In ogni momento della giornata siamo martellati dalla pubblicità informativa del consiglio dei ministri che informa i cittadini che nei giorni 6 e 7 giugno 2009 si terranno le elezioni per eleggere i nostri rappresentanti al Parlamento europeo, mentre in alcune città ci saranno anche le elezioni amministrative comunali e provinciali, ma ultimamente si sente parlare solo delle questioni private del premier, dal divorzio con la moglie Veronica Lario, alla storia della presunta storia tra Noemi Letizie e il cavaliere, e infine alle foto scattate durante il capodanno nella casa del premier in Sardegna a Villa Certosa, che non interessa a nessuno, però ci mette di mezzo anche Franceschini a parlare della vita privata di Berlusconi dicendo che non deve comportarsi così e via dicendo, insomma non ho ancora capito qual’è la vera politica, non ho capito cosa faranno i futuri parlamentari della Ue per noi cittadini italiani, non ho capito se la crisi finanziaria è sparita, neanche gli altri partiti politici (Udc, Lega, Idv, Sinistra europea, Lista Pannella, etc.) hanno saputo parlare di politica, non mi interessa sentire Di Pietro che inveisce contro il premier, non mi interessa sentire Casini che dice le stesse cosa di Franceschini.
Insomma la questione finale è per chi voto? Boh!
Secondo un rapporto della OCSE che ha rilevato i salari di 30 paesi dell’Unione Europea e l’Italia è al 23mo posto praticamente tra gli ultimi, lo stipendio medio di un lavoratore italiano single, nel 2008, è stato di 15.878 euro netti pari a circa 22.468 euro lordi, rappresenta un valore molto distante dai 20606 euro netti che rappresentano la media europea, la causa principale è dovuta fatto che siamo troppo tassati, il peso fiscale di un lavoratore italiano è del 46.5% ì, quasi la metà, e in questo siamo tra i primi come imposizione fiscale.
Dopo questo rapporto il ministro Sacconi, ha voluto precisare che il governo sta lavorando per far abbassare il peso fiscale, ma questa “promessa” era già stata fatta ancora prima che entrasse il governo Berlusconi e addirittura il Governo Prodi aveva promesso che dal 2011 ci sarebbe stato un calo delle tasse.
Insomma i fatti sono chiari, se vogliamo vivere bene e quindi aumentare il potere di acquisto bisogna che il premier Berlusconi cominci già ad attuare dei tagli fiscali nelle buste paga di ogni lavoratore italiano, ma so che questo succederà solo se il debito venga diminuito di parecchio se non azzerato, purtroppo ci vorranno anni perchè possa succedere.
A fine 2008, l’Italia era al 23esimo posto per i salari sulla lista dei 30 paesi che fanno parte del l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Lo dice uno studio annuale dell’Ocse sulle imposte sui salari.
Via reuters
Dopo la vicenda del divorzio annunciato da Veronica Lario nei confronti del nostro Premier Silvio Berlusconi, dove lei diceva che andava con le minorenni e la successiva difesa del Berlusca nella trasmissione “Porta a Porta”, fino ad adesso non si sente parlare di altro e questo ha generato un incremento della popolarità di Berlusconi a tutto vantaggio del Pdl che secondo certi sondaggi lo danno al 46%.
Insomma il divorzio Lario-Berlusconi è stata una sorta di campagna elettorale, manca solo che Franceschini, per stare al passo, faccia altrettanto.
Non c’è che dire siamo italiani…..
Il Pdl “grande partito, grande forza politica” secondo gli ultimi sondaggi e’ al 46 per cento.
Via adnkronos
Il segretario dei Comunisti italiani non usa mezzi termini, anzi dice esplicitamente che odia Berlusconi, così come Berlusconi odia i comunisti, il punto è che Oliviero Diliberto essendo fuori dal parlamento comincia a sputare tutto il veleno che aveva accumulato nei confronti del Presidente del Consiglio, dice che è la rovina dell’Italia e che non fa niente per aiutare i poveri lavoratori.
L’alleanza tra il Pdci e Rc, secondo Diliberto, permetterà di raggiungere dei buoni risultati alle europee in quanto loro lavorano per i lavoratori come Berlusconi lavora per gli imprenditori, ma dovrebbe sapere che non sarà facile contrastare il Pdl di Berlusconi e che i comunisti, per adesso, sono solo delle “formiche” e che hanno fatto troppi sbagli.
In ogni modo In Italia ci sono parecchi che odiano il presidente del Consiglio, ma l’odio serve a niente, bisogna agire con i fatti e non con le parole!
Accordo tra Comunisti e Rifondazione in vista delle Europee. E il segretario del Pdci svela il proprio progetto: “Come Berlusconi odia il comunismo, così noi odiamo Berlusconi”
Via ilgiornale
La Cgil va alla carica, secondo la sua analisi i salari netti di ogni lavoratore sono fermi dal 1993 e in tutto questo tempo il fisco si è preso ben 6.738 a testa e questo ci deve far capire come sia impossibile avere del buon potere di acquisto per ogni famiglia e per far fronte a tutto ciò il sindacato chiede al governo Berlusconi che vengano erogati almeno 100 euro in più nella busta paga di ogni lavoratore.
Bisogna anche tenere conto che ci sono parecchi lavoratori che prendono uno stipendio netto che va dai 1.000 ai 1.300 euro mensili e questo non permette di vivere bene anzi le difficoltà si moltipicano di giorno in giorno, senza contare le pensioni, in ogni modo in una situazione come questa 100 euro in più al mese fanno sempre comodo anche se non cambia la vita e sappiamo benissimo che il governo non ha soldi per loro.
