Sono ormai mesi che la politica italiana è impegnata a legiferare, discutere e litigare su Alitalia.
Il centro destra al governo ha preso i provvedimenti che sono sotto gli occhi di tutti ed il centro sinistra, ai suoi tempi, ha fatto il possibile per salvare, nella maniera più decorosa, la nostra compagnia di bandiera.
Tutti hanno in comune questa caratteristica: la certezza che il fallimento della compagnia sarebbe stata una tragedia nazionale.
Ora, a questo punto della vicenda mi chiedo:
Visto che i reali esuberi saranno più di 9.000, (fonte il Sole 24 ore)
Visto che i continui scioperi hanno fatto ottima pubblicità ala compagnia aerea ed al sistema paese,
visto che almeno il prestito ponte di 300 milioni di euro andrà a gravare le nostre gia appesantite spalle,
visto che negli ultimi 10 anni Alitalia ci è costata più di 5 miliardi di €,
vsto che l’unione con Air One produrrà monopolio sulla rotta regina,
visto che Air One è indebitata fino al collo, (vedi qui)
vista la figuraccia internazionale che questa soap opera comico-drammatica, (comica per i concorrenti che gongolano e drammatica per noi che perdiamo tempo dietro un carrozzone decotto), ha provocato e sta provocando.
Non era meglio il fallimento?
Capisco che la storia non si faccia con i se, ma almeno mi auguro che questa vicenda ci serva da lezione per il futuro, quando ancora, sono certo, verranno tirati in ballo l’interesse nazionale, i poveri lavoratori ed il dovere di difendere l’italianità.
Da parecchi anni, da più parti si denuncia l’aumento per le spese dell’alta velocità avvenuto dal ’92 ad oggi, (vedi qui, e qui: per esempio
Pare, direi è accertato visto che tutte le fonti concordano, che il costo è triplicato negli anni e siccome si parla di miliardi di €, mi chiedo come mai, a tutt’oggi, nulla sia successo.
Facendo un’analisi casereccia mi pare che il debito pubblico italiano sia enorme, le famiglie, (così almeno denunciano da un quinquennio destra e sinistra), sono in seria difficoltà, l’economia sta entrando in recessione e, per concludere e riferendosi alla nuova edizione de: “La Casta” di Stella e Rizzo, i nostri politici continuano a spendere e spandere.
Entro la fine di quest’anno, dopo dieci anni di lavori, verrà inaugurata la tratta Milano Bologna e, con un risparmio di un’oretta, si potrà arrivare fino a Roma andando a 250 km orari.
Senza entrare nel merito della discussione sull’utilità o meno dell’alta velocità, (per approfondire vedi qui) ciò che sconcerta è la mancanza di indignazione per lo sperpero pubblico dei nostri soldi dimostrato a più riprese da giornalisti che sanno fare il loro lavoro.
Nonostante tutti sappiano che la nostra alta velocità sia costata un’enormità in più rispetto a qualsiasi altro paese europeo, non si è creato nessun comitato contro chi ha rubato, (di questo si tratta), i nostri soldi.
Non è stata creata nessuna commissione d’inchiesta sui costi dell’alta velocità, nessuno fra i tribunali che hanno perseguito penalmente Corona e veline varie, ha avuto l’obbligo di guardare dentro quel calderone…
Nessuno si è incatenato davanti a Palazzo Chigi, insomma: tutti sappiamo che ci stanno rubando soldi ma pare non ce ne possa fregare di meno.
Perché avviene questo? Come mai tanta indifferenza davanti ad uno sperpero di dimensioni bibliche?
Lascio aperta la domanda avendo solo una cosa da dire: difficilmente ci si può lamentare se le cose vanno in un certo modo se, quando vengo fatte denunce circostanziate da parte dei media, il cittadino medio se ne frega.
La crisi dei mutui che sta coinvolgendo il mondo finanziario, non concede eccezzioni come nel caso della casa automobilistica bavarese, la BMW, che ha registrato nel terzo trimestre un utile pari a 296 mln di euro, ma se lo confrontiamo al 2007 vediamo che c’è una differenza negativa pari a 504 mln di euro che corrisponde a -63%, il che significa l’inizio delle crisi per l’azienda tedesca che per ripianare le perdite si dovrà essere costretta a tagliare ben 40.000 persone.
