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November 14th, 2008 - 10:22

La donna va in pensione prima dell’uomo, per la UE è discriminazione

Articolo scritto da Franco Milani


Come sappiamo, per i dipendenti del pubblico impiego la pensione di vecchiaia viene erogata a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne, per la UE questa regola viola la regola sulla discriminazione retribuitiva in base al sesso in quanto la donna prende meno dell’uomo e questa è una discriminazione, per questo la corte di giustizia di Bruxelles ha chiesto al governo italiano di togliere questa differenza in modo che la donna venga messa sullo stesso piano dell’uomo, altrimenti verrà multato.

Devo dire che il metro di valutazione della UE su questo campo mi pare troppo esagerato, sono d’accordo che la discriminazione tra uomo e donna deve sparire, siamo tutti sullo stesso piano, ma il rendimento lavorativo di una donna a 65 anni non è uguale a quello dell’uomo, poi bisogna anche considerare che se abbassano l’età, la pensione sarà ancora più bassa.

Per i dipendenti pubblici la diversa età per l’accesso alla pensione di vecchiaia – 60 anni per le donne e 65 per gli uomini – contrasta con uno dei principi del Trattato Ue, quello che vieta discriminazioni, basate sul sesso, nella retribuzione.

Via ilsole24ore

2 Commenti to “La donna va in pensione prima dell’uomo, per la UE è discriminazione”

  1. Non capisco cosa intendi con: “ma il rendimento lavorativo di una donna a 65 anni non è uguale a quello dell’uomo”. Da tempo tutti sanno che le donne, oltre a vivere più a lungo, invecchiano anche meglio, fisicamente e intellettualmente e quindi va da sè che rendono come, se non addirittura di più dell’uomo. Se non lo sai, la donna in Italia va in pensione prima per “ricompensarla” del lavoro di cura svolto in famiglia, che gli uomini non svolgono (anche se oggi alcuni, soprattutto giovani, iniziano a svolgerlo), non perchè renda meno! Il problema, semmai, è chiedersi se il continuo innalzamento dell’età pensionabile, dovuto all’allungamento dell’aspettativa di vita, non ostacolerà l’ingresso al mondo del lavoro dei giovani, cosa che è già molto, molto difficile. In effetti, tornando alla decisione della UE, sono d’accordo che si tratti di una discriminazione. Ciao.

  2. E’ una discriminazione bella e buona! Le donne hanno avuto la parità e giustamente l’hanno ottenuta; parità anche nei doveri, però! Tutti in pensione a 62 anni!

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