Come ben sappiamo il dio denaro non guarda in faccia nessuno, come in questo caso mettevano in vendita del pesce congelato vecchio di tre anni e lo spacciavano come appena pescato, lo scongelavano e ricongelavano di continuo  nonostante avesse perso colore e la sua puzza, c’èra sempre qualcuno che lo comprava e che andava a finire in qualche ristorante d’Italia.

Questo scandalo è stato scoperto dalla guardia costiera in un magazzino di Bisceglie dove hanno rilevato degli orrori che farebbero impallidire chiunque, dallo sgombro con l’occhio nero, pesci che galleggiavano nell’acqua calda e addirittura usavano il monossido di carbonio per dare un tocco di colore “fresco” al pesce, mi fermo qui perchè rischierei di nauseare troppo il lettore, ma vi assicuro che c’è di peggio.

Visto che siamo in pieno periodo natalizio e i ristoranti devono rifornirsi di pesce per i cenoni di natale e di capodanno e la maggior parte di questi si rifornivano in questo magazzino, tanto il consumatore non se ne accorgeva, metti che se preparano un risotto di pesce ecco che mescolano un pò del pesce fresco e un pò di quello avariato e il gioco è fatto, il cliente paga fior di palanche per queste cose.

Insomma è il caso di dire fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

Il pesce puzza dalla cesta. E’ lì dal 2005, nell’angolo in fondo a destra di questa cella frigorifera con le stalattiti sulle pareti. Il fetore stenderebbe un pinguino. “Filetti di persico africano” è scritto sulle casse di polistirolo a meno venti. Dentro, uno sull’altro, dei tranci che, al netto di tre anni di congelamento, hanno abbandonato il tradizionale colore rosa carico dellaAdd an Image carne per un meno allettante giallognolo striato di bianco.

Via repubblica

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