La Corte europea di giustizia del Lussemburgo ha condannato l’Italia per la tardiva e quindi non corretta applicazione della direttiva volta a prevenire le ripercussioni negative sull’ambiente derivanti dalle discariche di rifiuti.
L’Italia, precedentemente, era stata deferita ai giudici Ue dalla Commissione.
La vertenza è nata da un esposto della Commissione europea che ha chiesto di dichiarare non conforme alle norme comunitarie il decreto legislativo 13 gennaio 2003, con il quale il governo ha trasposto nell’ordinamento nazionale le disposizioni della direttiva 1999/31. Cosa ha detto la Commissione?
“Il decreto legislativo n. 36/2003 prevede che le regioni debbono elaborare e approvare un programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili presenti nelle discariche e fissa anche le scadenze da rispettare ai fini di una riduzione graduale di tali rifiuti nelle discariche. Fissa inoltre le regole relative al trattamento delle discariche preesistenti, stabilendo le regole per l’adeguamento delle stesse.”
Tradotto per noi profani:
L’Italia applica alle discariche nuove il trattamento più favorevole, previsto per le discariche preesistenti, al contrario di quanto previsto dalla direttiva. Anche per i rifiuti pericolosi, le regole transitorie previste non sono state applicate alle discariche preesistenti mentre sono state applicate solo per quelle nuove, sempre in contrasto con la normativa comunitaria.
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L’emergenza rifiuti in Campania e soprattutto nella periferia napoletana si fa sempre più grave. Lo testimonia l’incessante rassegna stampa che continua incessantemente anche in queste ore, nonostante il buio e il freddo.
Città sotto assedio, cittadini contro istituzioni e forze dell’ordine, immondizia ovunque e attività commerciali costrette a chiudere. Allarme ecologico: le diossine dei fumi dell’immondizia bruciata per le strade iniziano a mietere danni e il CNR si è già mobilitato per effettuare verifiche sulla popolazione in merito ai danni causati.
Ultimo atto della crisi la comunità europea, sul piede di guerra per aggravare le conseguenze di una situazione ecologica e sociale disastrosa che lo stato, la regione e la provincia non sono stati in grado di gestire. Uguale: pesanti multe all’Italia tutta.
Ma a questo punto di chi è la colpa? Lo Stato e le istituzioni tutte che hanno tralasciato il problema? I cittadini che rifiutano qualsiasi proposte tecnica di risoluzione? Rispondete al sondaggio e dite la vostra nei commenti.