Molti parlano di regime, tanti altri di casta dei giornalisti. Fino ad oggi non ho voluto crederci.
Oggi leggendo in Wall Street Journal un dubbio mi è venuto.
Copio e incollo due inizi di articolo uno proveniente dal sopracitato WSJ e uno dall’italiano Corriere della Sera.
No, Spasiba
April 30, 2008; Page A16So the Kremlin can’t buy every retiring European leader. Romano Prodi, for one, won’t soon be bunking with Gerhard Schröder in Moscow.
Vladimir Putin personally tried to tap the outgoing Italian Prime Minister to become chairman of South Stream, a new pipeline project by Russian gas monopolist Gazprom to link Russia to Europe. Mr. Prodi was “flattered” by the offer, his spokesman said, but won’t be available.
«No grazie». Romano Prodi sembra insistere nella scelta di voler fare il nonno e rifiuta l’offerta del numero uno di Gazprom, Alexei Miller, di diventare presidente di South Stream Ag, la società di diritto svizzero costituita dall’Eni e dalla stessa Gazprom per la realizzazione del gasdotto dal Mar Nero all’Europa». Dell’offerta a Prodi ne parla «Quotidiano energia», testata online di settore (www.quotidianoenergia.it), citando il russo «Kommersant», secondo cui il colosso del gas russo «intenderebbe seguire per il South Stream lo stesso schema utilizzato per il gasdotto Nord Stream attraverso il Baltico», presieduto dall’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder.
Il tono degli articoli è completamente diverso (vi invito a leggerli cliccando sui link), ma vorrei farvi notare una frase del WSJ:
So the Kremlin can’t buy every retiring European leader
Quindi il Cremlino non può comprare tutti i leader europei che si ritirano.
La notizia in sostanza è questa:
Il presidente russo Vladimir Putin ha offerto a Romano Prodi la presidenza del consorzio per la realizzazione del gasdotto South Stream nel quale sono impegnati il gigante russo del gas Gazprom ed Eni, ma il capo del governo italiano uscente “non è interessato”.
E’ quanto riferisce una fonte di palazzo Chigi in vista della colazione di oggi tra Prodi, l’amministratore delegato di Gazprom Alexei Miller e l’Ad Eni Paolo Scaroni.
Il quotidiano economico russo Kommersant ha scritto stamani che Miller potrebbe offrire a Prodi la presidenza di South Stream.
Il modo di darla è ovviamente differente.
In serata Enel continua la scalata della russa Ogk-5, superando soglia del 30% dei capitali. Ciò significa, in base al diritto russo, la possibilità di lanciare una OPA nel mercato sovietico, sull’intero capitale della società.
“Enel ha acquisito un ulteriore 7,15% della russa Ogk-5 per circa 304 milioni di euro, portando la propria quota al 37,15% e annunciando il prossimo lancio di un’Opa sull’intero capitale della società.”
via Reuters.it
Ogk-5 comprende principalmente delle centrali elettriche a gas e carbone, come riporta Repubblica:
OGK-5, in particolare, comprende quattro centrali termoelettriche situate nelle regioni più sviluppate e in rapida crescita:
- una centrale alimentata a gas da 2.400 MW a Konakovskaya nella regione di Tver (Russia Centrale);
- una centrale alimentata a gas da 1.290 MW a Nevinnomysskaya nella regione di Stavropol (Russia Meridionale);
- una centrale alimentata a carbone da 3.800 MW a Reftinskaya nella regione di Sverdlovsk (Urali);
- una centrale alimentata a gas da 1.182 MW a Sredneuralskaya nella regione di Sverdlovsk (Urali).
Nulla da stupirsi comunque, in quanto Enel già da anni è integrata nel mercato Russo con partecipazioni importanti in altre società tecniche. L’8 novembre l’amministratore delegato di Enel Fulvio Contì presenterà i piani di sviluppo proprio nel mercato Russo.