Questa notizia deve farci capire che il peggio deve ancora arrivare e parecchie aziende potrebbero anche fallire a fronte di eccessivi cali della produzione e quindi del fatturato, in quanto la gente tende a spendere il meno possibile causando di fatto la recessione!
BMW annuncia che non potra’ centrare i target previsti per il 2008 a causa della crisi che ha investito i mercati. BMW stimava un risultato di 1,3 miliardi di euro.
Via yahoo
Il Parlamento italiano: dati della Camera dei Deputati, è il più costoso d’Europa.
La giustizia italiana: dati OCSE, costa molto di più, in assoluto, rispetto alla giustizia
francese, tedesca o inglese.
L’università italiana, facendo i giusti calcoli: dati OCSE, ha un costo fra i più elevati al mondo, (nonostante le proteste).
In tutti e tre questi casi, il costo elevatissimo non rende neppure decente il servizio avendo un parlamento che si commenta da solo, (basta guardare le interrogazioni da terza elementare delle jene davanti al parlamento, per non parlare dei privilegi della casta); la giustizia, pur contando sul più elevato numero di avvocati, (superano i 200.000 mentre in Francia, paese che per numero si avvicina di più al nostro sono poco più di 100.000 e, in Inghilterra ed in Germania sono meno di 100.000), ed un gran numero di magistrati, (ci sono grandi buchi, però ci sono anche tribunali in posti impensabili…), viene punita dalla UE, ad ogni piè sospinto per i ritardi biblici.
Riguardo la scuola credo sia perfettamente inutile tirar di nuovo in ballo la classifica OCSE che ci informa essere, i nostri ragazzi, ignoranti e con una propensione, vedi classifica OCSE 2004, ad esserlo sempre di più, (per chi non lo sapesse: l’OCSE non è ne una cellula comunista e neppure un covo di fascisti): perché guardando i notiziari in questi giorni, sembra interessare di più il decreto Gelmini, (che poco incide: piaccia oppure no), rispetto allo stato comatoso del sistema scuola.
Come può essere che spendiamo così tanto, (si parla di decine di miliardi di euro), e otteniamo risultati così scarsi?
Qualcuno dice essere colpa degli italiani che, come cittadini, valgono poco; qualcun altro accusa la classe dirigente, (ammetto di essere fra gli accusatori).
Resta il fatto che, un paese piccolo come il nostro sperpera miliardi ottenendo come unico risultato, il continuo calo in ogni classifica internazionale, (compreso quello della libertà di stampa…).
Qualcuno è in grado di farci comprendere?
In USA la crisi economica non conosce pause, aumenta di giorno in giorno il numero delle famiglie che devono lasciare la loro casa pignorata dalle banche e cresce anche il numero dei americani licenziati causando di fatto un aumento dei disoccupati.
Il paradosso è che i prezzi delle casa in USA sono crollati in maniera vertiginosa, che per una villa basta appena 80.000/100.000 dollari, purtroppo il problema principale sono le rate mensili del mutuo che sono diventate troppo pesanti da sopportare e parecchie famiglie non riescono a tirare la cinghia fino a fine mese causando di fatto il pignoramento della casa, ma il governo americano sta studiando un sistema per permettere di aiutare chi è in difficoltà a pagare le rate del mutuo, però devono fare presto.
Intanto già per le strade americane si vedono parecchi “barboni” che dormono in strada, quindi dovrebbero fare delle case prefabbricate per quelle famiglie che hanno subito il pignoramento in modo da rendere il tutto meno traumatico.
Il peggio è che gli stranieri stanno aproffittando di questa situazione per comprare le case a poco prezzo.
Via wallstreetitalia
Ieri l’euro stava perdendo colpi fino a raggiungere 1,28 nei confronti del dollaro, in pratica è il valore minimo dal 2006, il che ci fa capire quanto sia forte la crisi economica in europa, considerato che più l’euro è forte, più l’economia sta bene, e che rispetto a qualche mese fa quando il dollaro valeva 1,60 euro e tutti compravano prodotti provenienti dagli USA, adesso con la recessione in atto è possibile che l’euro possa perdere ulteriori colpi e per ovviare a questo problema la BCE dovrebbe tagliare ancora i tassi di interesse, diffatti girano voci che possa già farlo per fine ottobre, primi di Novembre.
