Premesso che con questa crisi economica ha fatto si che la richiesta di mutui per la prima siano in netto calo, ma di contro stanno aumentando le richieste di piccoli prestiti per far fronte alle emergenze. In mezzo a tutto questo c’è un notevole aumento di richiesta mutuo per altri motivi, fuori dall’acquisto della prima casa, che per essere erogato bisogna che venga dato una garanzia, che è appunto la casa di proprietà. In pratica per avere a disposizione dai 50.000 euro in su bisogna ipotecare la casa. La maggior parte delle famiglia fa ricorso a questa tipologia di finanziamento, denominato mutuo liquidità, per mantenere il proprio benessere e quindi con i soldi si fa la macchina nuova, il cellulare di tendenza, i vestiti alla moda e quant’altro che possa far star bene. In sostanza vogliono mantenere la propria zona di comfort.
Via wallstreet
Lo scorso anno un decreto tagliava gli stipendi pubblici superiori a 90 mila euro a partire da Gennaio 2011 a Dicembre 2013.
Il decreto legge 78 del 2010, che conteneva misure di “stabilizzazione finanziaria”, prevedeva che dal primo gennaio 2011 al 31 dicembre 2013 le retribuzioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni superiori a 90.000 euro lordi annui fossero ridotti del 5 per cento per la parte oltre il “tetto”, e del 10 per cento per la parte superiore ai 150 mila euro.
Tutto bene fin qui ma mai fidarsi, il dicastero dell’economia comunica in una circolare (la n. 150 del 11 Ottobre 2011) che l’importo trattenuto durante l’anno verrà rimborsato nello stipendio di Novembre 2011.
Una sorta di accantonamento “li abbiamo messi via per voi e vicino alle feste di fine d’anno ve li restituiamo”
La casta, ministri, viceministri e sottosegretari compresi, può stare tranquilla passerà una fine d’anno agiata, buon natale a tutti.
Fonte ItaliaOggi
La crisi economica non risparma nessuno, dopo la decisione della Honda di ritirarsi dalla Formula 1, anche la Kawasaki fa lo stesso ritirandosi dalle corse di MotoGP, la motivazione di questo ritiro è da imputarsi al forte calo delle vendite causato dalla crisi economica mondiale e deve cercare di risparmiare qualcosa in modo da poter riuscire a “soppravvivere”.
Questa sofferta decisione è stata presa anche per i cattivi risultati delle ultime stagioni in MotoGP anche se aveva ingaggiato Marco Melandri per risollevare le sorti della casa giapponese, non riusciva a stare dietro alle forti spese economiche con questa crisi finanziaria che sta coinvolgendo tutto il mondo.
Mi disiace sopratutto per il nostro Marco Melandri che dopo una stagione disastrosa con la Ducati, sperava di risollevarsi con la Kawasaki e invece è rimasto a piedi.
Un’altra vittima della crisi. Il costruttore di moto giapponese Kawasaki ha annunciato formalmente la decisione di ritirare con effetto immediato la propria scuderia dalle competizioni della MotoGp.
Via ilgiornale
Maria stella Gelmini con un decreto legge rivoluziona la scuola italiana. Ritorna il voto in condotta, con un 5 in condotta si può essere bocciati. Bulli e bulle hanno i giorni contati. Ma anche i maestri. Si ritorna al maestro unico. “Meno insegnanti, meglio pagati. Il 30 per cento di questi tagli sarà reinvestito per premiare il merito” dice il Ministro. La Gelmini mira a selezionare meglio il personale scolastico dando più peso al merito, inoltre pensa di sottoporre spesso docenti ed alunni a test di valutazione, “come si fa negli altri paesi europei” afferma . Alle altre materie verrà aggiunta l’educazione civica, e anche lo studio della nostra Costituzione farà media. Per quanto riguarda il ritorno al grembiule, saranno i presidi a decidere se avere alunni vestiti tutti allo stesso modo. Mentre in alcun scuole si sperimenterà la divisa all’italiana, scrive Panorama: “L’otto settembre, a inaugurare l’anno scolastico sarà una novità stilistica. In alcuni istituti milanesi gli alunni di prima, seconda e terza elementare varcheranno i cancelli con le solite cartelle, ma con una nuova divisa. Che però al ministero dell’Istruzione preferiscono chiamare “vestito standard” oppure “polo all’italiana e pantaloni e gonne con tasconi”.
La ministra dagli occhialetti variopinti ha dichiarato di voler gestire meglio i fondi del ministero, perché “i soldi ci sono”. Tuttavia, da cattolica( praticante?) si rifiuta di cancellare l’ora di religione, per la quale gli italiani ogni anno spendono circa un miliardo secondo i dati forniti dal giornalista di Repubblica Curzio Maltese. E le altre religioni? L’ora di religione, per fortuna, è facoltativa e rimane tale, la ministra di ferro non vuole obbligare a seguire per forza Gesù. Ma lei intanto segue per certi versi il Papa, invece di andare avanti, torna indietro. Alcune proposte del ministro, infatti, denotano una certa nostalgia per il passato, ma gli insegnati precari e non, e i sindacati, sono già sul piede di guerra, e sul fronte scuola si annuncia un autunno caldo. “La riforma della scuola costituirà il fulcro di proteste molto estese” ha dichiarato il segretario generale della Cgil che ha aggiunto: “la riforma è un problema serio e che preoccupa i ragazzi e le famiglie”. Il ministro dell’istruzione ha risposto prontamente ai sindacalisti augurandosi che invece questo sia “un autunno di responsabilità”. “Se i sindacati – ha detto Gelmini – vorranno dare un contributo nel merito, partendo da una analisi onesta della realtà, rappresentare il loro punto di vista e anche individuare le loro proposte, il governo è felice di accoglierle. Però non è più l’epoca dei veti incrociati”.
