FrateMarpioneDomenica l’Inter ha vinto lo scudetto; a Parma si sono avuti scontri fra la tifoseria interista e la polizia, danni a cose e persone: tutto normale?

Parrebbe di si dato che i giornali, per esempio il Corriere della Sera, nel dedicare quattro pagine di commenti alla finale scudetto, ha deciso di non annoiare i lettori con amenità riguardanti i soliti episodi di violenza dedicandogli alcune righe ed un trafiletto.

Facendo un rapido resoconto, due poliziotti sono stati feriti, anche se non in maniera grave, un asilo è stato demolito, la vetrina di un bar è stata frantumata, dei giardini sono stati resi inservibili ed alcune automobili sono state danneggiate.

Interessa qualcuno tutto questo? Secondo me, tolti: il centinaio di genitori costretti a tenere i figli a casa per l’inagibilità dell’asilo, i familiari dei due poliziotti, i proprietari del bar che perderanno soldi non potendo aprire subito, il comune di Parma che dovrà spendere denaro contante per ripristinare i giardini ed infine i proprietari delle auto danneggiate, a nessun altro fregherà nulla.

Addirittura, pare che il presidente dell’Inter Massimo Moratti, abbia giustificato la demolizione delle suppellettili dell’asilo, dicendo che i tifosi credevano si trattasse di una zona interna allo stadio (l’Informazione di Parma): e anche se fosse, si ha diritto a demolire uno stadio?

Mi sembra tutto davvero assurdo, per prima cosa l’ atteggiamento dei quotidiani che, spendono fiumi di parole sui rom come se fossero la sola causa dell’ insicurezza dei cittadini, (torneremo sul discorso sicurezza) mentre sugli imbecilli delle nostre parti, (per rispondere a chi giudica questi elementi non imbecilli ma vuoti, ricordo che nel passato, non molto lontano, giovani pieni di ideali/ideologie, hanno allegramente ucciso altre persone perché giudicate inferiori piuttosto che borghesi e/o perché no, nemici della patria: meglio ieri o oggi?)pare non ci sia nulla da dire: ordinaria amministrazione.

Mi hanno insegnato che le Leggi, per avere valore, devono discendere da costumi condivisi e pare che agli italiani non interessi molto che oggi il calcio rappresenta: una perdita netta in termini economici per la collettività, un rischio per chi si reca allo stadio ed uno sfogo per delinquenti che hanno, nell’ arena calcistica, la possibilità di fare il bello ed il cattivo tempo, (qualcuno ricorda i tifosi romanisti che decisero che una partita NON andava giocata?).

Potranno mai cambiare le cose se i cittadini per primi paiono contenti che il giocattolo calcistico mai si fermi, indipendentemente dai danni “collaterali” che settimanalmente provoca? Comunque: tutti agli europei e chi se ne frega.

foto di fratemarpione

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