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July 7th, 2008 - 10:47

Aprite le orecchie e fermate quei pazzi

Articolo scritto da Riccardo


Nico Cereghini è il mammasantissima del giornalismo motoristico italiano o almeno così lo definiscono su Riders. Personalmente lo vedo come una persona matura, schietta, senza peli sulla lingua e con una capacità di trasferire l’emotività quando scrive.

Proprio come nel suo ultimo articolo “Monza, 8 luglio 1973″ (e parte 2). Racconta la storia di un tragico quanto storico incidente. Incisa nella sua memoria e nella sua anima. Quasi il tempo si fosse fermato.

Il suo racconto, e alcuni episodi della mia vita, mi hanno spinto a scrivere un commento. Un commento pesante, lungo, che sicuramente infastidirà molti. Questo un breve passo:

Perchè dal terrazzo di casa mia odo continuamente moto che fanno “i gareji”, diciamo noi in Veneto, per le strade pubbliche. Fanno le gare in tangenziale. 10-12 mila giri, si odono tutti. Flotte di 3-4 motociclisti, bardati fino al collo, che si impossessano delle strade.

Ho io il super udito oppure a qualcuno non gliene frega nulla di sangue per le strade? O ritengono più redditizio controllare che sul limite 70, nessuno osi andare a 80?

Perchè? E’ necessario tutto ciò? E’ necessario continuare a piangere morti. Morti di chi spesso cerca la follia lungo le strade pubbilche o di chi magari era solo nel posto sbagliato al momento sbagliato? Sono proprio necessari in una moto “civile” 180 cavalli? O ogni cavallo in più è una possibilità in più perchè si perde il controllo del mezzo  e della ragione?

Sono proprio necessari 150 cavalli per sentirsi un uomo migliore (migliore di chi???), o forse per sentirsi un po’ più pilota. Ma soprattutto (e questo secondo me è gravisso) perchè tutti piangono e nessuno ferma questa continua agonia che miete dolore ogni weekend? Perchè invece di controllare i 5km/h in più con autovelox nascosti, che fanno straboccare le casse comunali, non si pattugliano per un paio di week end le notissime strade della follia su due ruote, o anche solo le banali tangenziali? Non ci vuole molto, bastano 2 orecchie: a 12-13 mila giri le moto fanno un gran bordello, anche perchè quelli che vanno forte non sono mai originali.

Magari con i soldi risparmiati dei funerali, potremo avere delle agevolazioni per gli ingressi in pista. Dove la velocità e il rischio sono sotto controllo, o almeno un po’ di più. E lasciare sulle strade italiani i “mezzi di trasporto” in quanto tali. Magari con un po’ di prevenzione, quella vera, in più potremo sentire meno mamme piangere. E il pianto di una mamma e la peggior cosa si possa udire.

foto di acetosella

16 Commenti to “Aprite le orecchie e fermate quei pazzi”

  1. Per farsi del male su un due ruote non occorre guidare una supermoto, basta anche uno scooter, un cinquantino, che magari fa gli ottanta o più. Il dramma delle stragi di motociclisti esiste, il pilota del mezzo è esposto più di tutti a cadute fatali. Anche se dispone di tutte le protezioni possibili resta sempre “fragile”. Parlando onestamente come si fa a fare i cinquanta o settanta all’ora con una moto? Solo se sai che c’è una postazione di autovelox o la pattuglia dei carabinieri pronta ad immortalarti e a ritirarti la patente.

  2. Regole! Non fare gare. Mantenere le distanze di sicurezza. Non tagliare le curve… dai Eldo le sappiamo tutti, specie che ha qualche migliaio di chilometri sul groppone.
    I 70 km/h sono una velocità relativa, dipende da dove li fai. Potrebbero essere da suicidio come da lumaca.
    Ripeto: preveniamo chi fa le gare in strada. Sarebbe già qualcosa.

  3. SIGNORI, SONO D’ACCORDO CON VOI,MA PENSIAMO ANCHE AI FERITI CHE SONO MOLTO PIù DEI MORTI,QUANTI DI LORO RIMANGONO MINORATI A VITA,OLTRE AL DOLORE QUOTIDIANO CHE DEVONO AFFRONTARE I GENITORI, I COSTI CHE DEVE SOSTENERE LA SOCIETà….LA BILANCIA PUBBLICA!!!
    ET

  4. Sicuramente ET. La morte è l’apice dell’incidente. Qui poi si potrebbe iniziare anche il discorso sull’insicurezza della maggior parte delle strade o dei famosi “guardrail taglia-motociclista”, dallo stesso Pedrosa attaccati dopo la vittoria di un gp.

    A volte pare proprio che non si voglia fare. Come nelle città che tutti sanno dove sono gli spacciatori (giornalisti compresi) e nessuno fa nulla.

