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I rimborsi spese dei parlamentari inglesi sono visibili online

Thursday, June 18th, 2009

parlamentoIn Gran Bretagna il governo ha deciso di rendere trasparenti i rimborsi spese dei parlamentari inglesi pubblicandoli nel sito del parlamento britannico, questa svolta epocale era stata promessa dal primo ministro Brown e doveva essere già online dall’anno scorso, ma le proteste dei deputati hanno fatto si che non prendesse piede l’idea di far mostare agli elettori inglesi le loro spese, ma il quotidiano Daily Telegraph, non aveva intenzione di dare vinta ai politici e così ha deciso di pubblicare i dettagli sui rimborsi spese dei parlamentari, questo ha permesso di far si che il governo decidesse di pubblicare le spese, ma non si vedrà la tipologia, in sostanza si vedrà quanto hanno speso ma non dove e come, ovvio che per il cittadino non gliene frega niente quanto ha speso.

Preferisco che non venga fatta la stessa cosa anche in Italia, per due motivi: 1) sappiamo tutti che i nostri parlamentari spendono una barca di soldi dei contribuenti italiani; 2) se vengo a sapere l’esatta somma e come l’hanno spesa mi verrebbe il voltastomaco.

Insomma il politico è colui che vive da pascià a nostre spese e sarà sempre così.

Oltre un milione di documenti visibili online: il Governo britannico ha pubblicato oggi sul sito del Parlamento i dettagli sui rimborsi spese dei parlamentari dal 2004 al 2008 compreso.

Via ilsole24ore

Niente rimborsi ai partiti, lo stato non ha soldi

Wednesday, July 30th, 2008

La legge prevede che dopo ogni campagna elettorale lo stato debba rimborsare le spese di tutti i partiti politici e domani doveva essere il giorno che il governo doveva aprire le casse e procedere con il rimborso spese pari a 50 milioni di euro, invece c’è stata la brutta sorpresa: le casse sono vuote!

Diffatti Montecitorio ha comunicato ai diretti interessati che il ministero del tesoro non ha a disposizione tale somma e che devono attendere tempi migliori e arrangiarsi con le loro disponibilità, però c’è stata la piena disponibilità del presidente della Camera, Gianfranco Fini, a risolvere al più presto la situazione spronando il ministero del tesoro a trovare subito quei soldi.

C’è da dire che quei soldi, sono dei contribuenti italiani e 50 milioni di euro sono veramente tanti come rimborso spese, proviamo a pensare che se cadesse anche questo governo prima dei 5 anni previsti ecco che bisogna tirare fuori altri 50 milioni!
Insomma bisognerebbe fare una legge dove ogni partito deve arrangiarsi con le proprie risorse senza attinguere dalle casse dello stato che servono a ben altre cose più importanti.

I rubinetti si chiudono anche per i partiti, segno che la crisi è davvero nera. Niente rimborso elettorale per le forze politiche che domani 31 luglio avrebbe dovuto incassare 50 milioni di rimborso per le spese sostenute per il rinnovo della Camera del 13 e 14 aprile. Svolta obbligata all’insegna dell’austerity, comunque una novità senza precedenti.

Via repubblica