Il nostro premier Silvio Berlusconi, non perde l’occasione di punzecchiare la povera gente, dopo aver detto che per rivitalizzare l’economia bisogna lavorare di più, cassintegrati compresi, ha anche detto che quelli che sono stati licenziati devono muoversi a cercare lavoro invece di stare a casa, è come se dicesse che noi italiani siamo buoni a nulla e che piangiamo troppo, mi pare un pò assurda ’sta cosa, è ovvio che se uno rimane senza lavoro, si metterà subito a cercare un altro lavoro anche perchè non potrebbe fare altrimenti.
Quindi i discorsi del Berlusca sono, come sempre, dettati dell’uomo imprenditore e non dall’uomo politico, il che significa che non ha capito nulla in che situazione siamo noi italiani.
Posso solo dire questo: Che Dio ci salvi!
Dopo avere partecipato ad un vertice a Napoli con i sindacati della Fiat di Pomigliano d’Arco, il premier Silvio Berlusconi ha avvertito: “Chi è stato licenziato trovi qualcosa da fare. Io non starei con le mani in mano”.
Via Yahoo
Abito in condomini amministrati, appunto, da amministratori da circa 6 anni.
Il primo, dopo un periodo iniziale di continui contatti e di pochi risultati, si è deciso di non confermarlo perché era sparito dalla circolazione.
Finalmente ci siamo decisi a cambiare ed il secondo è partito pieno di buone intenzioni presentandoci personale altamente specializzato per fare lavori di manutenzione, opere straordinarie e quant’altro.
Dopo un paio d’anni di promesse e di lavori fatti da cane, anche questo secondo si è inabissato promettendo assemblee ad ogni mese senza mai farle, (del resto la legge impone un’assemblea condominiale all’anno e noi non ne facciamo dal settembre 2007…), contando sul fatto che, essendo il nostro un “super condominio”, difficilmente può essere presa in mano la situazione.
Senza entrare nei particolari la mia domanda è: trattasi di sfortuna oppure funziona mediamente così che l’amministratore cerca di tirare i remi in barca il più presto possibile, (e sono molto gentile…) contando, per lo più, sul menefreghismo dei condomini che normalmente pagano e tacciono oppure non pagano ma se ne fregano?
Spero di ricevere qualche testimonianza
Il ministro Brunetta colpisce ancora, si vede che vuole trasformare il pubblico impiego in maniera radicale dopo aver dichiarato guerra ai fannulloni vuole far spostare i dipendenti pubblici eccedenti in un determinato ufficio e dice anche che se non sono d’accordo possono anche andare a casa, come dire volente o nolente bisogna accettare tutto, ma devo dire che tutti questi cambiamenti rischiano di accrescere il malumore tra gli impiegati pubblici.
Penso che Brunetta non si fermi qui, anzi potrebbe anche fare in modo che ogni impiegato abbia al massimo 5 minuti di pausa caffè certificabili, tutto è possibile con questo ministro, dico solo che ormai la funzione pubblica è diventata più “pesante” per chi lavora.
I dipendenti pubblici eccedenti in un ufficio o si spostano o se ne vanno a casa’. Lo ha affermato il ministro Brunetta.Il responsabile della funzione pubblica ha cosi’ descritto a ‘Panorama del giorno’ i contenuti del ddl.
Via unità
Nonostante la crisi economica che sta mettendo in ginocchio parecchie famiglie che fanno fatica a soppravvivere fino a fine mese, ci sono sempre più italiani che amano giocare d’azzardo, con il lotto, superenalotto, cavalli, videopoker, casinò online e infine il “gratta e vinci” che è il gioco più amato, in particolare modo il “Milionario” da 5 euro c’è gente che spende anche 50 euro alla volta per sperare di trovare la schedina fortunata da 100.000 o da 500.000 euro.
Ma la parte più preoccupante è che sempre più gente ama entrare nei casinò online per giocare al videopoker o al black Jack, oppure a Poker nella versione Texas Hold’em dove parecchi giocatori ci hanno perso svariati gruzzoli, perchè non erano abbastanza bravi.