I salari netti sono fermi al 1993, mentre il fisco in 15 anni si e’ ‘mangiato’ guadagni di produttivita’ per 6.738 euro per lavoratore. Lo dice la Cgil secondo la quale, viceversa, lo Stato ha beneficiato di 112 mld di euro tra maggiore pressione fiscale e fiscal drag.
Via Ansa
Il nostro premier Silvio Berlusconi, non perde l’occasione di punzecchiare la povera gente, dopo aver detto che per rivitalizzare l’economia bisogna lavorare di più, cassintegrati compresi, ha anche detto che quelli che sono stati licenziati devono muoversi a cercare lavoro invece di stare a casa, è come se dicesse che noi italiani siamo buoni a nulla e che piangiamo troppo, mi pare un pò assurda ’sta cosa, è ovvio che se uno rimane senza lavoro, si metterà subito a cercare un altro lavoro anche perchè non potrebbe fare altrimenti.
Quindi i discorsi del Berlusca sono, come sempre, dettati dell’uomo imprenditore e non dall’uomo politico, il che significa che non ha capito nulla in che situazione siamo noi italiani.
Posso solo dire questo: Che Dio ci salvi!
Dopo avere partecipato ad un vertice a Napoli con i sindacati della Fiat di Pomigliano d’Arco, il premier Silvio Berlusconi ha avvertito: “Chi è stato licenziato trovi qualcosa da fare. Io non starei con le mani in mano”.
Via Yahoo
Secondo un articolo di oggi apparso sul giornale spagnolo El Pais, Silvio Berlusconi starebbe puntando a due colossi dell’editoria e non solo: il Sole 24 ore e il Corriere della Sera.
Al fondo de ese movimiento telúrico en gestación suena el nombre habitual: Silvio Berlusconi, magnate de los medios y primer ministro, cuyo nuevo objetivo son dos cabeceras milanesas de mucho prestigio, Corriere della Sera, el mayor diario italiano, e Il Sole 24 Ore, el gran periódico económico del país. (via El Pais)
Se così fosse sarebbe un ulteriore decisivo passo verso la monopolizzazione dell’informazione. Vedremo quindi cosa succederà e gli effetti di questo rumors sulla stampa italiana.
L’articolo tradotto (automaticamente) è disponibile qui.
La proposta da parte della Lega di imporre un tetto limite pari a 350mila euro annui di stipendio per tutti i dirigenti di banche, istituti di credito e imprese che hanno un rapporto di lavoro con le amministrazioni statali e pubbliche in quanto beneficeranno degli aiuti pubblici per fronteggiare la crisi finanziaria, non è stata considerata come se fosse una cosa di poco conto, potevano almeno discuterla e invece l’hanno “ignorata” salvando di fatto i super stipendi dei manager bancari così potranno continuare mantenere il loro stile di vita fatto da ville, case al mare e in montagna, yacht etc. questo significa che Berlusconi tratta bene i ricchi e male i poveri.
Parecchie imprese stanno fallendo, parecchi italiani sono in cassa integrazione, parecchi sono senza lavoro, parecchie famiglie fanno fatica a soppravvivere fino a fine mese e il governo cosa fa? mantiene gli stipendi d’oro dei manager pubblici.
Ho capito che la fine è vicina….
Non sarà discussa la proposta della Lega che voleva bloccare a 350 mila euro i compensi dei manager pubblici.
Via corriere
Tutto il mondo sa che Bush non ha fatto delle cose perfette, anzi ha messo in ginocchio l’economia americana e mandato in guerra i soldati americani in irak per delle inesistenti armi chimiche, adesso gli iracheni lo odiano tanto come questo gornalista iracheno che ha mostrato tutto io suo odio tirandogli una scarpa, per fortuna Bush l’ha schivata, adesso questo signore è diventato un eroe nazionale nonostante rischi sette anni di carcere, in quanto lanciare le scarpe contro qualcuno è uno dei peggiori insulti nella cultura araba.
Mi domandavo cosa sarebbe successo in Italia se qualcuno avesse lanciato una scarpa al nostro presidente del consiglio, Silvio Berlusconi? forse lo avrebbero condannato ma sicuramente non avrebbe fatto alcun giorno in carcere grazie al indulto, questa è la giustizia italiana.
Il giornalista iracheno che ha scagliato le sue scarpe contro il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, atto visto come un enorme insulto, è diventato improvvisamente famoso in Iraq.
Via corriere
Il governo Berlusconi sta approvando un descreto legge anticrisi dove verrà elevata l’iva dal 10% al 20% per i canali a pagamento, le cosidette pay tv, e le più coinvolte saranno sky e mediaset e colpirà un quinto delle famiglie italiane, il controsenso è che toglie per dare cioè che aggiunge una sovratassa per risollevare economicamente le stesse persone che ha tassato, insomma con questa crisi economica che sta travolgendo il mondo, quasi tutti i governi del mondo cercano di tagliare le tasse per fare in modo di accrescere il potere di acquisto, mentre il nostro governo belusconi fa esattamente il contrario.
A questo punto consiglierei a tutti i possessori di qualsiasi pay tv di disdire immediatamente l’abbonamento, cosa che farò se verrà confermata questa tassa ingiusta quanto sbagliata.
L’aumento dell’Iva per la pay tv è una tassa “che colpisce un quinto delle famiglie italiane proprio nel pieno di una crisi economica” e potrebbe significare per Sky un taglio agli investimenti.
Via wallstreetitalia