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Euribor a tre mesi in calo dopo il piano anti-crisi della UE

Monday, October 13th, 2008

Finalmente qualcosa si muove. Sembra che la crisi finanziaria che ha colpito le borse di tutto il mondo oggi si è nascosta all’ombra delle dichiarazioni della Unione Europea. Sembra che il piano anticrisi, almeno per oggi, stia funzionando.

Continuano a scendere i tassi Euribor con scadenza tre mesi, dopo il taglio dei tassi da parte dalle maggiori banche centrali, per garantire maggiore liquidità al sistema finanziario. Il tasso Euribor a tre mesi, infatti, è sceso oggi al 5,318% rispetto al 5,381% di venerdì Più marcata la flessione per la scadenza a una settimana che, grazie alle nuove iniezioni di capitali, scende al 4,369%, mentre il tasso a 1 mese si assesta al 5,024%.

Il taglio del tasso di mezzo punto è stato provvidenziale, c’è ancora molto da recuperare però infatti ricordiamo a tutti che nel Gennaio 2000 il tasso euribor (3 mesi) si assestava attorno al 3,338% cifre molto diverse da quelle attuali, cifre che ancora pesano nelle tasche dei possessori di mutui.

Bce: Pronti a contrastare i rischi sui prezzi

Thursday, October 11th, 2007

La banca centrale si dice pronta ”a contrastare i rischi di stabilita’ dei prezzi”. Nel Bollettino mensile vengono citati gli effetti sfavorevoli dei prezzi dell’energia che ‘incideranno sui prezzi al consumo nel prossimo periodo’. Ribadite le previsioni di un livello di inflazione nell’Eurozona ‘nettamente superiore al 2% nei restanti mesi del 2007 e agli inizi del 2008, per poi tornare a scendere

La politica monetaria della Bce «è pronta a contrastare i rischi al rialzo per
la stabilità dei prezzi, in linea conil suo obiettivo primario»: lo scrive la
Bce nel Bollettino mensile di ottobre. Dato «il più elevato grado di
incertezza», occorrono, tuttavia, «maggiori informazioni prima di trarre
ulteriori conclusioni per la politica monetaria». Il Consiglio direttivo seguirà
dunque tutti gli sviluppi «con molta attenzione» e «intervenendo con
tempestività e fermezza, farà in modo di evitare che si concretizzino rischi per
la stabilità dei prezzi a medio termine», connessi, tra le altre cose, a
possibili ulteriori rincari del petrolio e dei prodotti agricoli.Alla luce del
«potenziale impatto della maggiore volatilità dei mercati finanziari e della
rivalutazione dei premi di rischio sull’economia reale, si è acuita l’incertezza
che circonda le prospettive sostanzialmente positive per l’attività economica»
dell’Eurozona. Le prospettive di crescita sono soggette, quindi, a rischi verso
il basso. La Bce nutre «crescenti timori» sull’allentamento degli sforzi di
risanamento strutturale delle finanze pubbliche nei Paesi dell’Eurozona e «al
ritardo nell’attuazione di misure diriequilibrio incisive». I banchieri europei
esortano tutti i Paesi interessati dell’area a «tenere fede all’impegno preso
nell’ambito del Patto di stabilità e di apportare miglioramenti strutturali ai
saldi di bilancio». Politiche fiscali solide «contribuiranno in maniera
rilevante a preservare la fiducia» in una fase di maggiore incertezza sui
mercati finanziari.

Via IlSole24Ore