Insomma gli italiani amano il gioco d’azzardo e ci spendono parecchi soldi, senza pensare alla famiglia e troviamo sempre più persone che hanno perso tutto quello che avevano, casa compresa, purtroppo non è facile porvi rimedio, bisogna avere il sostegno della famiglia per riuscire ad uscire da questa pericolosa malattia del gioco.
Lo stato italiano è contraddittorio, dice che è contro il gioco d’azzardo, ma di per sè è un biscazziere con i suoi “gratta e vinci”, lotto, superenalotto e giochi vari.
Italiani malati di gioco d’azzardo. Lotto, superenalotto, bingo totocalcio, cavalli e scommesse e naturalmente anche il gioco on line. Una febbre che ha contagiato l’82 per cento della popolazione almeno secondo i risultati dell’indagine condotta dal Conagga (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo) in collaborazione con il Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza).
Via ilgiornale
Sono ormai mesi che la politica italiana è impegnata a legiferare, discutere e litigare su Alitalia.
Il centro destra al governo ha preso i provvedimenti che sono sotto gli occhi di tutti ed il centro sinistra, ai suoi tempi, ha fatto il possibile per salvare, nella maniera più decorosa, la nostra compagnia di bandiera.
Tutti hanno in comune questa caratteristica: la certezza che il fallimento della compagnia sarebbe stata una tragedia nazionale.
Ora, a questo punto della vicenda mi chiedo:
Visto che i reali esuberi saranno più di 9.000, (fonte il Sole 24 ore)
Visto che i continui scioperi hanno fatto ottima pubblicità ala compagnia aerea ed al sistema paese,
visto che almeno il prestito ponte di 300 milioni di euro andrà a gravare le nostre gia appesantite spalle,
visto che negli ultimi 10 anni Alitalia ci è costata più di 5 miliardi di €,
vsto che l’unione con Air One produrrà monopolio sulla rotta regina,
visto che Air One è indebitata fino al collo, (vedi qui)
vista la figuraccia internazionale che questa soap opera comico-drammatica, (comica per i concorrenti che gongolano e drammatica per noi che perdiamo tempo dietro un carrozzone decotto), ha provocato e sta provocando.
Non era meglio il fallimento?
Capisco che la storia non si faccia con i se, ma almeno mi auguro che questa vicenda ci serva da lezione per il futuro, quando ancora, sono certo, verranno tirati in ballo l’interesse nazionale, i poveri lavoratori ed il dovere di difendere l’italianità.
Nel corso della conferenza stampa del vertice Ue, Steve Scherer, un giornalista dell’agenzia di stampa americana Bloomberg, ha domandato al capo del governo italiano perché non chiedesse scusa al presidente eletto Barack Obama per le dichiarazioni fatte da Mosca. «Presidente, chiederà scusa a Obama?». «Ma per favore, per favore, chiedi piuttosto scusa tu all’Italia», è stata la replica.
Il video lo trovate qui: YOUTUBE
Senza parole.
Il giornalista americano ha così replicato:
«Uno statista non fa così». È stato il commento di Steve Scherer. «Ho deciso di rispondere alle domande dei colleghi giornalisti perché sono stato chiamato imbecille e “messo in mezzo” a questa storia, ma non intendo presentare proteste formali», ha spiegato il reporter americano ad alcuni cronisti nella sala stampa del Consiglio europeo. «Quando Berlusconi dice una cosa, io la riporto, e in questo caso non c’è una questione politica ma semplicemente di cortesia. Bisognerebbe capire che i tempi cambiano: Berlusconi ha 72 anni e non ha ancora capito - ha osservato Scherer - che cosa ha significato l’elezione di Obama negli Stati Uniti». Aver «fatto incazzare» Berlusconi, ha detto ancora il cronista della Bloomberg, «per me è un onore: negli Stati Uniti il giornalismo è critica del potere, o meglio dell’abuso del potere. Il fatto che Berlusconi si sia alterato vuol dire che io, come giornalista, ho fatto il mio lavoro».
Ad averceli in Italia..
Mentre si avvicina sempre più il fantasma della recessione che, invitabilmente porterà con se minore occupazione se non, licenziamenti e famiglie sempre più indebitate, a Palermo, (fonte: il Sole 24 Ore), c’è chi si può permettere, dato lo stato splendido dell’economia isolana, di non lavorare.
