Il prezzo della benzina è cresciuto, mediamente in un anno, dell’11% mentre il diesel, nello stesso arco di tempo
è cresciuto del 27%, (fonte radio24).
Ora, pur non essendo un tecnico, credo che il diesel sia sempre un derivato del petrolio ed allora mi domando: come mai una tale disparità?
Il prezzo del barile è aumentato notevolmente nell’ultimo anno ma non credo esista il barile del petrolio/benzina ed il barile del petrolio/diesel.
Forse che abbia inciso l’aumento delle vendite di automobili con motore diesel?
Sarà un caso oppure il fatto che le auto diesel abbiano superato in numero quelle a benzina oltre ad essere state, in assoluto, le più vendute negli ultimi due anni ha avuto una forte influenza in chi decide i prezzi alla pompa i quali, giusto per non guadagnare troppo hanno stabilito, zitti zitti, di incidere sul “prezzo giusto”.
La cosa magnifica, è che hanno avuto anche il coraggio di propinarci il decalogo del risparmio energetico con il quale i poveri cittadini, vessati da aumenti legati al prezzo del greggio e COMPLETAMENTE INDIPENDENTI dalla loro volontà, potranno spendere qualche soldo in meno. Ma come sono buoni questi petrolieri di casa nostra.
P.s. Nel frattempo, anche oggi Alitalia ha perso i soli 2,36 milioni di €…
I dati sono i seguenti: ancora un calo nei consumi alimentari, - 1,7% nel primo trimestre 2008, mentre continuano a salire i consumi per comunicazioni, (dicasi i telefonini e affini), + 9,8% e per la cura della persona, + 3,3%, (La Stampa).
Altri dati interessanti da incrociare ai primi sono: in appena cinque anni, dal 2002 al 2007, l’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto in maniera impressionante! Uno studio della Cgia di Mestre ha rivelato che l’incremento è da quantificarsi nella misura del 91%. Negli ultimi due anni l’indebitamento medio è cresciuto del 9,2% ed ammonta a 15.578 euro.
Nessuno nega che economicamente l’Italia stia vivendo un periodo a dir poco complicato: gli stipendi perdono potere, la classe media scivola sempre più in basso e gli esempi potrebbero proseguire; però il fatto che diminuiscano i consumi alimentari mentre continuano, costantemente ad aumentare i consumi per comunicazione, ritengo ponga degli interrogativi.
Non sarà che vige il sempreverde detto: “piove: Governo ladro”?
Se la nostra propensione al risparmio continua a calare, (fino a non molti anni fa eravamo i secondi maggiori risparmiatori al mondo dietro i giapponesi), non si può sempre incolpare le finanziarie che ti suggeriscono di comprare qualsiasi cosa a rate, comprese le vacanze, perché alla fine sono io, individuo, a scegliere.
Se il mio desiderio di stupire gli amici è tale che preferisco avere in casa un magnifico televisore al plasma, piuttosto che il telefonino più moderno in commercio trovandomi ben presto senza soldi, non posso poi lamentarmi che faccio fatica ad arrivare a fine mese.
Ribadisco che non è mia intenzione sottovalutare una situazione che, parlando in generale è sicuramente allarmante, certo che, una certa fascia di popolazione, farebbe meglio a cominciare ad assumersi le proprie responsabilità senza guardare ai nostri politici come ad un consorzio di maghi preposti a risolvere qualsiasi problema agitando la bacchetta magica.
foto di biciclila
Nuove, funeste previsioni di aumenti per gli italiani quest’anno. Secondo le prime stime del centro studi del Rie (Ricerche industriali ed energetiche), dal luglio prossimo sulle famiglie potrebbe abbattersi una nuova stangata per luce e gas. All’origine di questi rincari il costo del petrolio che influenza l’acquisto di energia in Italia. Si tratta di almeno 51 euro in più in bolletta. In questo attuale mercato globalizzato per chi è digiuno di politica economica ed macroeconomia difficile comprendere il perché degli aumenti dei prezzi. Come spiegare al pensionato o al giovane precario che fanno la spesa sotto casa, comprando meno e spendendo di più per cause da rintracciare oltreoceano? I consumatori stanno però mutando insieme al mercato. Chi acquista oggi è mediamente più consapevole di 20 o 30 anni fa. La situazione attuale ha avviato una riflessione importante finalizzata al cambiamento, profondo, nel proprio stile di vita. Il cosiddetto consumo critico era inizialmente portato avanti da persone che avevano maturato autonomamente la decisione di contrastare con il proprio comportamento d’acquisto, logiche di mercato ostili al singolo e troppo piegate al profitto di multinazionali e grandi imprese. Questo popolo discreto e autonomo di consumatori critici, lentamente, sta aumentando.
