Si continua a parlare di crisi economica, fine della crisi, inizio della ripresa. Ma sarà veramente vero? Il settore immobiliare, come chiunque può testimoniare, è uno dei settori che negli ultimi due anni ha risentito maggiormente della situazione finanziaria. Il mercato si è arrestato e la tendenza popolare all’indebitamento è stata assaltata dalla paura e da una condizione peggiore: l’impossibilità di onorare le rate.
Dall’ISTAT arriva invece una ventata di buone nuove, o almeno così parlano i numeri, come riportato da Il Corriere:
In Italia nel primo trimestre del 2010 le compravendite di unità immobiliari sono aumentate del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. [...] nel primo trimestre 2010 le compravendite di immobili a uso residenziale crescono del 3% [...] le compravendite totali di unità immobiliari aumentano in maggior misura nel Nord-est (+3,7%), il Centro e il Sud appaiono sostanzialmente in linea con il dato nazionale (rispettivamente +2,7% e +2,6%), mentre nel Nord-ovest e nelle Isole si hanno aumenti più contenuti (rispettivamente +1,5% e +1,1%). [...] in Italia nei primi tre mesi del 2010: +13,7% rispetto allo stesso periodo del 2009
Incrociamo quindi le dita e soprattutto speriamo che la situazione di crisi politica Berlusco-Bosso-Finiana termini quanto prima a tarallucci e vino riportando la stabilità anche sul piano governativo.
Molti si chiedono “Perchè la benzina in Italia costa così tanto?”. Escludendo qualsiasi ragione legata a crisi economiche e problemi di impatto ambientale, il primo protagonista dell’assurdo prezzo del carburante in Italia si chiama “ACCISE”.
L’accise è una tassa, applicata a bene di pubblica necessità, che ha l’obiettivo di finanziare progetti mirati. Come si può leggere su Consulenza Fiscale Web, queste sono le accise che affliggono ogni singolo nostro chilometro “a scoppio”:
- 1935: finanziamento della guerra di Etiopia;
- 1956: finanziamento della crisi di Suez;
- 1963: finanziamento del disastro del Vajont;
- 1966: finanziamento dell’alluvione di Firenze;
- 1968: finanziamento del terremoto del Belice;
- 1976: finanziamento del terremoto del Friuli;
- 1980: finanziamento del terremoto dell’Irpinia;
- 1983: finanziamento della guerra del Libano;
- 1996: finanziamento della missione in Bosnia;
- 2004: rinnovo del contratto di lavoro degli autoferrotranvieri;
Come vedete ci sono obiettivi raggiunti e dimenticati. Parliamo di anno millenovecentotrentacinque, sono passati solo 75 anni. Molti di voi nemmeno si ricorderanno a cosa si fa riferimento!
Su Wikipedia addirittura possiamo trovare il valore delle stesse voci che compongono il prezzo della benzina:
- 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro);
- 14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro);
- 10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro);
- 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro);
- 10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro);
- 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro);
- 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (0,039 euro);
- 205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro);
- 22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro);
- 0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.
La domanda a questo punto non deve essere banale come “perchè ci sono ancora queste accise”. Ma la domanda cruciale è: potrebbe lo Stato Italia sopravvivere senza queste tasse? Nel frattempo consoliamoci guardando il report dei prezzi benzina al 18 febbraio 2010, che vede paesi messi peggio di noi: Germania, Belgio, Francia, Portogallo, Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi e Norvegia.
Spesso mi pongo questa domanda: come sarà il dopo Berlusconi? Prima o poi questo governo finirà, o che sia colpa di Gianfranco Fini o che sia colpa dela cattiva manovra finanziaria. In ogni modo, al 99%, sarà l’ultimo governo con Silvio Berlusconi come Presidente del Consiglio. Il problema è che attualmente non c’è una valida alternativa, l’opposizione non ha ancora un programma valido per governare l’Italia poi manca un leader carispatico che riesca a tenere uniti i vari partiti. Mettiamo il caso che il centro sinistra vinca le elezioni e insieme al PD ci sarà l’UDC, Italia dei Valori e altri partiti minori, sicuramente non saranno mai d’accordo in qualcosa e ci vuole un Berlusconi di Sinistra che sappia metterli d’accordo. Casini, Bersani, Di Pietro non sono in grado di farlo e quindi chi mettiamo? Lo stesso discorso per il centro destra, tra Bossi, Fini e Schifani non c’è altro ed è questo il problema. Tenendo che i problemi dell’Italia, economicamente parlando, non sono di facile soluzione e la crisi economica attuale sta “sputtanando” tutto il sistema Italia causando di fatto l’eliminazione del ceto medio, ci saranno solo i ricchi e i poveri. Quindi aspettiamoci il peggio quando il Berlusca non farà più il presidente del consiglio.
