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Nella Ue si potrà lavorare fino a 48 ore alla settimana

Wednesday, June 11th, 2008

C’è voluta un’intera giornata di negoziati e poi, nel cuore della notte tra lunedì e martedì a Lussemburgo i 27 ministri del Welfare , tra cui il nostro ministro Maurizio Sacconi, sono riusciti a varare il compromesso sull’orario di fissandolo a 48 ore settimanali a meno che lo stesso lavoratore dipendente decida di andare oltre e in questo caso potrà raggiungere le 60/65 ore settimanali.

Insomma è stato raggiunto un accordo molto elastico, che lascia ampie possibilità di deroghe agli Stati dell’Unione Europea, sull’orario di la nuova legislazione rivede la direttiva del 1993 dove il limite era già fissato sulle48 ore settimanali ma alcuni Stati, e in particolare modo l’Inghilterra, avevano ampie possibilità di deroghe denominate "opt out", così le aziende facevano firmare ai nuovi assunti una liberatora che li esulava dagli obblighi della direttiva, premesso che questa possibilità rimane ancora in auge, ma il lavoratore non potrà più firmare l’"opt out" nel primo mese di impiego, né potrà essere discriminato se si rifiuta di farlo.

Questo accordo ha i suoi punti positivi e negativi ma che sono, a mio parere, a vantaggio per le aziende, mentre per i lavoratori cambia poco, forse nulla. In ogni modo io sono per le classiche 40 ore settimanali pari a 8 ore al giorno dal lunedì al venerdì, straordinari esclusi e basta.

Un faticoso compromesso tra i 27 Paesi dell’Unione europea ha permesso di dare il via libera a Lussemburgo alla direttiva sull’orario di , dopo anni di tentativi falliti. Ora la battaglia, tuttavia, sembra spostarsi al Parlamento europeo, dopo le critiche già avanzate dai sindacati che hanno giudicato la norma «inaccettabile», e le riserve dei partiti della sinistra. L’intesa lascia il limite massimo di settimanale a 48 ore a meno che lo stesso lavoratore scelga altrimenti (opt out). In questo caso, comunque, la durata massima del settimanale potrà raggiungere le 60 o al massimo 65 ore.

Via corriere

Entro giugno verrà abolito il divieto di cumulo pensioni-reddito

Monday, June 2nd, 2008

Entro il mese di giugno il emenderà un provvedimento che permetterà di abolire il divieto di cumulo tra pensione e reddito di , questa notizia è stata data dal ministro del welfare, Sacconi, in modo da poter continuare a lavorare anche se si ha raggiunto il limite contribuitivo, e quindi eliminare i disincentivi a proseguire il .

Questa misura fortemente voluta dal presidente della Banca d’Italia, Mario Draghi, servirà a rilanciare l’economia, ma il dovrà innalzare l’età contribuitiva, speriamo solo che non la innalzi troppo altrimenti come faremo a godere la pensione se saremo troppo vecchi.

Sicuramente per la fine dell’anno ci sara un altro emendamento che permetterà di andare in pensione a 65 anni, il che significherà 40-45 anni di contributi.

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha detto oggi che entro giugno il presenterà un provvedimento per abolire il divieto di cumulo tra pensione e reddito da .

Via wallstreetitalia