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July 15th, 2008 - 08:49

La Sanità italiana è il grande malato dello stato

Articolo scritto da Franco Milani


Tra i settori che lo amministra, quello della sanità è quello che ci rimette di più, nonostante il si impegni a fornire risorse per migliorare i servizi per gli italiani, non è possibile che si spenda in maniera irresponsabile per poi avere cose che non servono, hanno calcolato che in 6 anni sono stati spesi, anzi buttati via 30 miliardi di euro per niente.

Gli esempi di malasanità ormai sono nell’ordine del giorno, mancano macchine, manca personale e costruiscono ospedali e li lasciano inoperativi anche per più anni a causa della mancanza di personale, come a Padova.

Queste spese tendono ad aumentare la spesa pubblica e ci rimettiamo noi contribuenti, non è possibile spendere così tanti soldi in maniera superficiale, dovrebbe esserci un ministro che faccia dei controlli a tappeto, aliminare il superfluo e aggiungere risorse dove servono, comprare macchinari dove c’è bisogno, e invece vediamo che va tutto al contrario.

Questo però vale solo per determinate regioni dell’Italia, come Lazio, la Campania e la Sicilia che hanno un bilancio rosso perenne a causa di spese inutili, però anche l’Abruzzo , il Molise, la Calabria e la Liguria non stanno facendo bene e su queste regioni si dovrebbe fare un controllo capillare, mentre per Lombardia, Veneto, Emilia e Toscana possiamo stare tranquilli, in quanto sono più attenti alle esigenze del paziente.

Purtroppo sappiamo benissimo che la sanità italiana è un malato terminale e per risollevarla ci vorrebbe l’elettroshock, però intanto siamo noi a pagare!

La sanità potrebbe essere definita il vero grande malato della finanza pubblica italiana. Si tratta, infatti, di un settore che spende quasi sempre male le ingenti risorse che gli sono destinate e concorre ad aumentare progressivamente il deficit delle pubbliche amministrazioni. La situazione non assume i toni della tragedia solo perché, in valore assoluto, la spesa sanitaria rappresenta meno della metà di quella per l’erogazione delle pensioni, altra nota dolente per le casse dello .

Via ilgiornale

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2 Commenti to “La Sanità italiana è il grande malato dello stato”

  1. gracchia53 Ha detto:
    July 15th, 2008 at 10:55 am

    A tal proposito vorrei far presente che la mia mamma deve fare un ciclo di riabilitazione dopo un’emorragia cerebrale e sapete che succede? Non ci sono mezzi per accompagnarla e riprenderla; non ci crederete ma io ho telefonato a tutta Firenze e dintorni e non c’e’ posto. Io non guido e tutti i giorni vado in giro per il quartiere per trovare un amico che mi fa un piacere. Non dico altro, scusate ma preferivo pagare l’ICI!!!!!

  2. Posso fare un esempio banalissimo, circa 25 anni fa ho fatto il corso infermieristico presso un ospedale nella mia zona e funzionava cosi :
    dopo 2/3 anni di superiori ti iscrivevi in ospedale e facevi un corso di 3 anni mattina in ospedale a lavorare affiancate da chi già lavorava (4 mesi per ogni reparto e veniva fatta la media matematica) al pomeriggio a scuola (i dottori dell’ospedale facevano ognuno varie ore di insegnamento nella propria materia chi chirurgia, chi microbiologia, chi chimica ecc. ecc.)con esame scritto e orale di ogni materia + abilitazione professionale alla fine dei 3 anni….
    Ora mia figlia sta facendo infermieristica all’università di Udine è un casino (dopo aver preso cmq il diploma di ragioneria)…………..
    Un infinità di tutor (che di solito incasinano più che aiutare) un mucchio di tasse, medici assenti e corse a vuoto…………
    Però i tutor prendono un sovrapiù per fare questo, vengono sbattute in reparti dove neanche sanno che devono arrivare, ti fanno fare chilometri per dirti che le ore sono spostate……….
    Ma questo cambio ha giovato alla formazione delle future infermiere ??? Tenete presente che c’è un bisogno tremendo di operatori, ma dalla 1* alla 2* si sono cambiati di corso gia 15 ragazzi per rottura di scatole

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