Succede che un bel giorno il comitato della piccola industria della Confindustria palermitana, avvia un progetto, in collaborazione con l’I.T.I.S. locale secondo il quale 20 ragazzi neodiplomati dell’istituto, avrebbero dovuto portare avanti uno stage, in alcuni casi retribuito che, avrebbe potuto portare ad una possibile assunzione.
Niente di certo, per carità, però si trattava di un primo approccio al mondo del lavoro e di un primo passo nella compilazione di un curriculum vitae.
Sapete com è andata a finire?
Bene, dei 18 ragazzi che lunedì scorso avrebbero dovuto cominciare lo stage: 14 di loro, che fino a venerdì erano certi di iniziare e che si erano presentati il giorno stesso all’appuntamento per regolarizzare la loro posizione lavorativa, ben 14 non si sono presentati al lavoro.
Per rendere la cosa ancora più edificante: nessuno dei 14 ha avuto la premura di avvisare che non ci pensava neanche lontanamente di mettersi a lavorare.
Al di la dello sconcerto della confindustria palermitana, ciò che più colpisce è il sistema di una certa quota di giovani, oggi, di affrontare il mondo del lavoro, (basta chiedere a chiunque si occupi di selezione); purtroppo, al di la del valore di ogni singolo individuo, moltissimi pensano di potersi permettere di scegliere il lavoro a seconda del sentimento mattutino, degli orari ai quali sono abituati, e, cosa più importante, a seconda di quanta fatica si decida di fare.
Pensate sia colpa dei soliti giovani d’oggi, oppure che le famiglie abbiano una grossa responsabilità nell’aver allevato pulcini non si riescono a togliere di dosso la bambagia che li ha cullati fino ad oggi?
Qualcuno si ricorda questa frase pronunciata l’indomani dell’approvazione del prestito ponte di 300 milioni di euro per salvare Alitalia?
Essendo stata l’ennesima volta che noi poveri contribuenti avremmo dovuto metter mano al portafoglio per la disastrata compagnia di bandiera, quella volta si decise che, dopo il prestito ponte o si cambiava oppure si falliva.
Com’è andata a finire tutti lo sappiamo: Alitalia non esiste più ed ora c’è C.A.I. che pare, almeno a sentire i favorevoli, abbia salvato l’onore nazionale, abbia evitato crisi occupazionali immani e ci permetterà di volare in tranquillità per il prossimo futuro, (il fatto che essendo monopolista su certe tratte pagheremo i biglietti uno sproposito, poco importa).
Dietro a tutto questo però, c’è il fantasmagorico accordo sindacale che prevede per tutti i dipendenti Alitalia che dovranno essere tagliati: ammortizzatori sociali di lusso, per 7 anni.
Ma come si fa a trovare i soldi da dare a chi non lavora, per sette anni?
Pensa che ti ripensa si è deciso in un primo tempo di mettere un obolo di 1 euro su ogni biglietto emesso.
Poi si è pensato che era meglio alzare la posta a due euro ed infine: notizia di questi giorni, si è capito che se non si estorcevano 3 euro, (vedi qui), ad ogni persona che decidesse di volare C.A.I./Air One, non si sarebbe riusciti a pagare i 7 anni di pace per gli ex dipendenti.
La cosa più bella, ritengo, è stata la dichiarazione che un rappresentante del Governo ha osato rifare: “ Questa sarà l’ultima volta che mettiamo le mani in tasca ai contribuenti…”
Meditate gente meditate.
I giorni scorsi, segnalavo una proposta di legge della maggioranza, passata sotto silenzio che, con procedura urgente, dovrebbe fare in modo che i reati comuni commessi da ministri e ex ministri, non siano giudicati immediatamente da una corte ma vengano trasmessi in prima battuta alla Camera di appartenenza che deciderà se dare il permesso o meno di procedere.
Per chi non ricordasse, questa proposta potrebbe far comodo all’attuale Ministro delle Infrastrutture Matteoli che è coinvolto in un’indagine per abuso edilizio.
