L’articolo comincia così: “ Il mondo dell’editoria può tirare un sospiro di sollievo[…]”, (pag 22 del Sole 24 ore di
oggi)
Il Governo, dopo aver deciso l’aumento dell’iva sulla TV satellitare per avere soldi da utilizzare nell’attuale crisi, ha deciso di togliere il tetto dei 4 milioni di euro per ogni singola testata, (ripeto: PER OGNI SINGOLA TESTATA…), ai contributi per l’editoria.
Personalmente non mi fa ne caldo ne freddo che si aumenti l’iva su un bene voluttuario, lasciando perdere il conflitto di interesse che, a parte questi pochi giorni, è dimostrato, purtroppo, non interessare affatto gli italiani.
Ciò che ritengo grave è che i giornali, che dovrebbero informare e muovere l’opinione pubblica, ricevano soldi, e tanti, dal governo.
Pensate che chiunque abbia ricevuto dei soldi da un governo di qualsiasi colore esso sia, farà di tutto per entrare in contrasto con esso?
Pensate che i nostri grandi quotidiani, che si battono da anni per le liberalizzazioni, siano credibili quando parlano di libero mercato per gli altri ma continuano a prendere i soldi dei contribuenti per andare avanti?
Nessuno si ricorda, per esempio, della casa editrice finanziata in toto dai contributi editoriali dello stato di tal Italo Bocchino, figura di spicco del PdL, (vedi qui), per la bellezza di 380.000 euro?
Questi sono i risultati dei contributi editoriali dati, come sempre a pioggia, dal nostro Stato spendaccione che quando si tratta di farsi gli affari propri è generosissimo.
Magdi Allam fonda il partito “Protagonisti per l’Europa Cristiana” e comincia con una bufala.
Se andate sul sito del partito vedete in bella vista una foto. Eccola.
Notate qualche stranezza?
Il governo Berlusconi sta approvando un descreto legge anticrisi dove verrà elevata l’iva dal 10% al 20% per i canali a pagamento, le cosidette pay tv, e le più coinvolte saranno sky e mediaset e colpirà un quinto delle famiglie italiane, il controsenso è che toglie per dare cioè che aggiunge una sovratassa per risollevare economicamente le stesse persone che ha tassato, insomma con questa crisi economica che sta travolgendo il mondo, quasi tutti i governi del mondo cercano di tagliare le tasse per fare in modo di accrescere il potere di acquisto, mentre il nostro governo belusconi fa esattamente il contrario.
A questo punto consiglierei a tutti i possessori di qualsiasi pay tv di disdire immediatamente l’abbonamento, cosa che farò se verrà confermata questa tassa ingiusta quanto sbagliata.
L’aumento dell’Iva per la pay tv è una tassa “che colpisce un quinto delle famiglie italiane proprio nel pieno di una crisi economica” e potrebbe significare per Sky un taglio agli investimenti.
Via wallstreetitalia
Da quando il ministro Brunetta ha deciso di fare la guerra contro i fannulloni del pubblico impiego, questi si sono dovuti regolare cercando di lavorare un pò di più, di non andare a fare la spesa durante l’orario di lavoro e di ammalarsi il meno possibile altrimenti rischiavano di venire licenziati, ma c’è anche chi viene licenziato perchè lavorava troppo bene, questo fatto è successo negli uffici della Provincia di Bolzano dove hanno giustificato questo benservito dicendo che la signora è troppo pignola sul lavoro e che non fa il gioco di squadra, insomma doveva lavorare un pò meno e aiutare gli altri.
Questa vicenda mi pare troppo fantozziana, in buona sostanza se si vuole mantenere il proprio posto di lavoro bigogna lavorare il minimo indispensabile e sempre in gruppo in modo che tutti facciano qualcosa e poco, per questo troviamo delle strutture pubbliche che fanno “schifo”.
Fannulloni, state all’occhio. Ma anche voi, stakanovisti a sfondo narcisistico, drizzate le orecchie. Soprattutto se avete l’abitudine di lavorare con «eccessiva pignoleria». Sappiate infatti che un perfezionismo esasperato può - addirittura - essere giusta causa di licenziamento.
Via ilgiornale
Due anni fa quando al governo c’era la sinistra di Prodi, l’allora ministro della giustizia, Clemente Mastella, aveva creato una proposta di legge che riguardava coloro che sono stati condannati fino a 4 anni ma che sono incensurati e si poteva metterli alla prova mandandoli a lavorare in ruoli socialmente utili.
Questa possibilità permetterà di “salvare” la fedina penale rendendola immacolata, però questa legge riguarderà coloro abbiano commesso un reato di piccola entità come il furto, danni a cose, evasione fiscale etc., prima di questa legge era stata fatta una sperimentazione dal 1999 al 2004 che ha generato buoni risultati, in ogni modo questo serve solo per non aumentare il già cospicuo numero di detenuti nelle carceri italiane.
