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Aspirina a 2 Euro: i primi effetti del Decreto Bersani

Thursday, May 8th, 2008

Ricordate il controverso Decreto Bersani? Vi rinfreschiamo la memoria:

Il decreto Bersani (Dl 223/2006, definitivamente convertito con la Legge n. 248 del 4 agosto 2006), noto anche come “decreto sulle liberalizzazioni”, è un decreto legge proposto dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani emanato il 4 luglio 2006.
Le misure contenute nel decreto si proponevano di rendere più dinamico il mercato, tutelare i consumatori (abbattendo i privilegi di alcune categorie sociali e aumentando la concorrenza in quei settori) e, in secondo luogo, di agevolare la lotta all’evasione fiscale (attraverso alcune procedure obbligatorie nei pagamenti).

E in particolare:

Vendita dei farmaci da banco nei supermercati – Il provvedimento non riguarda i farmaci su ricetta, ma consente di creare spazi dedicati nella grande distribuzione, purché alla vendita sia impiegato personale con una laurea in farmacia.

Finalmente i risultati di questo Decreto, dopo l’abolizione dei costi di ricarica, incominciano a vederesi.
Dalla prossima settimana sugli scaffali di 80 punti vendita in tutta Italia il primo farmaco a marchio Coop. Si tratta di acido acetilsalicilico più acido ascorbico in compresse efferverscenti, ovvero il principio attivo dell’aspirina unito a vitamina C, assimilabile ad alcuni prodotti di marca molto conosciuti. Il prezzo di vendita sarà di due euro, circa la metà di quello di altre versioni generiche dell’analgesico oggi presenti sul mercato.

Importante a mio modo di vedere le dichiarazioni del presidente di Coop-Italia Vincenzo Tassinari:

«In questi due euro c’è anche il nostro margine di utile, a dimostrazione che su questo versante si può incidere molto sul prezzo, operando a vantaggio dei consumatori. Un farmaco comune, di ampia diffusione, che non necessita di ricetta medica potrebbe sembrare un traguardo di poco conto. Ma non è così. Il farmaco Coop è una sorta di prodotto simbolo e nasce dopo un anno di iter burocratico completo e difficoltoso. Coop Italia ha infatti dovuto richiedere l’autorizzazione all’immissione in commercio all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), come avviene per qualsiasi altro medicinale generico, cioè non più coperto da brevetto».

Speriamo in bene per il futuro!

Roma ha un nuovo Piano Regolatore

Monday, February 25th, 2008

L’ultimo importantissimo atto dell’ex Sindaco di Roma Walter Veltroni è stato quello di presiedere la seduta del consiglio comunale in cui è stato approvato il nuovo piano regolatore della città di Roma (PRG). Subito dopo Veltroni ha annunciato le sue dimissioni.
Personalmente ritengo l’atto una svolta per la città di Roma che necessita di tali linee guida e di un PRG moderno e ben strutturato quale, ad una prima analisi, sembra essere quello appena approvato.

Si tratta di un punto di svolta per Roma e per l’hinterland capitolino.

Di seguito i punti salienti:

Il verde: Tra precedenti acquisizioni e alcune che si stanno concretizzando ora il verde pubblico passerà così dagli attuali 3.700 ettari a quasi 7.900, in media 23 metri quadri per ogni cittadino romano.

Patrimonio storico: la città storica tutelata passa da 1000 a 7000 ettari e i punti di interesse ambientale e archeologico salgono a 25 mila; e nella lista dei beni da tutelare entrano anche manufatti contemporanei.

Periferie: già partiti i programmi di riqualificazione e recupero e i piani delle ex borgate abusive, che nel complesso riguardano quasi un milione di cittadini, 140 le zone abusive in via di risanamento.

Trasporti: 14 nuovi ‘corridoi’ per il trasporto pubblico, 200 chilometri di metropolitana leggera, una rete metro-ferroviaria con 598 chilometri di binari e 298 stazioni.

Nuove ‘centralità urbane’: ne sono previste 18, di cui 10 già pianificate. Principali realizzazioni in programma: campus universitari, Città dello Sport, riuso degli ex Mercati Generali, ampliamento del Macro.
Il sindaco Veltroni ha firmato inoltre quattro altre ordinanze con i poteri speciali in materia di traffico e mobilità. Riguardano il prolungamento della metro B da Rebibbia a Casal Monastero, un nuovo parcheggio a via Gaetano Donizetti, il parcheggio interrato a Lungotevere Marzio, lavori di miglioramento della rete stradale nelle zone di San Basilio-Corviale-Primavalle Torrevecchia-Palmarola Selva Candida.

Vi lascio con questa breve descrizione che rende bene l’idea che è base fondante di questo PRG:

“Una città accessibile, con più servizi, con una qualità sociale e urbana diffusa, con più verde, ma anche più infrastrutture e, infine, una periferia che non sia più periferia, ma città risanata essa stessa, recuperando e ricucendo quei guasti che il passaggio tra il vecchio e nuovo piano ha determinato. Roma Capitale di Pace del Mediterraneo non è uno slogan ideologico, politico o astrattamente propagandistico. La naturale predisposizione di Roma a essere una grande capitale internazionale, luogo di incontro tra religioni, culture e civiltà, nonché sede di relazioni diplomatiche, impone un’organizzazione del sistema-città, in cui accessibilità, efficienza dei servizi, offerta ricettiva, sicurezza, qualità urbana, ambientale e sociale siano adeguati al ruolo di una città sede di grandi eventi religiosi e internazionali, capace di promuovere nel mondo intero un concreto messaggio di civiltà e di funzionamento urbano”.

Fonti:
Comune Roma
FLM

Italia il paese della media impresa

Wednesday, February 20th, 2008


L’Italia nonostante stia attraversando un periodo di non eccellente crescita, continua a mietere successi importanti che dimostrano come la situazione economica sia dinamica e adatta in certi casi a rispondere alle crescenti problematiche del mercato.

E’ di oggi la notizia della forte crescita nel settore del cosiddetto Quarto Capitalismo, in particolare nelle imprese di medie dimensioni, quelle cioè con un numero di dipendenti che va da 50 a 499.

L’aumento è concentrato, a parere di chi scrive purtroppo, prevalentemente in quello che è l’asse Milano Venezia, il Nord quindi. Un nord che ha cambiato faccia rispetto al passato, non ci sono più le grandi aziende capitalistiche, spazzate via dai colossi asiatici, ma una miriade di medie imprese (se ne contano 4.000) che danno lavoro a 600.000 persone.

Medie imprese che si caratterizzano con un’alta specializzazione e un forte dinamismo, molte sono sconosciute ma forniscono componentistica e know-how a grandi multinazionali. Ci troviamo di fronte a un modello di capitalismo “anonimo” (non più gli Agnelli di una volta), dinamico e flessibile, che si adatta alle esigenze di mercato e che rappresenta sempre a parere di chi scrive il futuro dell’italia.