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L’instant messaging funziona anche in ufficio?

Thursday, July 31st, 2008
istant messaging

istant messaging

Quanto sia intrusiva nella vita quotidiana la tecnologia della comunicazione è sempre più dibattuto. In particolare, si osservano nelle aziende approcci assai diversi a seconda della propensione all’uso della tecnologia nel business, alla cultura del top management.

L’istant messaging, ad esempio, è una vera rivoluzione nel modo di comunicare anche in azienda tra colleghi, specie dove ci sono distanze che imporrebbero l’uso di altri media più tradizionali, come il telefono per una normale telefonata.
Una ricerca, pubblicata sul “Journal of Computer Mediated Communications”, smentirebbe la credenza che l’instant messaging sia un mezzo usato in aggiunta al telefono e alla posta elettronica, e che quindi aumenti le interruzioni riducendo la produttività.

“In realtà - spiega K. Garret, coautore dello studio - la messaggistica istantanea è spesso sostituta da altri mezzi che comportano un maggior livello di interruzione, come telefono, conversazioni di persona ed e-mail. Con i messaggi iniati tramite appostiti programmi sul pc si hanno conversazioni più concise.
Abbiamo scoperto che gli impiegati usano questa tecnologia in modo strategico, per avere risposta a brevi domande o per assicurarsi la disponibilità di un collega prima di interromperlo con mezzi più intrusivi”. (via mymarketing.net)

In ufficio invece il social networking passa attraverso l’instant messaging (Gtalk, Msn Messenger, Skype…). Una ricerca americana condotta su un campione di circa 1000 impiegati, evidenzia i vantaggi dell’instant messagging: distrae meno di una telefonata, ruba minor tempo, è più immediato di una e-mail.

Il social networking, un flop tra gli over 40, colpa della…

Tuesday, July 29th, 2008

Sono meno del 25% negli Stati Uniti i navigatori del web con un’età superiore ai 40 anni che usano i social network. Sono i baby boomers, quelli nati negli anni ’50 e ’60, figli del boom economico post bellico, che oggi sono quelli che lavorano, guadagnano e hanno di conseguenza possibilità di spendere soldiLo evidenzia il rapporto “Boomers, Healthcare and Interactive Media”, di JWT BOOM/ThirdAge.

baby boomers

Il mercato analizzato è quello americano. Per le aziende non è una bella notizia, specie per quelle che investono nelle nuove nuove piattaforme e nei nuovi spazi di comunicazione per promuoversi a costi contenuti. Risultato, il social networking all’interno dei processi di comunicazione promozionale potrebbe subire una rallentamento, i vantaggi non sarebbero così immediati.

A questo rapporto si affiancano altre ricerche. La ExactTarget ha diviso gli utenti dai 35 ai 65 anni in 10 differenti categorie. Gli utenti dai 35 ai 44 anni usano in modo costante i social network, ma più l’età avanza più l’uso dei social network diminuisce. Per gli utenti tra i 55 e i 64 anni quelli che usano i social network sono solo il 13%, fino a diminuire al 4% per gli utenti dai 65 anni in avanti. In confronto a questi dati, però, più dei ¾ degli utenti internet di età compresa tra i 15 e i 24 anni usano assiduamente i social network. (via mymarketing.net).

Quarantenni e cinquantenni hanno un rapporto consolidato con i mezzi del web tradizionale (email, banner, siti informativi di giornali…), hanno notevole influenza in azioni di word of mouth (passaparola) e i messaggi comunicati sui social network potrebbero essere ben veicolati da questo target..
Cosa frena quindi questi utenti ad usare il social networking: la privacy. Una vera barriera psicologica.