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La BCE lascia i tassi invariati

Thursday, January 12th, 2012

Il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha deciso di lasciare i tassi di interesse al 1,00%. Quindi non ci sono state delle sorprese che molti si aspettavano, Draghi ha preferito fermarsi ed ascoltare i mercati. L’Eurozona è quasi in recessione, ma il problema maggiore riguarda l’inflazione che si assesta al 2,8%, per cui non era conveniente tagliare ancora i tassi. Però se l’inflazione tenderà a scendere ancora, è probabile che possa tagliare i tassi di un quarto di punto, ma questa situazione economica non ci permette di fare delle valutazioni certe. In ogni modo devo dire che se ci fosse stato ancora Trichet al posto di Draghi, sicuramente i tassi sarebbero ben superiori.

Via ilsole24ore

L’Italia subirà il taglio rating da parte di Fitch

Tuesday, January 10th, 2012

Questa crisi economia sta mettendo a dura prova l’Europa, e si prevede che alcune nazioni Euro, come Italia e Spagna potrebbero subire il taglio rating da parte di Fitch. Attualmente l’Italia ha rating A+, ma per la Fitch non è bene assicurata sulla crisi di liquidità per questo potrebbe subire il declassamanto dopo la revisione. Per quanto riguarda la Francia e la Germania non subiranno variazioni, anche se i Francesi hanno un outlook negativo, questa non presenta preoccupazioni in quanto il trend economico sta crescendo. Dopo il taglio rating attuato nella fine del 2011 da parte di Standard & Poor’s e di Moody’s, mancava anche quello di Fitch, per questo non ci sorprende. Purtroppo l’Italia è in una fase di non crescita, mancano le riforme vere e sostanziali che possano far ripartire l’economia italiana.

Via ansa

Se crolla l’Italia, crolla anche la Ue

Monday, July 11th, 2011

La Grecia si sta risollevando grazie al mega prestito corrisposto dai vertici Ue, anche se bisogna vedere come sapranno muoversi. Se succede l’imprevisto, cioè che l’Italia, a fronte del debito pubblico pari a 171 miliardi di dollari, rischi il crack finanziario, in questo caso i fondi Ue non saranno in grado di salvarci in quanto insufficienti. Questo perchè non hanno previsto tale eventualità. La preoccupazione è dovuta dal fatto che i segnali di crescita stentano ad arrivare e la manovra finanziaria ha i suoi pro e contro, non è talmente forte da garantire lo sviluppo che richiede l’Italia. Attualmente il rapporto debito/pil ha raggiunto livelli molto alti, ci supera solo la Grecia. Quindi dovremmo già rimboccarci le maniche invece di pensare alle elezioni, purtroppo i politici pensano più alla poltrona che all’economia Italiana. In ogni modo la preoccupazione coinvolge anche i membri della Ue, sanno che se crolla l’Italia, crollerà tutta l’Europa.

Via ilmessagero

Cosa cambierà con Mario Draghi come presidente BCE

Monday, February 21st, 2011

A fine anno e precisamente verso ottobre 2011, terminerà il mandato dell’attuale presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet. La cancelliera tedesca Angela Merkel, spingeva per avere l’attuale governatore della Bundesbank, Axel Weber, come presidente della BCE, ma purtroppo non era ben gradito da mezza Europa quindi ha dovuto ritirare la sua candidatura. Attualmente il candidato ideale, sarebbe Mario Draghi, l’attuale governatore della Banca d’Italia, che annovera un curriculum di tutto rispetto e una notevole esperienza. A spingere la candidadure di Draghi come presidente BCE, ci sono anche i prestigiosi quotidiani come “L’Economist” e “Financial Times”, in quanto sono convinti che saprà fare meglio di Trichet. Ritorniamo alla domanda presente nel titolo di questo post: Cosa cambierà con Mario Draghi come presidente BCE? La risposta è nulla o forse tutto, nessuno ha la sfera magica per capire cosa potrebbe fare. Ma so che da quando è governatore della Baca d’Italia, non ha mai svirgolato, anzi è stato inecceppibile, serio e preciso. Quindi sa cosa è meglio per l’economia europea, saprà contrastare l’inflazione e quindi tagliare o aumentare i tassi di interesse.

