A Francoforte, in Germania, hanno festeggiato i 10 anni di vita della BCE ed erno presenti tutti i ministri dell’economia della UE e hanno aproffittato per fare una analisi della situazione economica del proprio paese, ma a tenere banco erano l’Italia e la Francia che sono i paesi con il deficit più in rosso e il presidente della UE, Jean-Claude Juncker, ha sottolineato che tutti i paesi devono avere i conti in pareggio entro il 2012, anche se il mercato attuale non permette all’economia europea di crescere.
In ogni modo l’Italia dopo tre anni di purgatorio è uscita dalla procedura d’infrazione per deficit e Jean-Claude Juncker si è congratulato con il nostro ministro dell’economia, Tremonti, peccato che il merito sia da imputare esclusivamente a Prodi e a Padoa-Schioppa.
In ogni modo per poter rispettare questa scadenza il governo dovrebbe diminuire parecchio la spesa pubblica e cominciare a fare sul serio!
Ieri a Francoforte Jean-Claude Juncker, il suo presidente, l’ha detto chiaro: «Tutti i Paesi che ancora non hanno raggiunto l’equilibrio dei conti pubblici dovranno farlo entro il 2012 e indipendentemente dall’andamento del ciclo economico».
Via sole24ore
A novembre la Commissione Europea prevedeva per l’ economia italiana una crescita nel 2008 dell’ 1,4%. A febbraio erano state riviste le valutazioni e dimezzato la previsione allo 0,7%. Oggi esce invece un’ ulteriore aggiustamento (forse definitivo) che valuta le possibilità di crescita dell’ economia del nostro paese ad un modestissimo 0,5% (più credibile delle versioni precedenti, se si considera che nella relazione unificata del governo si parla di 0,6%).
Il motivo di tali revisioni al ribasso è probabilmente dovuto ad un trimestre gennaio-febbraio-marzo più “roseo” di quelli che saranno i successivi mesi dell’ anno, per i quali si prevede crescita piatta.
Sempre la Commissione Europea auspica una crescita nell’ anno 2009 dello 0,8. C’è da aspettarsi di peggio?
Ammonta 408 milioni di euro il passivo registrato nel saldo commerciale coi paesi esteri a febbraio 2008. Notevole passo avanti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il cui deficit ammontava a 1869 milioni di euro: si registra un aumento delle esportazioni fino a 31.420 milioni (+10,9%) ma anche delle importazioni che crescono fino a 31.828 milioni di euro, corrispondenti a +5,3%.
Se si restringe il campo ai soli paesi dell’ Unione Europea si registra invece una notevole impennata: attivo di ben 905 milioni, contro il passivo di 125 di un anno fa.
Dati Istat
La Corte europea di giustizia del Lussemburgo ha condannato l’Italia per la tardiva e quindi non corretta applicazione della direttiva volta a prevenire le ripercussioni negative sull’ambiente derivanti dalle discariche di rifiuti.
L’Italia, precedentemente, era stata deferita ai giudici Ue dalla Commissione.
La vertenza è nata da un esposto della Commissione europea che ha chiesto di dichiarare non conforme alle norme comunitarie il decreto legislativo 13 gennaio 2003, con il quale il governo ha trasposto nell’ordinamento nazionale le disposizioni della direttiva 1999/31. Cosa ha detto la Commissione?
“Il decreto legislativo n. 36/2003 prevede che le regioni debbono elaborare e approvare un programma per la riduzione dei rifiuti biodegradabili presenti nelle discariche e fissa anche le scadenze da rispettare ai fini di una riduzione graduale di tali rifiuti nelle discariche. Fissa inoltre le regole relative al trattamento delle discariche preesistenti, stabilendo le regole per l’adeguamento delle stesse.”
Tradotto per noi profani:
L’Italia applica alle discariche nuove il trattamento più favorevole, previsto per le discariche preesistenti, al contrario di quanto previsto dalla direttiva. Anche per i rifiuti pericolosi, le regole transitorie previste non sono state applicate alle discariche preesistenti mentre sono state applicate solo per quelle nuove, sempre in contrasto con la normativa comunitaria.
Contenti?
Dominique Strauss-Kahn, numero uno del Fondo monetario internazionale, ha acceso i toni accusando il presidente della BCE, Trichet, di gonfiare l’Euro con una politica monetaria troppo restrittiva.
