Pochi giorni fa il Governo ha deciso di partire con il progetto federalista che dovrebbe, a
sentire i Ministri coinvolti, rendere possibili un abbassamento delle tasse, una riduzione della spesa ed un minor spreco di risorse.
In attesa che si compia questo miracolo, la Regione Sicilia continua ad essere presa d’assalto, (leggi qui), da torme di parenti aventi almeno due caratteristiche: sono parenti di potenti e, a sentire i loro famigliari, non c’è mai alcun dubbio che meritino i posti nei quali si trovano.
Fra gli ultimi esempi di meritocrazia annunciata ed applicata, vi sono: la cugina del Ministro della giustizia Alfano e la sorella del Presidente del Senato Schifani, per non stufare elencando gli intimi di assessori, capigruppo e chi più ne ha più ne metta.
Intervistato dal magazine del Corriere della Sera, nel solito trafiletto che non dia disturbo al pubblico, il governatore della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, (Presidente della provincia di Catania ai tempi delle spese pazze che hanno portato al dissesto del Comune), sull’assunzione della figlia dell’assessore Giovanni Ilarda, a domanda, sulla possibile raccomandazione, così risponde:
“Ma cosa dovrebbe fare, (la povera ragazza)? Cambiare cognome? E poi mi scusi, questa ragazza ha ormai la sua autonomia e vive da sola. Dovrebbe forse vivere di elemosina del padre in alternativa? O cercarsi un nuovo lavoro?…
Conscio della ragionevolezza della risposta, lascio spazio a chi avesse dubbi sulla limpidezza dei gentili signori.
Una rondine non farà primavera, però le notizie che giungono dalla Sicilia, da qualche tempo, sono spesso incoraggianti.
Si è partiti con la decisione della Unione industriali locale di espellere i soci che pagano il pizzo, si è proseguito con l’aumento delle denunce per estorsione, dopodiché qualcuno ha osato parlare di svolta epocale.
Oggi, un piccolo articolo sul Corriere della Sera, ci informa che il nuovo governatore della Sicilia, Lombardo, pare stia facendo opera di pulizia.
Colpisce che l’articolo sia dedicato allo schiaffo politico dato da Lombardo al suo predecessore nonché amico: Cuffaro mentre ritengo sia un’altra la Notizia vera: nel fondo dell’articolo si parla di decine di consorzi di bonifica azzerati, di 27 Ato, (gli enti che si occupano di acqua e rifiuti), sui quali è caduta la scure, di trecento posti di “sottogoverno” spariti e, non meno importante, l’affidamento dell’assessorato alla sanità, notoriamente centro di interessi giganteschi, ad un ex magistrato dell’antimafia che, pare, abbia fame di duro e puro.
Se non è una svolta epocale questa, poco ci manca.
Chiaramente qualcuno fra le alte sfere dei partiti, mugugna e non vede l’ora di arrivare ad una resa dei conti.
Certo è che Lombardo ha cominciato davvero con il vento in poppa.
Nell’augurarci, (tutti noi italiani dovremmo farlo), che non sia un fuoco di paglia, credo sia giusto dare grande risalto ai cambiamenti di una terra nota, fino ad oggi, per il suo immobilismo e la sua arretratezza, almeno nell’immaginario collettivo.
L’Istat parla chiaro e senza mezzi termini. Stiamo messi male.
Ieri si parlava di sicurezza, oggi parliamo di istruzione. Il dato che emerge è sconcertante:
Nel 2007 infatti il 48,2% della popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni aveva conseguito come titolo di studio più elevato solo la licenza di scuola media inferiore. Nel contesto europeo l’Italia presenta al 2006 un valore dell’indicatore pari al 48,7%, che posiziona il nostro Paese in fondo alla graduatoria insieme a Spagna, Portogallo e Malta.
Quasi un italiano su due non ha come ultimo diploma conseguito la licenza media. Il dato, inoltre, ci pone ai livelli più bassi in Europa (ricordiamo che l’Europa adesso è a 27 Stati membri, fra cui Romania, Slovvacchia ecc che presentano tassi di scolarizzazione molto bassi).
Il Mezzogiorno presenta poi un peggioramento: dal 2004 al 2007 le regioni del Sud hanno visto aumentare la popolazione in possesso della sola licenza media di 2,4 punti percentuali. Nell’analisi per regione emerge che Sardegna, Sicilia, Campania e Puglia presentano un maggior numero di abitanti fermi agli studi di scuola media inferiore, con quote intorno al 56-57%. Al Nord le situazioni in cui si rilevano le quote più elevate degli adulti che hanno conseguito solo la licenza media inferiore sono quella della provincia autonoma di Bolzano (52,6%) e della Valle d’Aosta (52,3%).
Il dato su cui vorrei farvi riflettere è però questo:
Mentre quella che si mantiene costantemente bassa è la spesa per l’istruzione: nel 2005, rileva l’istat, l’incidenza di questa voce sul Pil era pari al 4,4%, ampiamente al di sotto della media dell’Ue27 che era del 5,1% nel 2004.
Le motivazioni, a volte, si trovano anche abbastanza facilmente…
Fonti parziali:
Istat
Repubblica