Questo test di matematica è stato fatto durante gli esami per il conseguimento della licenza media. All’inizio sembra una cavolata, invece è stato progettato in modo che le difficoltà delle domande fossero in maniera crescente, cioè dal più facile al più difficile. Però mi sorge un dubbio: quelli che sono già diplomati e che hanno già un lavoro sarebbero in grado di risolvere, adesso, il test? probabilmente parecchi non riuscirebbero a risolvere il test in quanto, non hanno allenato la mente. Bisognerebbe fare in modo che, tutti facessero almeno un esercizio di matematica semplice al giorno in modo ta allenare la mente e quindi fare bella figura.
Scaricatevi il test di matematica da compilare e ditemi se l’avete risolto. Per le soluzioni del test scaricate questo file. Mi raccomando non fate i furbi!
In anni caratterizzati dalla volatilità del mercato finanziario, i buoni investimenti vanno ricercati tra i pochi che ad esso non sono riconducibili.
L’unico modo per ottenere certezze negli investimenti in un periodo di crisi economica e finanziaria è quello di affidarsi ai cosiddetti “beni-rifugio”, che da ormai oltre un secolo dimostrano una crescita costante in quotazione ed interesse. In questo senso niente è più consigliabile di un oculato investimento in filatelia.
I francobolli italiani rari hanno un tasso di rivalutazione che oscilla in media tra il 5% ed il 15% annuo (intorno al 9,5 con variazioni in base alla nazione ed al periodo storico collezionato, dato impressionante se paragonato alla media degli altri investimenti finanziari) e soprattutto la volatilità al ribasso per quanto riguarda gli esemplari rari e di qualità è praticamente inesistente.
Non soltanto, la loro redditività non è soggetta ad alcuna tassazione: praticamente il rendimento di un francobollo è assimilabile ad una cedola secca che viene riscossa una sola volta, ovvero al momento della vendita e con la possibilità intrinseca di liquidità in ogni angolo del mondo.
Se a tutto ciò si aggiunge l’interesse storico dei francobolli (che tra l’altro è alla radice di quanto finora detto) ed il divertimento, in quanto hobby prima ancora di investimento, la filatelia può considerarsi un’occasione davvero unica.
Con la crisi della Grecia che ha fatto crollare i mercati europei e le successive manovre finanziarie dei governi della UE per evitare un ulteriore patatrac ha fatto si che l’euro si indebolisse. Questa crisi finanziaria del 2010 che sta diventando sempre più consistente doveva “tagliare” i tassi interbancari. Invece è successo quello che tutti temevano: il tasso euribor è salito di 0,02 – 0,03 punti percentuale rispetto a marzo. Pian pianino il tasso sta aumentando, per adesso non c’è motivo di allarmarsi, può anche capitare che la BCE decida di tagliare il tasso per agevolare il percorso del risanamento dei conti UE. Staremo a vedere i prossimi mesi cosa succederà in Europa, se troviamo un’altra Grecia i scenari potrebbero essere devastanti.
Vi allego la situazione euribor dal 19/05/2010 al 27/05/2010:
Con la manovra 2010 del governo Berlusconi che, molto probabilmente, verrà approvata oltre alle varie opzioni che penalizzeranno la maggior parte degli italiani. ci sarà anche il blocco degli stipendi statali per 3 anni. In sostanza tutti i dipendenti dello stato dovranno pazientare per un triennio prima di vedersi aumentare il loro stipendio. Questa affermazione è stata data dal ministro dell’economia, Tremonti, dove aggiuge che ci sarà anche una modifica sulle pensioni di invalidità che a suo dire sono troppe, quindi aspettiamoci il peggio. Capisco che bisogna limare il debito pubblico, ma non potevano farlo prima? con questa crisi finanziaria che sta colpendo parecchie famiglie, questa manovra potrebbe dare il K.O. finale mettendoli sul lastrico. A questo punto mi aspetto che aumentino anche le tasse sul mio stipendio da dipendente privato e siamo a posto. Dico solo: Grazie Berlusconi!
