Stamattina, sono passato da un parco della mia città dove mi capita di transitare molto spesso.
Improvvisamente l’occhio è caduto su un cartello sul quale era scritta la seguente frase: “ obbligo raccolta deiezioni”, con a fianco il disegnino di una paletta ed un cagnolino.
A quel punto la mia mente ha cominciato a viaggiare verso quel dirigente, o presunto tale, che un bel giorno ha firmato un’autorizzazione per far scrivere una frase tanto ispirata su un cartello. Poi mi sono chiesto che faccia avrà colui il quale ha pensato di esprimere un concetto tanto basilare in maniera così “aulica” e sono giunto alla conclusione che quel cartello, in fondo, è la quinta essenza dell’Italia. Sembrerà assurdo ma cosa meglio del sostantivo: deiezione esprime un Paese che, con mille potenzialità si avvita su se stesso massacrandosi di burocrazia, facendo di tutto per rendere la vita dei cittadini un inferno e agevolando il più possibile il soggiorno di stranieri nelle nostre città con cartelli chiari e bilingue…(meravigliosi quelli autostradali).
Se qualcuno fosse in grado di pubblicare la foto del Sig. deiezione, farebbe un servizio alla comunità, se non altro per poter chiedere a quel genio cosa lo ha spinto a toccare certe vette linguistiche.
P.s. Oggi è il settimo anniversario della morte di Indro Montanelli, credo sia giusto ricordarlo, se non altro per la libertà che ha contraddistinto la sua vita.
Potrà sembrare noioso continuare ad occuparsi della finanziaria in atto ma ritengo sia giusto cercare di capire dove
vanno a finire i nostri soldi.
Detto questo e ricordando che personalmente trovo la Robin Hood tax una brutta idea, cercando di informarmi ho scoperto per esempio che i 200 milioni di euro che l’organizzazione misericordiosa, E.N.I. concederà allo stato per venire incontro al progetto governativo di social card, (una tessera per gli anziani che hanno difficoltà economiche…), non sono altro che una richiesta del Governo stesso, fra le altre cose azionista dell’ E.N.I. perché la robin tax renderà meno di quanto preventivato e perché, (la ragione fondamentale della tassa di cui sopra), l’azienda HA GUADAGNATO TROPPO, (fonte M. Mucchetti, Corriere della Sera).
Qui si pone un secondo problema legato alla Robin Hood tax: chi decide e secondo quali parametri quando si guadagna troppo?
In uno stato di diritto, specie se liberale, certe considerazioni non si prenderebbero neppure in considerazione, ma siamo in Italia ed allora cosa succede?
Capita che nell’organizzare la finanziaria, (fonte la voce.info), il Governo nel cancellare l’ICI, ha pensato di rimetterci 2,3 miliardi, (anche se pare siano molti di più) e, per compensare questa perdita, ha voluto aumentare le imposte che, per il 90% nel 2008, deriveranno da aggravi su specifici settori: produttori e/o distributori di petrolio, gas ed energia elettrica, le banche, le assicurazioni e le coop.
La relazione tecnica sulla tassa di cui ci stiamo occupando, dice però che il fondo di solidarietà a cui dovrebbero finire i soldi dei cosiddetti ricchi, sarà alimentato per il 2008 per soli 200 milioni di euro, meno del 10% del gettito atteso dalla robin tax.
Questo ci riporta all’offerta volontaria dell’E.N.I. ed al decidere chi guadagna troppo rispetto a cosa; le autostrade, per esempio, non guadagnano abbastanza per essere considerate fra i ricchi da spennare? E la Telecom, che a tutt’oggi è ancora in posizione di monopolio così come altre aziende in vari settori.
Tutto questo, a mio parere, non fa che dimostrare l’idea di fondo della tassa: pubblicità populistica per accontentare il popolo bue.
Se la cosa ci piace….
Il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo record: 1661 miliardi di euro…![]()
Nel frattempo le entrate fiscali, come accade del resto da un paio d’anni a questa parte, continuano a registrate notevoli incrementi.
Mentre accade tutto questo, i consumi delle famiglie italiane, in difficoltà a causa dei continui aumenti dei generi di prima necessità e dei carburanti, calano in termini reali attestandosi ad un valore pari, circa, a quello del 2002.
Continuando questo simpatico elenco, non credo si debba dimenticare quanto affermato dal Governatore della Banca d’Italia: Draghi, il quale ha reso noto che, sempre in termini reali, gli stipendi degli italiani sono tornati al valore che potevano avere 15 anni fa.
Ora, da profano dell’economia mi chiedo: se gli italiani spendono meno e vengono pagati poco, se le entrate fiscali sello Stato continuano ad aumentare; si può sapere, tornando al debito pubblico, chi spende tutti quei soldi?
Sarà populismo, però se la matematica non è un’opinione e non si fa altro che leggere di tagli a qualsiasi ministero, di tagli alla camera, di tagli alla scuola ed alla sanità, a quel punto vorrei davvero che qualcuno ci spiegasse chi è quel genio, (sarà il solito grande vecchio o i poteri forti???) che si sta prendendo gioco di noi.