Il caso ha voluto che a presentare la proposta, fosse il deputato del PdL Giuseppe Consolo, membro di Forza Italia nonché, per pura coincidenza, avvocato del Ministro Matteoli…
Queste le ultime domande dell’intervista che, il Sole 24 ore ha fatto all’avvocato Consolo in data odierna.
Sole: Nel 2006, c’era gia il processo Matteoli, di cui lei è l’avvocato. Non è un caso di conflitto di interesse?
Consolo: Avevo studiato bene le carte e mi ero accorto che c’era una carenza legislativa. Poi, nella scorsa legislatura la Camera ha sollevato il conflitto tra poteri, approvandolo con il 90% dei voti, (ma và?). Un plebiscito.
Sole: Nella sostanza si introduce un’immunità in ragione della qualità personale dell’indagato, cioè in quanto ministro.
Consolo: Non è un’immunità nel senso di impunità, perché a decidere, comunque vada, è sempre il giudice ordinario. La Camera si limita a un giudizio sulla natura del reato…
Che dire: a Zelig non riuscirebbero a raggiungere vette di comicità così elevate.
P.s. L’opposizione si è accorta dell’esistenza della proposta di legge dopo che qualcuno, fra i cittadini, ha cominciato ad indignarsi, prima non era di loro interesse…
Dalle cronache è evaporato lo”storico accordo” fra Italia e Libia per il risarcimento che noi cattivoni forniremo ai Libici per i prossimi 25 anni.
Strano che non se ne parli più perché da più parti è stato salutato come un capolavoro diplomatico…
Per rinfrescare la memoria, vorrei ricordare di cosa si tratta.
Siccome fra il 1911 ed il 1943 l’Italia ha colonizzato la Libia comportandosi come tutti i colonizzatori, cioè non troppo bene con le popolazioni locali, ma costruendo infrastrutture delle quali ancora oggi la Libia usufruisce: scuole, strade, cinema, know how in ambito agricolo, industriale ed infrastrutturale; dopo vent’anni di tira e molla, abbiamo deciso di mollare qualcosa come 5 miliardi, (in cifra è così: 5.000.000.000) di € da versare in 25 comode rate, per farci perdonare ma solo dopo esserci fatti garantire da Gheddafi, che notoriamente tiene molto alla parola data, che ci aiuterà nella lotta all’immigrazione clandestina, e che avremo forti vantaggi su petrolio e gas, (chiaramente questi tre punti sono generici, non c’è nulla di scritto, mentre i miliardi dell’Italia sono scritti nero su bianco).
La somma promessa, che verrà spalmata in rate da 200 milioni di euro annue, servirà, in particolare a costruire l’autostrada litoranea, (3 miliardi), più un piano di edilizia abitativa e di infrastrutture per le zone rurali.
Come è stata accolta la notizia all’estero? Le ex colonie di qualsiasi paese, si sono dette soddisfatte e lo considerano un precedente, gli ex colonizzatori, di qualsiasi colore e paese, non ci pensano neppure lontanamente ad imitare l’Italia, (l’Inghilterra verrebbe sbancata e, per esempio, il Belgio, il cui re Leopoldo, fece commettere atrocità sulla popolazione congolese, dovrebbe pagare fino alla fine dei tempi).
I nostri sempre cari politici nel portare avanti l’accordo, si sono dimenticati di alcuni particolari: per esempio i 20.000 italiani che, un bel giorno del luglio 1970 furono cacciati dalla Libia che decide di tenersi tutti i beni degli scacciati, oppure potremmo citare gli imprenditori, sempre italiani che vantano crediti, nei confronti della Libia, per circa 250 milioni di euro e per finire potremmo farci tornare in mente gli accordi di pochi anni fa che ci avrebbero garantito niente più immigrati dalle coste Libiche che però hanno continuato a partire e ad arrivare.
Insomma: anche questa volta abbiamo fatto la nostra porca figura facendo in modo che gli italiani pensassero che i governanti sono stati bravissimi e noi saremo contentissimi di quanto deciso, (ci tengo a precisare che oggi è il governo di centro destra ma ieri, accordi simili con altri soldi arraffati agli italiani e monumenti riconsegnati, sono stati fatti da governi di centrosinistra…).
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