In ogni modo mi viene da pensare che con il prezzo del petrolio che è sui 70 dollari, il dollaro che cresce, la BCE che taglia i tassi, possiamo solo risparmiare sulla benzina e sul mutuo.
La moneta unica europea è scesa sotto quota 1,28 nei confronti del dollaro nella notte, ai minimi da 23 mesi, per poi risalire leggermente a 1,2829 (1,3180 la chiusura di ieri).
Via ilsole24ore
Nei primi giorni di ottobre a Palazzo Chigi è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sul federalismo fiscale.
Il governo Berlusconi si è dato 24 mesi di tempo per definire l’autonomia finanziaria di Comuni, Province, città metropolitane e Regioni nell’applicazione dell’articolo 119 della Costituzione. In una nota diffusa dal Consiglio dei ministri si puntualizza che, con l’attuazione dell’articolo costituzionale sopra citato, sarà superato il sistema di finanza regionale e locale ancora improntato a meccanismi di trasferimento, in cui le risorse finanziarie di regioni ed enti locali non sono stabilite e raccolte dagli enti che erogano i servizi ma derivano loro, in misura significativa, dallo Stato. In questo modo il sistema di finanza derivata non favorisce la responsabilizzazione degli amministratori, né il controllo dei cittadini. Inoltre, i trasferimenti si sono spesso realizzati sulla base della spesa storica; è quindi mancato qualsiasi meccanismo premiante o qualsiasi incentivo all’efficienza. Con il nuovo sistema di finanza locale per il governo il passaggio al nuovo sistema non aumenterà il carico fiscale nei confronti dei cittadini perchè alla maggiore autonomia impositiva di regioni ed enti locali corrisponderà una riduzione dell’imposizione statale. E in generale le tasse si ridurranno perché la macchina statale verrà snellita attribuendo la completa gestione di alcune funzioni agli enti locali.
All’indomani della presentazione dell’emendamento sul federalismo fiscale, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha espresso grande soddisfazione in particolare per ciò che riguarda il futuro della Capitale . Roma si trasformerà da un normale Comune in un Ente territoriale denominato “Roma Capitale” con speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria, al fine di svolgere le funzioni di Capitale della Repubblica italiana e di sede di rappresentanza diplomatica di Stati esteri. I confini di Roma Capitale coincidono con quelli attuali del Comune di Roma, mentre con i decreti legislativi di attuazione vengono regolati in rapporti con la Regione, la Provincia e l’area metropolitana. Il Consiglio comunale assumerà il nome di “Assemblea capitolina” e approverà il nuovo Statuto di Roma Capitale con particolare riguardo al decentramento municipale. A partire dal 2010 Roma Capitale avrà garantiti 500 milioni di euro annui, inoltre verrà attuato il cosiddetto “federalismo patrimoniale” per cui Roma avrà un proprio patrimonio attraverso: o l’attribuzione a Roma Capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite; o il trasferimento, a titolo gratuito, a Roma Capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell’Amministrazione centrale. Secondo Ciocchetti dell’UDC l’emendamento per la città di Roma è incostituzionale e non tiene conto della Provincia di Roma che è ormai parte integrante del tessuto metropolitano, mentre per il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Guido Milana - Con il ddl il governo si appropria di materie che sono o di competenza regionale o oggetto di legislazione concorrente. C’è un fermo “no” all’espropriazione di funzioni che la Costituzione ha assegnato alle Regioni. Il disegno sul federalismo fiscale è collegato alla legge finanziaria e deve essere approvato entro la fine dell’anno nell’ambito di un iter di approvazione del disegno di legge ma considerando la rapidità con cui ha lavorato la maggioranza parlamentare di centrodestra c’è da scommettere che nel 2013, alle prossime elezioni comunali di Roma si giocherà una partita inedita.
