Abbiamo letto su tutti i giornali del branco che brucia i capelli ad un povero ragazzo.

Un’altro branco ha ucciso a calci e pugni un ragazzo perché, pare, era un diverso da loro.

L’ ultima notizia è dei tre ragazzini di 15,16 e 17 anni che hanno pianificato l’uccisione di una loro amica: Lorena Cultraro.

Si saranno sprecate le analisi psicologiche, sociologiche e chi più ne ha più ne metta su questa generazione di ragazzi a cui la società non offre nulla, persi perché le ideologie sono finite, il lavoro manca e se c’è è precario ed i valori sono crollati.

Io, nel mio piccolo, avrei un’altra spiegazione, forse semplicistica ma credo più realistica di tutti i vari ismi presi in considerazione: l’ imbecillità.

Possibile che i ragazzi oggi possano essere interpretati in mille modi ma non si prende mai in considerazione il fatto che, purtroppo, ci sono gli imbecilli?

Si è inermi nei confronti degli imbecilli perché, essendo tali, non arrivano a capire.

Perché incolpare indirettamente la televisione scrivendo, (Corriere della Sera), che, uno dei tre ragazzi, dopo aver confessato ha chiesto se poteva tornare a casa credendo di vivere un telefilm?

Ma davvero prestiamo fede a queste baggianate? Per la cronaca, quando nel XIX secolo la lettura divenne di massa, i romanzi, (sì, proprio quegli innocui libretti che in tanti leggono per distrarsi), vennero accusati di corrompere la gioventù del tempo. Stessa cosa dicasi per la radio e, da trent’anni a questa parte la televisione.

Ribadisco: un imbecille farebbe dei danni anche senza video games, senza televisione e senza computer.

La cosa più importante è tornare a rendersi conto che sono fra noi: singoli individui senza alcun senso della responsabilità, (fra le altre cose); in questo modo eviteremo tante giustificazioni e faremo un servizio a chi ormai crede, incontrando un adolescente, di trovarsi di fronte un possibile mostro.

foto di agitazioni

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