  5. Per Riccardo Mares: prevenire le gare! Hai ragione sarebbe più di un qualcosa perchè effettivamente in quei momenti ti trovi all’estremo delle capacità fisiche e di reazione, basta un niente di imprevisto ed è un dramma. Non è il mio caso ma lo è sicuramente per molti giovani, troppi! elvio dotto

  6. @eldo: tu che sei dotto, secondo te, perchè nessun muove un dito in merito? e vuoi dire che non si sa delle corse sui cui scommettono i libretti lungo le grandi arterie cittadine di notte?

  7. Caro Riccardo, vorrei essere tanto dotto di nome e di fatto ma non è così purtroppo. Comunque sulle corse e relative scommesse dovrebbe essere evidente che qualcuno di potente, o più di qualcuno, ne ha fatto un vero e micidiale business ed è anche facile capire quale sia l’ambiente coinvolto. Smantellare queste organizzazioni criminali porterebbe sicuramente un grande beneficio.

  8. @eldo: iniziare un po’ alla volta a fermare chi corre no?

  9. forse andate troppo lontano a parlar di gare. Quelle si facevano anche 40 anni fà con 20 o 30 cv.
    Il punto mi sembra sia la reale non capacità di controllare certi mezzi, moto da 150 ed oltre cv. e auto da over 300. Mezzi da pista con la targa che si possono guidare con una semplice autorizzazione burocratica a pagamento( patente di guida ) Anche il più tranquillo autista può perderne il controllo perchè nessuno gli ha insegnato a tenerlo in strada. esendo il limite di 130 km/h come mai certi mezzi si possono vendere ?? Perchè non hanno il limitatore ?? Semplice … a nessuno frega niente. Vuoi una prova ? Guarda i possessori di grosse moto e cataloga chi ha realmente le giuste protezioni, io ne vedo pochissimi e spesso si spendono migliaia di euro per lo scarico sportivo ma qualche decina per il casco, giusto per non prendere la multa.

  10. Ma soprattutto a cosa serve spendere 2-3000 € per uno scarico sportivo che ti porta la moto da 180 a 183 cavalli. 1000 € per un cavallo. E poi? Cosa cambia?

    Almeno una volta spendavamo 1000 lire per mettere la benza dentro lo scarico del ciao e bruciare la lana di vetro…

  11. patrizia Ha detto:
    July 7th, 2008 at 3:24 pm

    sono stufa di sentire moto=pericolo pubblico.
    In una settimana tre motociclisti falciati da automobilisti che fanno inversione senza guardare e dove non è permesso, uno dei quali io.
    E cosa ci si sente dire ‘non ti ho visto’…invece delle orecchie usiamo gli occhi…firtuna che in tutti i casi i testimoni (automobilisti) c’erano!

  12. su questo ti dò ragione patrizia. Difatti dopo aver messo un bel scarico silenzioso sulla moto ed aver rischiato di essere centrato da altri veicoli ho rimesso su quello “rumoroso” rischio la multa ma salvo la vita.

  13. @br1: beh dai il fatto che con lo scarico ti “percepiscano” meglio mi sembra una cosa un pelino esagerata però. Ma soprattutto anche se fosse non è un buon motivo per fare sorpassi azzardati.

    Il problema che non ti vedono è su direzioni diverse o incroci, con o senza scarico. IMHO.

  14. Otto grandi idioti dell’anno…

    Ad esempio prendete spunto dal post di trading italia “multe autovelox e incidenti”, a cui regaliamo l’idiota numero due. In cuor nostro speriamo non si sia fatto male grave, ma solo il giusto per ricordarsi della ca**ata che ha fatto!…

  15. Perfettamente d’accordo con l’articolo, siamo diventanti un intralcio per le auto e e diventa sempre più difficile riuscire a farsi notare.
    Io è un anno che son senza moto e inizio a far fatica a farmi notare in macchina e quando trovo il pirla di turno che ti dice “non ti ho visto” mi domando sempre “e se fossi stato in moto???”

    zio bricco è un casino…

  16. Secondo me si sta facendo una grande lotta demonizzando il bicchiere di vino, ma non si lotta mai contro gli imbecilli assolutamente sobri per le strade. Stamattina stavo facendo uno sbarro ad una rotonda: signora cum macchinonae dritta come una freccia… penso di avere ancora la mano incollata al clacson. Non bastando mi ha guardato anche con faccia come dire “che ca**o rompi i co*lioni?”.

    Senza contare i comportamenti, soprattutto dei camion, in autostrada… lasciamo perdere. E le pattuglie non fanno niente. Ormai l’obiettivo “amministrativo” è repressione + cassa. Invece l’obiettivo dovrebbe sempre essere solo PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE PREVENZIONE V

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