Via sole24ore

Situazione Euribor al 28 Maggio 2010

Thursday, May 27th, 2010

Con la crisi della Grecia che ha fatto crollare i mercati europei e le successive manovre finanziarie dei governi della UE per evitare un ulteriore patatrac ha fatto si che l’euro si indebolisse. Questa crisi finanziaria del 2010 che sta diventando sempre più consistente  doveva “tagliare” i tassi interbancari. Invece è successo quello che tutti temevano: il tasso euribor è salito di 0,02 – 0,03 punti percentuale rispetto a marzo. Pian pianino il tasso sta aumentando, per adesso non c’è motivo di allarmarsi, può anche capitare che la BCE decida di tagliare il tasso per agevolare il percorso del risanamento dei conti UE. Staremo a vedere i prossimi mesi cosa succederà in Europa, se troviamo un’altra Grecia i scenari potrebbero essere devastanti.

Vi allego la situazione euribor dal 19/05/2010 al 27/05/2010:

Exit Poll | Elezioni 2009

Saturday, June 6th, 2009

elezioni_scheda europee amministrative 2009Nei giorni 6 e 7 giugno si terranno le elezioni europee 2009 dove si dovrà votare per eleggere 72 nuovi parlamentari europei e al contempo stesso si terranno anche le elezioni amministrative per l’elezione di sindaci e presidenti della provincia, l’orario per votare è il seguente:

06 giugno 2009 dalle 15.00 alle 22.00
07 giugno 2009 dalle 07.00 alle 22.00

Lo scutinio dei voti per l’elezione dei membri del parlamento europeo avverrà domenica 07 giugno dalle 22.00, mentre lo scrutinio dei voti per l’elezione dei sindaci e presidenti della provincia, avverrà dalle 14.00 di lunedì 08 giugno 2009, se alla fine i candidati sono alla pari allora si dovrà fare il ballottaggio che il tal caso si terrà nei giorni 21 giugno 2009 (dalle 08.00 alle 22.00) e 22 giugno (dalle 07.00 alle 15.00).

Dopo gli Exit Poll del 2008 eccovi gli Exit Poll del 2009 per tenervi sempre costantemente aggiornati sullo scutinio dei voti.

Elezioni Europee 2009
Pdl: 35,12% - Pd: 26,2 - Lega: 10,45%
- Idv: 7,94% - Udc: 6,46%

fonte Corriere ore 07.38

La Repubblica.it

Corriere.it

Il Sole 24 Ore

TG24 Sky

AGI

il Giornale

Questa recessione porterà sei milioni di disoccupati in Europa

Monday, March 9th, 2009

disoccupatoL’Unione Europea si è dichiarata molto preoccupata per questa crisi finanziaria che sta mettendo in ginocchio l’economia europea, ci sono troppe azienda che sono fallite e troppe stanno fallendo, in più ci sono tante imprese che chiedono la cassa integrazione, causando di fatto un aumento enorme di disoccupati, sei milioni di europei resteranno senza lavoro, insomma tutto questo è considerato una bomba atomica che sta mettendo in crisi parecchie famiglie che fanno fatica o non riescono a sopravvivere fino a fine mese, tra bollette, mutuo e cibo.

La UE dice che per risolvere questa situazione bisogna attuare le riforme al più presto possibile, intanto alcuni paesi del UE stanno già muovendosi a differenza dell’Italia dove Berlusconi dice che siamo messi meglio di tutti e che stiamo bene così, basta solo qualche operazione per mettere a “posto” come le social card e il progetto casa.

Non so cosa vede Berlusconi, ma so che l’Italia è messa PEGGIO degli altri paesi europei, quindi bisognerebbe fare qualcosa per evitare il patatrack totale!

Una «recessione senza precedenti che potrebbe causare altri 6 milioni di disoccupati entro il 2010» e produrre «gravi conseguenze sociali per le famiglie e le persone».

Via corriere

Se fallisce il piano per salvare gli USA, fallisce anche l’Europa

Thursday, September 25th, 2008

Ieri c’è stato il discorso del presidente degli Stati Uniti d’America, George W. Bush, nelle quale ha cercato di spiegare che il piano per salvare gli USA dalla recessione economica non riguarda principalmente le grosse aziende, ma anche i piccoli risparmiatori, si capisce che gli americani sono in una situazione molto difficile e che ci vorrà molto tempo per uscirne.

Questo piano di salvataggio consiste di acquistare 700 miliardi di dollari di attivi ollateralizzati, non solo da mutui in modo da ammortizzare questo “terremoto” finanziario, ma che presenta molte incognite in quanto questo piano di tale entità non è ben chiaro come viene spalmato e sicuramente ci saranno parecchi ostacoli da parte delle banche che pur di salvare il salvabile cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote.

In ogni modo il crack finanziario è troppo esteso per poter essere risolto in tempi brevi e ci vorranno ancora altri miliardi di dollari per sanare le ferite causate dalla speculazione dei mutui subprime, il rischio è che la maggior parte della capitalizzazione americana venga venduta in mani estere, in particolare modo a quelle del Giappone e della Cina che economicamente sono messi molto meglio.