Giustamente dice che attualmente manca una figura di rilievo in campo finanziario che possa fare da contrappeso alla BCE e quindi stimolare lo sviluppo economico, ma purtroppo la banca centrale europea è troppo potente e fa quello che vuole privilegiando le banche invece del consumatore.
Strauss-Kahn ha cercato di smuovere le acque in modo che qualche potente possa fare qualcosa per contrastare il potere decisionale di Trichet, ma ha ottenuto solo un rimbrotto da parte di Almunia, il commissario UE, che sostiene il buon lavoro datto dalla BCE.
Se siamo arrivati a questo punto, bisognerebbe che i ministri dell’economia dei paesi della UE facessero, anche loro, voce grossa per far si che la BCE si calmi in modo che l’Euro torni ai livelli più umani per far si che l’economia europea torni a crescere!
“«È una fase di grande distorsione tra le valute. Il ritorno all’equilibrio del mercato dei cambi non dipende da una sola valuta». Poi, Dominique Strauss-Kahn, numero uno del Fondo monetario internazionale, accende la miccia in un’intervista rilasciata a Le Monde: «L’euro è sopravvalutato, e il problema dell’euro è che la Bce è troppo potente» perché manca un contraltare politico nella persona di un ministro europeo delle Finanze «in grado di farsi carico della crescita economica».”
Vai: ilgiornale
(Attenzione: nel sondaggio ci sono 4 risposte, usate lo scroll. Grazie.)
L’emergenza rifiuti in Campania e soprattutto nella periferia napoletana si fa sempre più grave. Lo testimonia l’incessante rassegna stampa che continua incessantemente anche in queste ore, nonostante il buio e il freddo.
Città sotto assedio, cittadini contro istituzioni e forze dell’ordine, immondizia ovunque e attività commerciali costrette a chiudere. Allarme ecologico: le diossine dei fumi dell’immondizia bruciata per le strade iniziano a mietere danni e il CNR si è già mobilitato per effettuare verifiche sulla popolazione in merito ai danni causati.
Ultimo atto della crisi la comunità europea, sul piede di guerra per aggravare le conseguenze di una situazione ecologica e sociale disastrosa che lo stato, la regione e la provincia non sono stati in grado di gestire. Uguale: pesanti multe all’Italia tutta.
Ma a questo punto di chi è la colpa? Lo Stato e le istituzioni tutte che hanno tralasciato il problema? I cittadini che rifiutano qualsiasi proposte tecnica di risoluzione? Rispondete al sondaggio e dite la vostra nei commenti.
Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa SanPaolo, al meeting di rimini dichiara che il suo gruppo è al riparo dalla crisi di mercato tutta americana, una dichiarazione del tutto inaspettata dopo i tagli ai tassi e la lenta ripresa dei mercati europei.
Passera ricorda inoltre l’impegno del gruppo con Alitalia, titolo che quest’oggi ha segnato rialzi di 2 punti percentuale:
“Abbiamo supportato e supporteremo piani di risanamento e rilancio come quelli che ha presentato Carlo Toto, patron di AirOne – ha assicurato -. Poi dovra’ essere lui a decidere”. In questo senso Passera chiarisce anche che comunque “dipendera’ da cosa vorra’ dire esserci. Non sappiamo cosa intende fare l’azionista di maggioranza relativa in termini di proprieta’ dell’Alitalia. Oggi non sappiamo quali sono le intenzioni dell’azionista”.
Via Padovanews
“Quali settori sono quelli da privilegiare? Quali quelli da accantonare? “
Una chiara e simpatica analisi dei vari settori dove poter investire nei prossimi mesi, Paolo Sassetti ci guida.
Il settore delle auto (vedi alla voce Fiat) è da seguire con interesse.
Anche i settori Risorse di base e Chimici vanno molto forte.
Il commento a questi grafici fa parte di un servizio di consulenza che svolgo per investitore professionale.
Tale servizio si sostanzia nel valutare la forza relativa dei settori dell’Eurostoxx 600 e di indicare quali settori privilegiare e quali accantonare.
Judo Finanziario contiene un file in Excel che consente di ricreare i grafici qui sotto rappresentati.
I grafici della forza relativa sono ‘fotografati’ al distanza di 15 giorni e consentono di apprezzare l’evoluzione della forza relativa dei settori nel tempo.
I commenti sono quelli che ho effettuato, con le valutazione giuste e gli errori.
Alla fine dell’intervento sono specificate le indicazioni sintetiche su cosa farePaolo Sassetti – Analista finanziario indipendente
Via SoldiOnline.it