Oggi ho ricevuto questa mail in qualità di publisher adsense:
Gentile Publisher,
La ringraziamo per la sua partecipazione al programma di annunci
referral di AdSense.La informiamo che nell’ultima settimana di agosto aboliremo il
programma referral di AdSense. Dopo tale data il codice dei
referral AdSense non attiverà più la pubblicazione degli annunci.[....]
A questo inizio seguivano alcuni consigli su come risolvere la problematica per il publisher, consigli diciamo banali..
Il Team di Adsense consiglia poi di visitare questa pagina per ulteriori informazioni.
Ora, personalmente non utilizzo i referral di google perchè tendo a preferire per le campagne payperlead altri servizi quali sprintrade o tradedoubler o zanox, ma tutti coloro che hanno impegnato tempo e forze per contestualizzare bene i referral di ziog? tempo perso??
Già nel mio blog è un pensiero che da tempo mi passa per la testa. Google per me è sempre stato un qualcosa di grande. Sicuramente il soggetto che ha dato maggior crescita alla rete, a livello di numeri e di qualità.
E’ partito dal nulla, è arrivato a essere il numero uno, ma adesso il guaio è che stadiventanto uno: cioè l’unico fruitore di un certo tipo di servizi ad un certo livello. Anche il terremoto finanziario tecnologico degli ultimi giorni sta provocando per quella enorme gCalamita solo piacere:
A Francoforte il titolo perde il 17,28% a 14,98 euro mentre a Zurigo la perdita è del 17,25% a 18,37 franchi svizzeri. Yahoo ha respinto l’offerta di microsoft di pagare 31 dollari ad azione per ogni suo titolo: prima dell’offerta di microsoft, Yahoo scambiata attorno ai 19 dollari ad azione. (via Corriere)
Tanto per fare un esempio, in Italia l’advertising PPC è quasi solamente Google. Anche gli accessi ai siti da parte dei motori, per i siti italiani, sono ormai monopolisti. Su questo sito, ad esempio, da inizio dell’anno Google ha il 96% degli accessi dai motori di ricerca, yahoo lo 0.48% e live/msn lo 0.05%…
Per vedere altri punti di vista da una occhiata a cosa ne pensano in merito i blogger italiani della web2.0.
Ho un’esperienza sul web di medio periodo, circa tre anni, ed ho maturato una discreta esperienza sui programmi di affiliazione online a scopo pubblicitario.
In questo lasso di tempo ho valutato differenti programmi di PPC (pay per clic) e alla fine sono giunto ad una conclusione che sembra scontata ma non lo è: Google Adsense è attualmente il top per i publisher di “piccola taglia”.
Ho avuto modo di provare i seguenti programmi:
Google Adsense
ProAdvertising
Bidvertiser
Tradedoubler
EDintorni
Ebbene, fra questi, Adsense è il migliore per tre motivazioni:
Le prime due motivazioni si rivelano, per un publisher serio, fondamentali, in quanto l’obiettivo oltre il guadagnare deve essere anche di fornire un servizio di qualità per il lettore/cliente.
Analizziamo la prima motivazione, la contestualizzazione degli annunci: Adsense in questo caso non ha rivali, avendo a disposizione un crawler specifico per gli annunci, questo fa in modo che l’annuncio pubblicato risulti, con una buona percentuale di certezza, attinente al contesto in cui è inserito. Gli altri competitor, ad esclusione di Tradedoubler (che però ha un meccanismo personalizzato per gli annunci) non contestualizzano bene e fanno si che nel post/articolo appaino pubblicità prive di senso o riguardanti altri contesti. Il risultato di Adsense è duplice: da un lato favorisce il clic, visto che il lettore che è arrivato al post ricerca informazioni relative a quell’argomento, dall’altro lato non sporca eccessivamente il post con pubblicità di casinò o “lavazza” in post/articoli riguardanti tutt’altro.
Altro discorso è il PPC. Posizionando un annuncio Adsense potete in un certo senso aspettarvi di tutto, ovvero un clic può portarvi da 0.01 $ a almeno 2$ (esperienza personale, si parla anche di clic con più valore), questo stimola il publisher a studiare le keyword adatte a massimizzare i profitti. Anche sotto questo aspetto i competitors risultano fortemente carenti con PPC che si aggirano sui 0.05 $ (Proadvertising) fino a 0.09$ (bidevertiser).
Per eventuali consigli e/o suggerimenti e/o idee: lasciate un commento!
Forse anche in FIAT considerano il popolo italiano un po’ arretrato e non in grado di comprendere sottile ironie legate al mondo della web 2.0.
Una ironica campagna FIAT della Bravo, brasiliana, gioca sul rapporto tra vita reale (real life) e vita virtuale (second life).
Il gioco è rovesciare le parti e simulare delle persone di una vita virtuale che giocano alla vita reale. Affascinante e fine.
Riflettendoci sinceramente non so quanti italiani sarebbero in grado di comprendere una pubblicità simile. Se poi andiamo sulla fascia dai 50-60 in su la vedo una guerra persa. Analizzando poi il target di clienti di casa FIAT penso proprio che sia stato un bene che questa pubblicità non sia arrivata in Italia. Anche se il dubbio che l’effetto curiosità magari avrebbe portato la gente a incuriosirsi e ricercare, con effetto utile sia per l’Italia sia per FIAT.
via Pivari
A settembre il Sole 24 Ore, principale riferimento italiano per l’economia e il trading, registra un record storico. Oltre 2 milioni di visitatori unici.
Questo uno dei mille poteri di internet: al 2 di ottobre poter direttamente vedere i dati statistici e analizzarli fino all’ultimo dettaglio.
“Settembre da record per www.ilsole24ore.com: con 2.262.838 utenti unici il sito registra il record storico assoluto di navigatori.”
via ANSA.it
Un modello di business assolutamente impensabile per altri media. La televisione e la radio sono ancora legati all’auditel etc, mentre la carta stampata fornisce i dati di distrubuzione, ma non vi è alcun feedback dall’edicola in poi.
Il business web invece consente di tracciare i navigatori, analizzare la loro provenienza, le loro preferenza. Insomma con un po’ di pazienza (e know how) e un’abbondante registrazione di dati (log) si può realmente conoscere ogni dettaglio sui navigatori.
Complimenti al Sole 24 Ore e… forse qualche pagina vista loro è stata anche merito di Trading Italia ![]()