In contrasto con i presunti aiuti di cui parlava Bush, pare che la crisi dei mutui subprime non abbia in alcun modo intenzione di frenarsi.
“A novembre i pignoramenti immobiliari negli Stati Uniti sono cresciuti su base annua del 68% a quota 201.950.

Naturalmente l’incremento è conseguente alla crisi del credito immobiliare ad alto rischio, definito subprime, che ha messo numerosi mutuatari nell’impossibilità di pagare le rate del mutuo a causa del repentino incremento dei tassi di interesse registrato.
Secondo i dati diffusi nel terzo trimestre gli interessi sarebbero rincarati di oltre 87 miliardi di dollari”
via La Padania Online


68% è una cifra altissima, impressionante. Secondo Alan Greenspan, ex presidente della FED, gli USA dovrebbero sfruttare l’esubero di liquidità per coprire le situazioni più gravi.
Ma il rovescio della medaglia potrebbe essere un adattamento ulteriore all’indebitamento da parte dei privati, e un consolidamento del potere delle banche, certe comunque di risquotere credito o parte ti esso?

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