Insomma se questo piano di salvataggio andrà in malora, di conseguenza anche l’Europa andrà peggio e si preannuncerà uno scenario, a dir poco, catastrofico delle dimensioni di una bomba atomica, e l’unico colpevole è George W. Bush che con le sue politiche ha mandato in malora gli americani, l’unica consolazione è che non verrà rieletto, spero solo che, a questo punto, venga eletto Obama invece di Mc Cain in quanto, quest’ultimo tenderebbe a seguire le orme di Bush il che significhebbe la fine.

In un drammatico discorso alla Nazione che ha pronunciato ieri notte dalla Casa Bianca, il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha descritto un quadro economico catastrofico per il Paese se il pacchetto di salvataggio da 700 miliardi di dollari non sara’ approvato al piu’ presto dal Congresso. Il discorso aveva un obiettivo preciso. Convincere milioni di americani lontani dalle grandi metropoli, che guardano con sospetto Washington e i politici, che il piano di aiuti per il sistema finanziario in discussione al Congresso non e’ stato ideato per salvare ricchi banchieri e Wall Street, ma l’economia del Paese

Via ilsole24ore

Il tesoretto che il Sud Italia non usa

Monday, September 8th, 2008

Tutti sanno che la differenza tra il Nord e il Sud è molto rilevante sutto tutti gli aspetti, ma la notizia più eclatante è che l’europa ha messo a disposizione per il Sud Italia ben 6 miliardi e 800 milioni di euro da spendere entro il 31 dicembre di quest’anno, sono così tanti soldi che potrebbero sistemare il loro patrimonio artistico e culturale, fare nuove scuole, creare nuovi posti di lavoro e tanto altro.
Evidentemente i politici del Sud hanno così tanti soldi che non sanno cosa farne che preferiscono rifiutare questi fondi europei e nessuno dice niente e si lamentano anche!

Ma la preoccupazione è che dopo questa osservazione lanciata dai giornali, questi politici nostrani possano spendere a man bassa per cose che non servono a nulla, per opere che non verranno mai finite, per ingrassare i portafogli altrui per consulenza d’oro, con il risultato finale che tutto resterà come prima.

Capisco che sotto sotto ci sia la mafia, la camorra, gli interessi personali, ma potrebbero spendere una piccola parte per creare più tarmovalorizzatori, più energie rinnovabili, più asili nido, insomma delle opere per permettano una migliore vita possibile al cittadino del Sud, ma so che tutto questo è un sogno.

Sei miliardi e ottocento milioni di euro da spendere entro il 31 dicembre. Eccolo il tesoretto del Sud, un patrimonio da investire, distribuire, erogare: altrimenti si perderà per sempre. Avere troppi soldi, così tanti da non sapere come spenderli.

Via ilgiornale

Dal 2011 ci sarà la sigaretta che non incendia

Wednesday, August 6th, 2008

Dal 2011 in europa dovranno essere obbligatori i dispositivi di autospegnimento nelle sigarette in modo che quando vengono buttate via, non siano più accese ma spente così da poter salvare i boschi di tutto il mondo e quindi salvare chi frequenta i boschi.

Insomma fra tre anni si parte con questo dispositivo che non provoca incendi grazie ad un timer che se la sigaretta non verrà fumata in 1 minuto si spegnerà automaticamente, quindi quelli che fumano con calma devono ricordarsi di fumare entro il minuto.

Comunque questa iniziativa permetterà di salvare il salvabile, purtroppo ci sono stati troppi incendi a causa di incoscienti che buttano la sigaretta senza spegnerla causando la morte di parecchie persone ed animali e in più si rischia l’estinzione di parecchi boschi.

La funzione basliare di questo dispositivo di autospegnimento della futura sigaretta sono due strati di cellulosa o alginato, un sale di acido alginico, che spruzzati sul tabacco tolgono l’aria alla brace non appena si smette di aspirare da 1 minuto.

La Finlandia sarà il primo paese a indrodurre questo dispositivo grazie ad una legge ad hoc che verrà fatta entro l’anno.

Non sarà l’ultimo ritrovato per far smettere di fumare, ma certamente potrebbe ridurre di molto il numero di morti causati da incendi innescati dalle sigarette, e risparmiare migliaia di ettari di bosco che annualmente vanno in fumo per un mozzicone. É la sigaretta che l’Unione Europea intende rendere obbligatorie sul mercato a partire dal 2011.

Via repubblica