I ministri Mara Carfagna e Roberto Maroni hanno attuato una proposta di legge per contrastare il fenomeno della prostituzione che coinvolge sempre più minori e a tal proposito vogliono punire con il carcere sia chi vende il proprio corpo, sia il cliente.

Questa legge è un pò difficile da interpretare, in quanto dice che se una prostituta va a "battere " il marciapiede di sua volontà allora rischia il carcere e una multa fino a 3.000 euro, ma potrebbe benissimo dire che è stata costretta senza fare nomi e allora diventerà uccel di bosco, mentre per il cliente non c’è niente da fare se lo beccano sono dolori.

In sostanza con questa legge si riuscirà a "pulire" le strade dalle lucciole, ma come si suol dire "fatta la legge, trovato l’inganno" cioè che queste prostitute possono benissimo spostarsi verso posti più coperti come gli appartamenti fuori mano.

Ovvio che se si becca un cliente con una minorenne bisogna arrestarlo in quanto è violenza carnale verso un minorenne, mentre se lo si becca con una prostituta che è stata costretta da qualcuno, allora bisogna multarlo giustamente, mentre se consideriamo il rapporto tra un cliente e una lucciola conseziente allora è un altro discorso che dura da secoli.

In ogni modo io sono d’accordo con questa legge, nella speranza che serva a qualcosa.

Togliere le prostitute dalla strada e contrastare il fenomeno dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù di ragazze spesso minorenni. Questo l’obbiettivo che il governo vuole raggiungere con il disegno di legge sulla prostituzione elaborato di concerto dal ministero dell’Interno e da quello delle Pari opportunità, primi firmatari proprio i ministri Roberto Maroni e Mara Carfagna.

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