Tra le iniziative autonome in crescita da segnalare i GAS, i Gruppi di Acquisto Solidale ,il più imponente fenomeno “spontaneo” legato al consumo critico. I Gas sono gruppi di consumatori che decidono di acquistare collettivamente prodotti alimentari e di consumo quotidiano, orientando la scelta dei produttori da cui rifornirsi in modo etico ed ecologico. Nuovi gruppi d’acquisto nascono a ciclo continuo, soprattutto al Nord. Potenzialmente una famiglia potrebbe acquistare circa l’80% del proprio fabbisogno alimentare e d’igiene personale presso il proprio gruppo d’acquisto. I GAS sono espressione di un nuovo stile di vita che, accanto al consumo critico e al risparmio etico, fornisce una possibilita’ di impegno concreto per chiunque desideri cominciare a lavorare nella vita quotidiana per un nuovo modello di sviluppo costruito dal basso dove tornano importanti le relazioni umane e la condivisione con amici e vicini di casa di cose buone da mangiare e dal prezzo decisamente inferiore allo stesso tipo di alimento che si troverebbe nei supermercati. Il consumatore critico è colui che è consapevole del proprio potere, ovvero della capacità di influenzare in modo determinante persone o situazioni. Fare la spesa non e’ soltanto un atto privato ma può assumere una forte e chiara valenza sociale, economica e politica, può essere alla base di una strategia che condiziona le politiche di approvvigionamento, produzione e distribuzione delle imprese.
Dell’aumento di potere da parte del consumatore si sono accorte anche alcune aziende che hanno fatto del Low Cost non solo uno stile di consumo ma una moderna filosofia aziendale in grado di generare elevati vantaggi ai singoli cittadini oltre a stimolare l’affermarsi di comportamenti virtuosi all’interno dei processi produttivi dal punto di vista della qualità dei prodotti/servizi, dal punto di vista del rispetto dei consumatori e dal punto di vista dell’etica e della responsabilità sociale d’impresa. Con queste finalità è nata ASSOLOWCOST, un’associazione di imprese nate e cresciute con la produzione e la commercializzazione di beni e servizi proposti sul mercato a prezzi decisamente minori di altre analoghe aziende e tuttavia rispettando standard di qualità elevata grazie a gestioni basate sull’innovazione e sulla ottimizzazione reale dei processi produttivi. Tra le associate spiccano Ikea, Ing Direct e Renault.
Tra le altre forme di consumo critico e di rispetto per il territorio e l’ambiente non può mancare il Cohousing, come non pensarci prima!! Si tratta semplicemente di persone che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi. Nato negli anni ’60 in Scandinavia il Cohousing si diffuso in tutto il mondo, soprattutto in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone. L’abitazione resta privata, in comune ci sono servizi, risorse e ulteriori spazi condivisi (micronidi, laboratori per il fai da te, auto in comune, palestre, stanze per gli ospiti, orti e giardini…) con benefici dal punto di vista sia sociale che ambientale. La coresidenza si costruisce a partire dal progetto architettonico delle case poiché il nei criteri edilizi occorre prestare attenzione a tutto ciò che può facilitare i contatti e le relazioni sociali. Il progetto di comunità inizia dai mattoni, uno per uno oppure dalla ristrutturazione collettiva di un edificio preesistente dove i futuri inquilini scelgono di ritrovare dimensioni di socialità perdute, aiuto reciproco e buon vicinato oltre al voler ridurre i costi della vita quotidiana. In Italia alcuni esempi di cohousing si possono vedere in particolare a Milano e dintorni.
E’ evidente come, dalla spesa di ogni giorno alla costruzione della propria abitazione, i consumatori/cittadini possono orientare realmente l’andamento dell’economia che dovrebbe anteporre le persone e le relazioni ai vantaggi di enti economici spersonalizzanti come gruppi bancari e multinazionali.
Immagini di monchoparis - Alessio Proietti - Ferroninja