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October 9th, 2007 - 14:26

Obbligazioni argentine, ancora nell’occhio del ciclone

Articolo scritto da enrico


I Tango Bond sono le famigerate obbligazioni che l’Argentina si rifiutò di rimborsare, offrendo in cambio altri titoli per un quarto del valore, la faccenda verificatasi nel 2001 scosse un po’ tutto il mercato internazionale.

Chi ha in tasca i Tango bond non vedrà i suoi problemi risolti in breve tempo. Alcuni possessori rifiutando l’offerta Argentina purtroppo ad oggi si ritrovano con in mano un pugno di mosche, questo è quanto ha dichiarato l’ex ministro delle Finanze Roberto Lavagna.
Una dichiarazione dura che ha scatenato una replica dai toni piuttosto accesi di Nicola Stock presidente della Task Force Abi, chiamando in ballo il ricorso Icsid.

“Il ricorso Icsid (un organismo della Banca mondiale che decide sulle controversie finanziarie internazionali, n.d.r.) a tutela dei risparmiatori italiani prosegue nei tempi previsti”, ha detto Stock. “Sono da respingere le affermazioni dell’ex ministro dell’Economia, Roberto Lavagna, candidato alle elezioni presidenziali, che pensa di conseguire consenso elettorale utilizzando quale mezzo l’esproprio finanziario perpetrato ai danni di obbligazionisti internazionali, in particolar modo i piccoli investitori italiani. Lavagna dimentica le pressioni internazionali che nascono sia dalle numerose cause perse ed altre pendenti presso i tribunali di New York e di Francoforte, sia dai ricorsi dinanzi all’Icsid in particolare quello dei 190.000 obbligazionisti italiani, ormai in fase d’avvio”.

In Argentina però esiste una campagna atta ad abolire il Ciadi/Icsid cominciata il 24 Settembre scorso, maggiori dettagli su unimondo.oneworld.net, questa campagna è nata proprio perchè Ciadi/icsid hanno recentemente condannato l’Argentina a risarcire 105 milioni di dollari alla multinazionale Vivendì (francese).

Stock ribadisce che l’Argentina, gravemente inadempiente, dispone delle risorse finanziarie per risolvere la questione perché “ secondo i dati economici dell’Argentina, il Paese registra tassi di crescita annuali pari a circa l’8% annuo. Inoltre numerosi economisti internazionali confermano che il ricorso al mercato dei capitali è precluso al Paese fintanto che non si risolva la questione degli obbligazionisti che non accettarono l’offerta di scambio argentina (holdout)”.

Infatti, ricorda Stock, lo stesso Guillermo Nielsen, sottosegretario alle Finanze della Repubblica Argentina, proprio con il ministro Roberto Lavagna, organizzatore e principale esecutore dell’offerta pubblica di scambio del 2005, ha dichiarato nella rivista economica argentina “Fortuna” del 24 agosto 2007: “… La conclusione istituzionale per un pieno ritorno al mercato comprende anche l’implementazione di una proposta per porre fine agli “holdouts”.

Sta diventando un gioco allo scaricabarile che vede come protagonisti Governi e illustri personaggi ma le vittime sono sempre gli investitori con le tasche piene di Tango Bond.

Via La Repubblica | Economia

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