P.s. intanto, anche oggi la nostra cara Alitalia perderà 2,36 milioni di €…
Nell’ambito di quanto promesso dall’attuale Governo ma in parte condiviso da esponenti dell’opposizione:
vedi l’ Italia dei valori di Di Pietro, credo sia giusto fare il punto sull’abolizione delle province deciso dal premier Berlusconi.
Intanto qualche dato: l’Italia è divisa in 109 province, fra le quali si possono annoverare: l’Ogliastra che conta 57.960 abitanti e Fermo che arriverà all’astronomica cifra di 165.000.
Detto questo passiamo ai fatti; queste sono le proposte bipartisan presentate dall’inizio di questa legislatura:
Davide Caparini Lega Nord richiesta istituzione provincia di Valcamonica
Piero Di Siena PD richiesta istituzione provincia di Melfi
Paolo Russo PdL richiesta istituzione provincia Nolana
Luca Volontà UdC richiesta istituzione provincia di Busto Arsizio
Pasquale Giuliano PdL richiesta istituzione provincia di Aversa
Antonio Tomassini PdL richiesta istituzione provincia del Seprio
Lucio Malan PdL richiesta istituzione provincia di Pinerolo
Andrea Martella PD richiesta istituzione provincia della Venezia orientale
Anna T. Formisano UdC richiesta istituzione provincia di Cassino-Formia-Sora
Giuseppe Galati UdC richiesta istituzione provincia di Lamezia Terme
Roberto Cota Lega Nord richiesta istituzione provincia del Canavese
L’elenco non termina qui ma credo sia sufficiente citare questi “pochi” nomi per avere un’idea dell’indefesso lavoro che, a destra come a sinistra, si sta facendo per fare stare meglio gli italiani consci della congiuntura internazionale e delle priorità da affrontare.
La popolazione ringrazia sentitamente!
Dopo la laurea, se non ha raggiunto un punteggio di almeno 100 su 110 e sopratutto se non si hanno nuone conoscenze, difficilmente si riuscirà a trovare un buon lavoro e con un buon stipendio, peggio ancora troviamo anche degli operai laureati!
Se si vuole fare carriera e prendere un buon stipendio bisogna, per forza, andare all’estero solo così si riuscirà a trovare subito un buon lavoro, ovvio che bisogna conoscere bene la lingua del posto, ma se si ha costanza e forza di volontà si sopperisca anche questa lacuna.
Questa situazione ci fa capire come sia difficile trovare un lavoro in Italia e sopratutto fare carriera è molto difficile, purtroppo la mentalità attuale predilige i raccomandati e la retribuizione non è il massimo, tenendo condo che quelli che lavorano all’estero prendono circa 1.700-2.000 all’inizio, rispetto ad un laureato in Italia che prende circa 1.100-1.400 e dopo pochi mesi di lavoro, sempre all’estero, raggiungono già la posizione di quadro, impensabile in Italia che per diventare quadro ci vogliono almeno 3-5 anni!
Riassumendo la situazione, dopo la laurea se si vuole raggiungere dei risultati importanti bisogna andare all’estero e basta, altrimenti si dovrà accontentarsi di una posizione di basso ruolo e mangiare tanti rospi.
Trovano lavoro con canali più trasparenti, fanno carriera con maggiore rapidità, guadagnano di più. Sempre più giovani italiani - dopo gli studi - scelgono di lasciare il nostro Paese e di tentare la fortuna all’estero.
Via wallstreetitalia
La società attuale sta producendo una quantità illimitata di sesso e ha causato un surplus e 40 coppie su 100 si astiene dal sesso coniugale, perchè fare all’amore, ormai, è diventato noioso, come bere un bicchiere di acqua.
Dopo il 1968 dove ha vinto il sesso libero senza inibizioni e adesso a 40 anni di distanza si sono talmente stufati che quando è il momento di andare a letto, il massimo è quello di dire "buonanotte tesoro" e stop.
In effetti tutti noi ci siamo stufati delle tette al vento, baci voluttuosi, abbracci sensuali dei reality, tv, telenovele, talk show e altro che ormai su qualsiasi canale ci sintonizziamo troviamo un qualcosa di "porno", il che ha reso il piacere carnale una emozione pari al grattarsi la pancia.
Adesso sta per entrare in voga l’AVEN (Asexual visibility and education network) che è un cub per quelle coppie che si sposano, sia amano ma che non devono in alcun modo fare all’amore, deve essere una vita coniugale incentrata sulla castità e sta facendo proseliti in America.
In Italia i giovani sono fin troppo informati sul sesso è già fin da giovanissimi si concedono ai piaceri carnali, fino a che passati i 40 non sanno più cosa vogliono, anzi preferiscono mangiare, bere, guardare la TV, fare sport e dormire, se capita un momento di voglia ecco che compare federica la mano amica oppure vanno trovare le mercenarie del sesso e basta.
Tutto questo ci deve far capire in che contesto stiamo vivendo, la morale non esiste più, troviamo immagini di donne nude ovunque, si parla sempre di sesso e alla fine perde il significato dell’amore tra due persone che si amano e che vogliono "fondersi" insieme, il cuore che batte a mille, i preliminari, le coccole, tutto questo ….. svanito.
