L’aumento verticale del costo della vita, unito al rincaro generale dei prezzi, pesa in maniera immediata sul portafogli per la conseguente riduzione del potere d’acquisto della moneta. Immediata poiché non si limita a corrodere i risparmi – specie quelli che non sono oggetto di reinvestimento – ma, bensì, si presenta evidente nei contesti quotidiani: lo scontrino al supermercato e il prezzo del pieno sono indicatori drammatici della realtà di questi giorni.

Al fine di proteggere i capitali italiani dagli effetti dell’inflazione, il 20 marzo il Ministero del Tesoro ha aperto l’asta per il cosiddetto BTp Italia, un titolo di Stato pensato per incontrare le necessità dei risparmiatori.

L’idea, di per sé, non è nuova: nel mondo esistono infatti diversi esempi di titoli indicizzati all’inflazione, creati dalle istituzioni per proteggere il borsellino mediante strumenti ad hoc che si caratterizzano per bassi tassi di volatilità, rispetto ai titoli indicizzati alle azioni ed alle speculazioni del mercato immobiliare.

Il BTp Italia, tuttavia, appare fin da subito come uno strumento generato appositamente per il retailer: oltre ad essere indicizzato all’inflazione del nostro Paese mediante meccanismi di calcolo altamente protettivi, questo titolo ha una durata di quattro anni – altrimenti inesistente sul mercato – e rivaluta i capitali a scadenze di sei mesi, con cedole connesse all’indice Foi senza tabacchi. Il rendimento del titolo è fissato ad un tasso minimo del 2,25% lordo.

Ma le specifiche del BTp Italia non finiscono qui: il nuovo titolo, infatti, è acquistabile via Internet partecipando ad aste dedicate, in cui coloro che lo acquisteranno – detenendolo fino alla data di scadenza – saranno ricompensati con un premio fedeltà del 4 per mille.

Il primo giorno di vendita si è rivelato un successo, avendo segnato un ammontare di ordini pari a ben 1,56 miliardi di euro.

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