 di persone detestano la Gelmini!” (oltre 17 mila “affiliati”) e “L’unico ministro che poteva fare peggio della Moratti: la Gelmini” (2.662).
Pro Gelmini:
Non mancano, ovviamente, i frequentatori di Facebook che appoggiano il ministro. “Sostegno al Ministro Gelmini per una scuola italiana migliore” conta 1.582 iscritti, mentre “fans di Maria Stella” ha quasi raggiunto quota 400.
Pi\ o meno, anche se con una preponderanza dei NoGelmini, si evince una certa equivalenza dei vari gruppi.
Casualmente si sono dimenticati una delle causes di Facebook…

A voi i commenti..
Ah, per chi vuole la causa su facebook la trovate qui: http://apps.facebook.com/causes/122796?m=7bf7bab2
Maria stella Gelmini con un decreto legge rivoluziona la scuola italiana. Ritorna il voto in condotta, con un 5 in condotta si può essere bocciati. Bulli e bulle hanno i giorni contati. Ma anche i maestri. Si ritorna al maestro unico. “Meno insegnanti, meglio pagati. Il 30 per cento di questi tagli sarà reinvestito per premiare il merito” dice il Ministro. La Gelmini mira a selezionare meglio il personale scolastico dando più peso al merito, inoltre pensa di sottoporre spesso docenti ed alunni a test di valutazione, “come si fa negli altri paesi europei” afferma . Alle altre materie verrà aggiunta l’educazione civica, e anche lo studio della nostra Costituzione farà media. Per quanto riguarda il ritorno al grembiule, saranno i presidi a decidere se avere alunni vestiti tutti allo stesso modo. Mentre in alcun scuole si sperimenterà la divisa all’italiana, scrive Panorama: “L’otto settembre, a inaugurare l’anno scolastico sarà una novità stilistica. In alcuni istituti milanesi gli alunni di prima, seconda e terza elementare varcheranno i cancelli con le solite cartelle, ma con una nuova divisa. Che però al ministero dell’Istruzione preferiscono chiamare “vestito standard” oppure “polo all’italiana e pantaloni e gonne con tasconi”.
La ministra dagli occhialetti variopinti ha dichiarato di voler gestire meglio i fondi del ministero, perché “i soldi ci sono”. Tuttavia, da cattolica( praticante?) si rifiuta di cancellare l’ora di religione, per la quale gli italiani ogni anno spendono circa un miliardo secondo i dati forniti dal giornalista di Repubblica Curzio Maltese. E le altre religioni? L’ora di religione, per fortuna, è facoltativa e rimane tale, la ministra di ferro non vuole obbligare a seguire per forza Gesù. Ma lei intanto segue per certi versi il Papa, invece di andare avanti, torna indietro. Alcune proposte del ministro, infatti, denotano una certa nostalgia per il passato, ma gli insegnati precari e non, e i sindacati, sono già sul piede di guerra, e sul fronte scuola si annuncia un autunno caldo. “La riforma della scuola costituirà il fulcro di proteste molto estese” ha dichiarato il segretario generale della Cgil che ha aggiunto: “la riforma è un problema serio e che preoccupa i ragazzi e le famiglie”. Il ministro dell’istruzione ha risposto prontamente ai sindacalisti augurandosi che invece questo sia “un autunno di responsabilità”. “Se i sindacati – ha detto Gelmini - vorranno dare un contributo nel merito, partendo da una analisi onesta della realtà, rappresentare il loro punto di vista e anche individuare le loro proposte, il governo è felice di accoglierle. Però non è più l’epoca dei veti incrociati”.
Foto| Flickr Mongibeddu