La carica di stimoli ha prodotto un cortocircuito nella libido. Le unioni si scoprono caste, quaranta coppie su cento rinunciano ad ogni rapporto fisico. E lo fanno con orgoglio.
Via repubblica
Sembra che non ci siano medicine che possano fa risollevare l’Italia, stiamo diventando sempre più poveri nei confronti dei paesi della UE, la Eurostat (l’istituto di statistica europea) ha stilato una classifica del Pil pro capite europeo, e siamo terz’ultimi, peggio di noi stanno la Grecia e il Portogallo.
A parte il fatto che siamo appena un punto sopra la media europea, dobbiamo anche considerare che abbiamo perso 2 punti rispetto al 2007, mentre gli altri paesi della UE ci hanno solo guadagnato, il che significa che siamo messi male e non riusciamo a rialzare la testa, anzi ci stiamo solo piangendo addosso.
Il top resta il Lussemburgo con un pil pari a 276, e la seconda è l’Irlanda a146, mentre la medaglia di bronzo va all’Olanda con 131, questi numeri confrontati con il pil dell’Italia che è appena a 101, ci fanno capire quanto dobbiamo ancora lavorare e se tutto va bene nel 2012 dovremmo stare meglio.
Secondo i dati di Eurostat il Lussemburgo si conferma come il Paese leader in Europa con un Pil pro capite che nel 2007 si è attestato a quota 276. A seguire ci sono l’Irlanda (146), i Paesi Bassi (131), l’Austria (128). Sopra a Spagna e Italia si attestano la Francia (111), la Germania (113) e il Regno Unito (116).
Via wallstreetitalia
Continua l’epopea italiana del costo benzina. Il prezzo benzina schizza sempre più in alto, il dollaro più in basso. In un’altalena anti-conformista che sta tirando la catena al collo di tutti coloro costretti ad usare un proprio mezzo a benzina / diesel. Distributori di benzina “discount” presi d’assalto, anche se magari si risparmiano solo pochi centesimi al litro… ma evidentemente oramai si sta proprio toccando il fondo.
Parliamo però sempre di costi di diesel e benzina verde al litro. Ma proviamo ad analizzare dei casi reali, su un chilometraggio e prendendo come esempio un’auto normale, popolare.
Prendiamo una FIAT Punto 1.3 Diesel (multijet) 5 porte. Macchina turbodiesel di media-bassa cilindrata. Poco meno di 70 cavalli. Trazione anteriore, e un consumo ridottissimo che la porta sul misto ad usare 4,5 litri di gasolio per 100 km (circa 22 kilometri con un litro) e ha un serbatoio di 49 litri (fonte quattroruote).
Il diesel oggi, quello normale non quello da ricchi, ha un costo medio di 1,525 € per litro (fonte prezzibenzina). Andiamo con la nostra Punto dal distributore, a secco, e facciamo il pieno: 74 € (settantaquattroeuro…) e facciamo così fumare una giornata di lavoro abbondante. Teoricamente (se non esageriamo con il pedale) con 74 € percorreremo più di 1.000 kilometri, ma secondo me è un mero sogno! Consiglio quindi di leggere la tabella del costo dieselometrico sottostante con un velo di pessimismo e di non considerare che la vostra macchina difficilmente supererà i 16-18 con un litro…
| Kilometri | Prezzo (22 km/l) |
| 1 | € 0,069 |
| 10 | € 0,693 |
| 22 | € 1,525 |
| 50 | € 3,466 |
| 100 | € 6,932 |
| 150 | € 10,398 |
| 200 | € 13,864 |
| 250 | € 17,330 |
| 500 | € 34,659 |
| 1.000 | € 69,318 |
| 5.000 | € 346,591 |
| 10.000 | € 693,182 |
| 15.000 | € 1.039,773 |
| 30.000 | € 2.079,545 |
Foto di nerovivo
I giornali francesi, negli ultimi giorni, hanno dato notizia dei problemi crescenti riscontrati dai medici
nei confronti di pazienti di religione mussulmana.
Capita sempre più spesso che: se il medico è maschio, i mariti non vogliono far visitare la moglie, oppure vogliono essere presenti o che sia presente uno stretto familiare.
Quando la paziente è di sesso femminile, sono richiesti medici dello stesso sesso e, in ogni caso, se si mettono le mani addosso alla compagna/moglie per motivi clinici, si rischia ugualmente di essere malmenati poiché il fedele mussulmano vede il medico prima come una minaccia e solo in un secondo tempo come un dottore.
In Francia la comunità islamica è ben maggiore che in Italia ed ha radici storiche consolidate ma, nonostante questo, anche immigrati di seconda generazione, rifiutano regole di convivenza che a noi paiono semplici e basilari.
Come si potrà notare da questi ed altri avvenimenti, (le bombe londinesi furono fatte esplodere da fedeli islamici di cittadinanza inglese), la strada verso l’integrazione è ancora da costruirsi e l’Italia non è il solo paese ad avere problemi, anche grossi con gli immigrati.