Il governo Berlusconi ha già cominciato a lavorare sulla condizione economica che l’Italia sta riversando in questo momento, e in primis c’è il problema del caro petrolio che sta sconvolgendo il mercato mondiale e in particolare il nostro paese, il principale problema è il carburante che costa troppo e sempre più gente fa rifornimento con 10-20 euro perchè fare il pieno vuol dire svenarsi.
Per alleviare questo problema, il governo Berlusconi nelle mani del ministro dell’economia, Claudio Scajola, dovrebbe tagliare qualche accise che grava sul prezzo della benzina e del diesel, ma purtroppo gli italiani che speravano hanno incassato un bel NO, il motivo di questo rifiuto è che, secondo Scajola, non serve a nulla e non fa risparmiare anzi grava di più alle casse dello stato.
Quindi possiamo solo appoggiarci alla "clemenza" delle compagnie petrolifere, infatti l’Agip riproporrà l’iniziativa "Fai il pieno per la settimana" con un taglio domenicale aggiuntivo di 5,6 centesimi da applicare su tutta l’autostrada italiana.
Si allontana il nuovo sconto fiscale per mitigare il caro-carburanti. Il bonus di 2 centesimi al litro sulle accise, scaduto il 30 aprile ma lasciato in consegna al nuovo esecutivo, «è costato molto» allo Stato (l’erario perde circa 500 milioni di euro su base annua ogni centesimo) e «ha avuto uno scarso risultato sulle tasche dei cittadini», avverte Claudio Scajola, di nuovo ministro dello Sviluppo economico (ma anche delle Comunicazioni e del Commercio internazionale, ora unificati) .
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Il costo del petrolio sale ancora e da giovedì primo Maggio aumenterà di 2 centesimi al litro, il che porterà diesel e verde a livelli mai raggiunti, colpa della scadenza dello “sconto f2 centesimi al litro,iscale” voluto dall’ancora attuale governo, in applicazione della finanziaria 2008, che prevede la possibilità di emanare un provvedimento che riduca l’impatto del caro petrolio, prevista per il 30 Aprile 2008. Nella capitale la benzina è quotata a 1, 43 euro al litro, mentre il gasolio a 1,40 euro a litro, ciò sta a significare che per un pieno di gasolio gli italiani dovranno spendere oltre 12 euro in più rispetto allo scorso anno. Per capire quanto è aumentata la benzina dobbiamo portarci indietro nel tempo fino agli inizi di maggio 2007 quando la essa costava circa 1,30 euro al litro e il gasolio 1,15 euro; ciò sta a significare che il carburante è aumentato in un anno di circa 13 centesimi, mentre il gasolio di circa 25 centesimi. L’aumento della benzina ha portato scompensi in tutte le nazioni; a Londra il 27 Aprile è stato chiuso per uno sciopero, un oleodotto del Mare del Nord che garantisce al paese britannico il 40% del fabbisogno di petrolio e gas, lavorando il greggio proveniente da circa 70 giacimenti; tutto ciò ha causato un aumento dei prezzi nell’ultima settimana, in Europa. Negli Stati Uniti d’ America la debolezza del dollaro nei confronti dell’euro ha contribuito all’aumento del prezzo del greggio; il cartello dei Paesi produttori di petrolio, l’ OPEC ha aumentato la produzione giornaliera di 500.000 barili. Un altro fattore importante è dato dagli attacchi in Medio Oriente; l’Arabia Saudita, il primo produttore al mondo di greggio sta esaurendo le sue risorse, come successe che in passato, durante la prima guerra del golfo quando la produzione di petrolio crollò in Iràq e in Kwait.