Io non sono d’accordo con questa legge perchè uno che commette un reato punibile fino a 4 anni di prigione per me è un criminale, semmai poteva andare bene solo per pene fino ad 1 anno, così si rischia di far aumentare i ladruncoli di città che danneggiano i cittadini italiani.
Potrà essere estinto il reato commesso da chi è incensurato. A patto che non sia punito con una pena superiore a quattro anni. Servirà un congruo periodo di «messa alla prova» e poi il delitto potrà essere cancellato e la fedina penale resterà immacolata.
Via ilsole24ore
Come sappiamo, per i dipendenti del pubblico impiego la pensione di vecchiaia viene erogata a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne, per la UE questa regola viola la regola sulla discriminazione retribuitiva in base al sesso in quanto la donna prende meno dell’uomo e questa è una discriminazione, per questo la corte di giustizia di Bruxelles ha chiesto al governo italiano di togliere questa differenza in modo che la donna venga messa sullo stesso piano dell’uomo, altrimenti verrà multato.
Devo dire che il metro di valutazione della UE su questo campo mi pare troppo esagerato, sono d’accordo che la discriminazione tra uomo e donna deve sparire, siamo tutti sullo stesso piano, ma il rendimento lavorativo di una donna a 65 anni non è uguale a quello dell’uomo, poi bisogna anche considerare che se abbassano l’età, la pensione sarà ancora più bassa.
Per i dipendenti pubblici la diversa età per l’accesso alla pensione di vecchiaia - 60 anni per le donne e 65 per gli uomini - contrasta con uno dei principi del Trattato Ue, quello che vieta discriminazioni, basate sul sesso, nella retribuzione.
Via ilsole24ore
Da parecchi anni, da più parti si denuncia l’aumento per le spese dell’alta velocità avvenuto dal ’92 ad oggi, (vedi qui, e qui: per esempio
Pare, direi è accertato visto che tutte le fonti concordano, che il costo è triplicato negli anni e siccome si parla di miliardi di €, mi chiedo come mai, a tutt’oggi, nulla sia successo.
Facendo un’analisi casereccia mi pare che il debito pubblico italiano sia enorme, le famiglie, (così almeno denunciano da un quinquennio destra e sinistra), sono in seria difficoltà, l’economia sta entrando in recessione e, per concludere e riferendosi alla nuova edizione de: “La Casta” di Stella e Rizzo, i nostri politici continuano a spendere e spandere.
Entro la fine di quest’anno, dopo dieci anni di lavori, verrà inaugurata la tratta Milano Bologna e, con un risparmio di un’oretta, si potrà arrivare fino a Roma andando a 250 km orari.
Senza entrare nel merito della discussione sull’utilità o meno dell’alta velocità, (per approfondire vedi qui) ciò che sconcerta è la mancanza di indignazione per lo sperpero pubblico dei nostri soldi dimostrato a più riprese da giornalisti che sanno fare il loro lavoro.
Nonostante tutti sappiano che la nostra alta velocità sia costata un’enormità in più rispetto a qualsiasi altro paese europeo, non si è creato nessun comitato contro chi ha rubato, (di questo si tratta), i nostri soldi.
Non è stata creata nessuna commissione d’inchiesta sui costi dell’alta velocità, nessuno fra i tribunali che hanno perseguito penalmente Corona e veline varie, ha avuto l’obbligo di guardare dentro quel calderone…
Nessuno si è incatenato davanti a Palazzo Chigi, insomma: tutti sappiamo che ci stanno rubando soldi ma pare non ce ne possa fregare di meno.
Perché avviene questo? Come mai tanta indifferenza davanti ad uno sperpero di dimensioni bibliche?
Lascio aperta la domanda avendo solo una cosa da dire: difficilmente ci si può lamentare se le cose vanno in un certo modo se, quando vengo fatte denunce circostanziate da parte dei media, il cittadino medio se ne frega.
La compagnia aerea italiana, Alitalia, non finisca mai di “soffrire”, dal probabile fallimento, alla trattativa fallita con Air France, dal piano di risanamento attuato dalla CAI, al attuale sciopero selvaggio attuato dalle minoranze sindacali che ha causato forti disagi per i paseggeri, questa situazione ha di fatto generato una esasperazione tra i cittadini italiani, che non ne possono più di queste situazioni e sono ben consapevoli che Alitalia è un salasso per i contribuenti.
Insomma si fa presto a capire che questa compagnia aerea sia la peggiore azienda del mondo, sia come gestione, sia come utilità, è stata gestita male e i dipendenti cercano solo di affondare il pugnale con il risultato che ci rimettono i contribuenti italiani, quindi a questo punto io sono per il fallimento di Alitalia!
