In ogni momento della giornata siamo martellati dalla pubblicità informativa del consiglio dei ministri che informa i cittadini che nei giorni 6 e 7 giugno 2009 si terranno le elezioni per eleggere i nostri rappresentanti al Parlamento europeo, mentre in alcune città ci saranno anche le elezioni amministrative comunali e provinciali, ma ultimamente si sente parlare solo delle questioni private del premier, dal divorzio con la moglie Veronica Lario, alla storia della presunta storia tra Noemi Letizie e il cavaliere, e infine alle foto scattate durante il capodanno nella casa del premier in Sardegna a Villa Certosa, che non interessa a nessuno, però ci mette di mezzo anche Franceschini a parlare della vita privata di Berlusconi dicendo che non deve comportarsi così e via dicendo, insomma non ho ancora capito qual’è la vera politica, non ho capito cosa faranno i futuri parlamentari della Ue per noi cittadini italiani, non ho capito se la crisi finanziaria è sparita, neanche gli altri partiti politici (Udc, Lega, Idv, Sinistra europea, Lista Pannella, etc.) hanno saputo parlare di politica, non mi interessa sentire Di Pietro che inveisce contro il premier, non mi interessa sentire Casini che dice le stesse cosa di Franceschini.
Insomma la questione finale è per chi voto? Boh!
Le elezioni 2008 si contraddistinguono dalle altre elezioni, secondo me, per due precise caratteristiche:
Mai come quest’anno è così alta la titubanza del voto. Ma non di rispondere alla domanda “per chi voti?” ma di rispondere alla domanda più semplice “voti?”. Il clima di insicurezza degli ultimi mesi, le molte delusioni dell’ultimo governo di non-sinistra hanno generato uno stato di totale sfiducia nei confronti della classe politica, priva di colori.
Proprio ieri, parlando del contest in corso sugli exit poll, molti non volevano partecipare per non immischiarsi con la politica. Molti non hanno partecipato perchè non votando, non vedevano la cosa sensata. Quel diritto di voto che in Italia è costato migliaia di morti e al quale molti immigrati rinunciano con tristezza.
Mai come quest’anno i comizi elettorali sono stati così poveri di idee innovative e di proposte concrete. Ma soprattutto mai come quest’anno c’è stata così poca differenziazione tra un programma e l’altro. Una campagna elettorale nata sulla bocca di Berlusconi e Veltroni come dai toni pacati, finita nella solita rissa verbiale tra ubriaconi che si divertono a far ridere il locane prendendo per i fondelli l’altro. Ma soprattutto tra un comizio e l’altro le poche cose proposte sono sempre quelle. Sempre le solite irragiungibili promesse che alla fine comportano per il cittadino il tanto odiato “…e io pago!”. Cosa si può pretendere comunque da quel minestrone riscaldato che è la politica moderna? Nuovi gruppo nuove bandiere, ma sempre le stesse sessantessi faccie.
Sinceramente anch’io sono molto deluso, però per adesso sono ancora alla fase “chi votero?”, non ce la faccio di rinunciare ad un diritto così imporante. La cosa comica di questa campagna elettorale però è che i politici parlano con le parole di Stella e di Rizzo!!!
p.s.: post dedicato al giovane B83. Foto originale di G. Galizzi – www.valbrembanaweb.com