Con la manovra «non saranno aumentate le tasse», ha ribadito più volte nel corso dell’incontro il ministro dell’Economia, aggiungendo che occorre «ridurre la spesa». La manovra da 24 miliardi che il governo si appresta a varare «segue un criterio orientato prevalentemente sui tagli alle spese e su interventi marginali sulle imposte con un contrasto effettivo e non retorico dell’evasione fiscale».
Via ilsole24ore
Quello che ha fatto Briatore per avere a disposizione il famoso yacht “Force Blu” è sicuramente degno del miglior evasore e contrabbandiere. In sostanza questo yacht che aveva la bandiera delle Isole Cayman (uno dei tanti paradisi fiscali) era intestato ad una società di charter delle Isole Vergini che doveva essere noleggiato al chi lo voleva, ma che invece veniva usato da Briatore e famiglia, in maniera del tutto esclusiva il che molto erano convinti che fosse suo. La Guardia di Finanza ha così sequestrato il Force Blu in quanto Briatore essendo un cittadino della UE ha usato una imbarcazione battente bandiere extra UE e questo significa che è incorso nel reato di evasione dell’imposta sul valore aggiunto che si sarebbe dovuta versare allo Stato al momento del suo ingresso nelle acque dell’Unione Europea. Ma non è finita qui, la GDF ha scoperto anche che il carburante usato per questo yacht veniva acquistato ad prezzo “nero” cioè privo delle accise e dell’iva. Tutto questo potrebbe portare Briatore, oltre ella supermulta da 25 milioni di euro, anche al carcere in quanto rischia fino a 3 anni.
La Guardia di Finanza di Genova ha sequestrato lo yacht Force Blu, riconducibile a Flavio Briatore, per le ipotesi di reato di contrabbando dell’imbarcazione e di indebito utilizzo del carburante impiegato per la navigazione, che potrebbero costare all’imprenditore multe fino a 25 milioni di euro. Continua a leggere questa notizia
Via reuters
Qualche giorno fa la guardia di finanza ha trovato delle magliette di marca Lacoste abilmente contraffatte all’interno di un centro commerciale. Il prezzo di vendita era di 59,99 euro, che invogliava il cosumatore a comprare convinto dell’originalità del prodotto in quanto erano in vendita in centro di una importante catena commerciale. In ben 11 regioni d’Italia (Umbria, Toscana, Lazio, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta) hanno trovato queste magliette con il marchio del coccodrillo tutte false e di conseguenza la GDF ha sequestrato il materiale contraffatto pari ad un valore complessivo di 114.000 euro, ma il problema è che questo significa che non possiamo più fidarci di nessuno, neanche del centro commerciale. Ormai il mercato del falso sta raggiungendo dei livelli altissimi e se non si è esperti risulta difficile scovare la differenza tra il falso e il vero. Per fortuna ci sono i controlli della guardia di finanza, che permettono di limitare il fenomeno, ma non basta, bisognerebbe fare di più. Se voglio comprare un prodotto di marca, voglio essere sicuri che sia originale e al contempo stesso spendere un buon prezzo.
Via il gazzettino
A discapito della crisi che sta impantanando il mondo, Italia compresa, sempre più commercianti si affidano al e-commerce e sempre più persone comprano online. Il primo trimestre 2010 ha segnalato un incremento del 16% sulle vendite online. Il settore dell’abbigliamento è quello più florido in quanto ha segnalato un bel +51% rispoetto ai prodotti elettronici e turismo (+23%). Insomma gli italiani cominciano a fidarsi a comprare online approfittando anche delle offerte che magari non si trovano nei negozi vicino casa. Comunque bisogna sempre stare attenti a comprare in internet in quanto la frode è sempre dietro l’angolo, di furbi ce ne sono tanti, quindi bisogna sempre controllare l’affidabilità del venditore tramite feedback come su ebay.
Nel giro di pochi anni è probabile che i negozi virtuali possano moltipicarsi a dismisura a tutto vantaggio del consumatore.
Via asca