Sono circa cinquanta, nelle previsioni di Alitalia, i voli che verranno cancellati oggi, mercoledì 12 novembre, dalla compagnia aerea.
Via ilsole24ore
Lettera aperta al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’ Innovazione Renato Brunetta. Un’idea per contrastare l’assenteismo parlamentare.
Egr. Sig. Ministro, le scrivo questa lettera un po’ amareggiato dal comportamento di molti parlamentari assenteisti. I media ormai lo testimoniano, non è più una cosa segreta.
Lavoro ormai da una decina d’anni e nel privato situazioni simili, come sicuramente lei ben sa, sono inaccettabili e inaccettate. Inaccettate in quanto con la tecnologia si possono risolvere moltissimi problemi.
La mia proposta è molto semplice: perchè non risolvere il problema dell’assenteismo alla radice? Non con una soluzione repressiva (vedi simpatico servizio della Iena vigile) ma con una soluzione attiva? Una soluzione che tutelerebbe i cittadini e la sicurezza dei parlamentari stessi?
All’ingresso delle Camere un piccolo portale, costantemente tutelato: il passaggio dei parlamentari in entrata e uscita certificato tramite la lettura delle impronte digitali. Una soluzione semplice, adottata da migliaia di medie/grandi imprese italiane.
Tutto sarebbe sotto controllo. Inoltre, dato che i parlamentari sono dipendenti diretti assunti dal popolo, ritengo che i dati di presenza dovrebbero essere pubblici e visibili online: presente/assente/assente giustificato.
Con la speranza di non averla annoiata la ringrazio per l’attenzione.
Riccardo Mares
Speriamo qualcuno la legga. Voi cosa ne pensate?
La splendida foto di Stranju si intitola “Un pianoforte che non suona più…”: perfetta direi!
Dopo aver scritto di scuola e università su questo blog più volte, oggi mi permetto di fare copia ed incolla di brani di un articolo tratto da Noisefromamerika: blog di italiani che lavorano come docenti universitari negli USA, per due motivi: il primo è perchè condivido pienamente le argomentazioni ed il secondo è perchè il loro pulpito è sicuramente più autorevole del mio. Buona lettura
[...]Gli studenti in piazza non hanno capito nulla. Lamentano correttamente che l’educazione che ricevono garantirà loro un futuro senza opportunità. Giusto. Si stanno preparando a una vita di rivendicazioni vane. Ma hanno una visione classista della società.
[...]I genitori sono fieri dei propri figli che protestano e occupano. Tutti papà e mamma i nostri bei ragazzi. Per non parlare degli anziani professori che inneggiano al sessantotto che ritorna, nella speranza di aggrapparsi al traino della gioventù altrui.[...]Nè studenti, né genitori, né professori chiedono direttamente un sistema educativo di qualità. Chiedono piuttosto solo maggiori finanziamenti per l’educazione. Ma non è affatto di fondi che il sistema necessita. L’Italia spende per la scuola, dalla materna alle superiori, una percentuale del PIL essenzialmente pari alla media OCSE (dati riferiti al 2005, da OCSE, Education at a Glance, Settembre 2008). Per l’università la spesa annuale per studente, depurata dal numero eccezionale di fuori-corso, è addirittura inferiore solo a quella di USA, Svizzera, e Svezia.[...]
[...]I rettori universitari minacciano le dimissioni di gruppo per protesta. Lo fanno ogni volta che sentono parlare di tagli. Nel Novembre 2006 lamentavano una insufficiente crescita del fondo di finanziamento, che avrebbe portato a «il blocco degli atenei, dei servizi, la cancellazione del futuro per i nostri giovani». Oggi si legge nella mozione della Conferenza dei Rettori, approvata all’unanimita nel Luglio 2008: «L’università non reggerà l’impatto. Una situazione che […] porterà inevitabilmente l’intero sistema universitario pubblico al dissesto». Davvero le amministrazioni universitarie non hanno alcuna colpa della lievitazione dei costi del sistema? Qualcuno ha sentito i rettori minacciare le dimissioni per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che le nuove regole per i concorsi inducano a promozioni in massa (dal 1999 al 2006 il numero di professori ordinari è cresciuto del 54%)? E sul fatto che nuovi atenei sorgono come funghi nelle sedi più improbabili? E sulla proliferazione di inutili corsi di laurea? Qualcuno ha sentito i rettori minacciare le dimissioni per richiedere finanziamenti basati sulla qualità dei loro atenei? Nel 2007 la quota percentuale dei finanziamenti assegnata sulla base dei “risultati” era del 2.2%; il 97.8% distribuito invece sulla base della spesa storica, cioé favorendo chi ha speso di più, e non meglio, in passato.[...]
Voi cosa ne pensate?