Nel 2008 quando si poteva ancora fare del buon trading, un manager californiano gestore di un Hedge Fund di Santa Monica, Andrew Lahde, era riuscito ad raggiungere un valore positivo pari al +870% il che lo ha reso ricchissimo, adesso che imperversa la crisi economica in America nuon vuole più scommetetre sulla perdita di valore dei bond ed altri strumenti di credito come i mutui subprime in quanto è diventato troppo rischioso e ha deciso di chiudere i battenti e ha mandato una lettera di ringraziamento ai suoi ex clienti, dove dice che non smetterà mai di ringraziare gli idioti ricchi che scommettevano senza sapere nulla di economia, ma che per rispetto rimborserà i soldi che loro hanno investito.
Insomma a suo dire gli americani ricchi, quelli che hanno sempre avuto sempre vita facile erano quelli più facili da spennare in quanto la loro boriosità di sapere tutto di economia ha fatto la fortuna di Andrew, adesso da buon ricco dice “Piantatela con questa storia di voler lasciare il vostro marchio. Buttate via il Blackberry, e godetevi la vita” e ha ragione.
Questo tipo, in sostanza, vuole farci capire che nessuno nasce bravo in queste cose e che il mondo abbonda di polli!
Andrew Lahde, 37 anni, dopo una performance di +870%, dice addio ai clienti (a cui rimborsera’ i denari) con una lettera in cui ringrazia “i ricchi idioti” e gli “stupidi trader” che lo hanno reso agiato. “Buttate via il vostro Blackberry”.
Via bigpicture
Dalla Germania arriva la notizia, (fonte radio 24) che, da quando è scoppiata la crisi dei mutui
sub prime, contestualmente, con un picco nelle ultime settimane, è aumentata vertiginosamente la vendita di un classico della filosofia politica: “Il Capitale” di Karl Marx triplicate rispetto allo scorso anno.
Per chi non lo conoscesse: si tratta del testo chiave del marxismo prima e del comunismo, in tutte le sue declinazioni, poi. Fu pubblicato in tre libri di cui il primo nel 1867.
In Italia, uno degli ultimi editori che ha pubblicato il testo, afferma che, pur senza raggiungere i numeri della Germania, sono fortemente aumentate sia le vendite del testo di Marx che quelle de, udite udite: “Il libretto rosso” di Mao, (che di Mao non è…).
Pare quindi che dopo un decennio in cui si sono esaltati il liberalismo senza conoscerlo, (dal dopoguerra a oggi, mediamente, nei testi di filosofia dei licei si sono dedicate una decina di pagine a Marx e, se previste, 2/3 a tutti e tre i classici del liberalismo: Locke, Hume e Bentham) la nostalgia abbia stia prendendo il sopravvento facendo tornare in auge un testo che prevede, fra le altre cose: dittatura, selezione fra chi deve sopravvivere e chi no e distruzione del sistema capitalistico.
Considerando la pesantezza immane del testo, ed il fatto che si prevede, per la fine dell’anno di arrivare a venderne, in Italia, 10.000 copie, credo che molti lo useranno, per fortuna, da soprammobile.
Questa crisi economica che ha coinvolto tutto il mercato mondiale viene considerata come una bomba atomica, peggiore di quella del 1929, ogni giorno si “bruciano” miliardi di dollari e quelli che ci rimettono sono i ricchi che vivono con gli investimenti, come nel caso del ricco Abramovich, il presidente del Chelsea, o come Bronson il ricco proprietario di aerei, questi hanno perso così tanti soldi che alla fine rischiano di non avere più nulla.
Parecchi ricchi si ritroveranno, dopo questo tusnami economico, con la loro fortuna azzerata e dovranno cambiare il loro stile di vita, quindi più acqua e meno champagne, e quindi più attenzione agli sperperi.
Però so che questa crisi tenderà ad attenuarsi nel 2009 e tornerà tutto come prima, per i ricchi ovviamente, mentre per i poveri sarà sempre peggio.
I grandi magnati russi e inglesi, come tutti gli investitori del mondo, stanno facendo i conti con perdite colossali, per il tracollo dei mercati borsistici e finanziari. Abramovich e Deripaska perdono $230 miliardi negli ultimi 5 mesi.
Via wallstreetitalia