Tutta l’europa vuole che la Banca Centrale Europea tagli i tassi di interesse in virtù del fatto che siamo vicini ad una probabile recessione, grazie al prezzo del petrolio che aumenta di giorno in giorno e al dollaro che perde continuamente colpi.
Questo insieme di fattori ha generato una inflazione insostenibile per il mercato europeo, per contrastare e quindi limitare i danni chiedono a Trichet di tagliare i tassi di un quarto di punto, invece ecco che avviene la mossa a sorpresa:
la BCE vuole fare l’opposto, cioè aumentare i tassi di interesse per contrastare l’inflazione e quindi rimettere i prezzi al giusto livello.

Trichet ha sottolineato che le imprese dovrebbero moderare i salari affinchè l’inflazione resti al suo posto altrimenti attueranno la proposta di alzare, subito, i tassi in modo che l’inflazione vada al limite fissato pari al 2%, il che sarà una guerra al sangue visto che l’inflazione attuale è del 3,5%!

Riassumendo, se va come sta andando, a giugno aspettiamoci un rialzo pari al 4,25% il che significherà un ulteriore aumento della rata del mutuo e il conseguente aumento di famigle insolventi impossibilitate a rispettare la scadenza!

Non solo per l’area dell’euro non si profilano tagli sul costo del danaro, ma anzi, «se sarà necessario» a imbrigliare l’inflazione, che galoppa ben oltre il limite fissato del 2% a causa dei prezzi del greggio e dei cereali, la Banca centrale europea è disposta ad aumentare i tassi di interesse, fermi al 4 per cento mentre la Federal Reserve americana li ha portati al 2,25 per cento.

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