Ecco i motivi perchè il prezzo della benzina non scende a pari del petrolio
Tutti noi abbiamo notato che quando il prezzo del greggio aumenta, automaticamente aumenta anche il prezzo del carburante, mentre quando scende il prezzo del greggio, il prezzo carburante rimane come prima all’inizio per poi scendere con molta lentezza con le conseguenti proteste da parte del consumatore.
La situazione attuale è di gran lunga migliore di qualche mese fa dove ipotizzavano il prezzo del petrolio a 200 dollari a barile quindi le compagnie petrolifere dovrebbero già ridurre il prezzo della benzina e del diesel di qualche centesimo considerando anche il fatto che questi prezzi in Italia sono tra i più alti in europa.
I motivi del perchè il prezzo del carburante non scende di pari passo al prezzo del greggio è dovuto al fatto che il governo Berlusconi ha messo in vigore una nuova tassa la Robin Tax che incide sul guadagno delle compagnie petrolifere e per ammortizzare i costi tendono a rallentare il più possibile la riduzione del prezzo della benzina e diesel.
«Nei primi otto mesi del 2008 i margini lordi di distribuzione per benzina e gasolio sono aumenti, nella media, del 7,4%, rispetto all’intero 2007 e ciò è dovuto alla lentezza con cui il prezzo finale si adegua alla diminuzione delle quotazioni del petrolio».
Attualmente possiamo solo affidarci alle cosidette pompe bianche che costano meno.
Via ilsole24ore
Tags: benzina, berlusconi, Carburante, diesel, greggio, petrolio, pompe bianche, prezzi



September 4th, 2008 at 9:57 am
Gli effetti della Robin Hood Tax si faranno sentire, ma per ora e’ una questione soprattutto dovuta alle caratteristiche del mercato, a fine luglio ne avevo scritto qui (http://www.giornalettismo.com/archives/1922/petrolio-sali-scendi/). Ora il calo del prezzo del petrolio e’ dovuto soprattutto a un’aspettativa di calo della domanda, tra poco si rialzera’, quindi le compagnie non si adegueranno a questo calo momentaneo.
September 4th, 2008 at 10:00 am
“tra poco si rialzera’” e’ riferito al prezzo del petrolio non alla domanda.
September 4th, 2008 at 10:38 am
Pur essendo anch’io in disaccordo con le modalità della robin hood tax, non mi trovo d’accordo con il contenuto del post, in quanto il prezzo della benzina è sempre salito in funzione all’alzarsi del prezzo del petrolio con una velocità maggiore rispetto a quando il prezzo del petrolio scende (legge di mercato vecchia quanto il mondo…). Quindi questa maldestra abitudine (cmq legata a determinate leggi di mercato) è molto vecchia e purtroppo il disinteresse del governo c’è sempre stata da parte di tutte le bandiere…
September 4th, 2008 at 1:46 pm
in verita c’e un accordo tra la classe politica ad alti livelli e le compagnie petrolifere che versano ai politici in conti segreti presso paradisi fiscali parte dei miliardi di euro che giornalmente incassano in più, per non adeguare immediatamente prezzo di benzina e del gasolio ai ribassi del petrolio.
Anche se poi con i mass media fanno finta di non essere d’accordo con le compagnie potrolifere intanto incassano nei conti paradisi fiscali a danno di tutti i cittadini che lavorano,intanto a loro che gne ne frega hanno i miliardi a l’estero che gli arrivano a vagonate tutti i giorni.
September 4th, 2008 at 4:26 pm
La benzina è un bene primario ed è a “domanda anelastica”. Significa che all’aumentare del prezzo la domanda non cala o cala pochissimo (perchè il bene è indispensabile e non vi sono validi sostituti dello stesso).
A questo punto perchè petrolieri e benzinai dovrebbero “farsi male” calando il prezzo?
L’unica risposta potrebbe derivare da un miglioramento del trasporto pubblico.
Peraltro essendo la fiat una delle più importanti industrie in Italia che interesse c’è a potenziare il trasporto pubblico e abbandonare l’auto?
Il bussinness principale della fiat resta pur sempre vender macchine c’è poco da fare.