Foto| Flickr Mongibeddu
Potrà sembrare noioso continuare ad occuparsi della finanziaria in atto ma ritengo sia giusto cercare di capire dove
vanno a finire i nostri soldi.
Detto questo e ricordando che personalmente trovo la Robin Hood tax una brutta idea, cercando di informarmi ho scoperto per esempio che i 200 milioni di euro che l’organizzazione misericordiosa, E.N.I. concederà allo stato per venire incontro al progetto governativo di social card, (una tessera per gli anziani che hanno difficoltà economiche…), non sono altro che una richiesta del Governo stesso, fra le altre cose azionista dell’ E.N.I. perché la robin tax renderà meno di quanto preventivato e perché, (la ragione fondamentale della tassa di cui sopra), l’azienda HA GUADAGNATO TROPPO, (fonte M. Mucchetti, Corriere della Sera).
Qui si pone un secondo problema legato alla Robin Hood tax: chi decide e secondo quali parametri quando si guadagna troppo?
In uno stato di diritto, specie se liberale, certe considerazioni non si prenderebbero neppure in considerazione, ma siamo in Italia ed allora cosa succede?
Capita che nell’organizzare la finanziaria, (fonte la voce.info), il Governo nel cancellare l’ICI, ha pensato di rimetterci 2,3 miliardi, (anche se pare siano molti di più) e, per compensare questa perdita, ha voluto aumentare le imposte che, per il 90% nel 2008, deriveranno da aggravi su specifici settori: produttori e/o distributori di petrolio, gas ed energia elettrica, le banche, le assicurazioni e le coop.
La relazione tecnica sulla tassa di cui ci stiamo occupando, dice però che il fondo di solidarietà a cui dovrebbero finire i soldi dei cosiddetti ricchi, sarà alimentato per il 2008 per soli 200 milioni di euro, meno del 10% del gettito atteso dalla robin tax.
Questo ci riporta all’offerta volontaria dell’E.N.I. ed al decidere chi guadagna troppo rispetto a cosa; le autostrade, per esempio, non guadagnano abbastanza per essere considerate fra i ricchi da spennare? E la Telecom, che a tutt’oggi è ancora in posizione di monopolio così come altre aziende in vari settori.
Tutto questo, a mio parere, non fa che dimostrare l’idea di fondo della tassa: pubblicità populistica per accontentare il popolo bue.
Se la cosa ci piace….
Il ministro dell’istruzione, on. Gelmini, se le proposte diverranno realtà, pare voglia metterci dell’impegno nel
risanare la nostra povera scuola, (dovendo comunque tener presenti realtà regionali, purtroppo tutte al nord, con qualità pari ai migliori paesi OCSE).
I dati annunciati, prevedono una riduzione di 70mila cattedre e 40mila posti di personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario), tagli che si aggiungono ai 47mila già previsti dalla manovra del Governo Prodi. Inoltre, la Finanziaria 2009-2011 stabilisce risparmi per circa 3,2 miliardi di euro: 456 milioni per il 2009, 1.650 milioni per il 2010, 2.538 da raggiungere nel 2011 e 3.188 milioni a decorrere dal 2012. Cifre da sommare ai risparmi già previsti dalla Finanziaria 2007, per complessivi 4,6 miliardi, (fonte Sole 24 ore)
Chiaramente i dubbi si sprecano, se non altro per la già annunciata mobilitazione dei sindacati che considerano, da decenni, la scuola come un centro per l’ impiego per risorse da ascrivere a loro stessi.
Bene per l’impegno, bene i tagli, (doverosi per un’istituzione che, nonostante abbia numeri al di sopra di tanti paesi europei, in campo qualitativo peggiora di anno in anno); c’è un però, e deriva dal sentire comune della tante volte nominata “società civile” la quale, in un paese come la Finlandia, al primo posto nella classifica OCSE PISA, pretende che le aspettative nei confronti degli studenti siano elevate. Questo comporta la pretesa, da parte delle famiglie, di professori preparati, (da quelle parti si ha l’obbligo del master per insegnare a qualsiasi livello ed inoltre i tirocini vengono effettuati nelle scuole), che siano severi con gli alunni svogliati.
Purtroppo in Italia, latitiamo parecchio da questo punto di vista: spesso l’alunno/figlio, viene percepito dalla propria famiglia come il cucciolo da proteggere ad ogni costo, pieno di ottime virtù che solo per colpa degli insegnanti, non si esprimono.
Siamo sicuri che la cittadinanza appoggerà le drastiche ma inevitabili misure che il ministro vuole portare avanti?
Siamo certi che ai primi posti fra gli interessi dei genitori, (facendo chiaramente una media), ci sia una scuola di alto livello ma severa visto e considerato che, come riportato in passato, non si sono alzati grandi polveroni alla pubblicazione dell’indagine PISA che ha bocciato il sistema scuola italiano?
L’augurio è che, ai proclami possano seguire i fatti, cosa non successa, per esempio, riguardo l’annunciata eliminazione delle province) e che i nostri figli possano tornare ad essere al centro delle politiche scolastiche.
Da dove arrivano i soldi per la copertura finanziaria del taglio dell’ICI?? Presto detto, ecco l’elenco completo:
La nuova era Tremonti…
Piccolo post di opinione personale sulla brillante iniziativa del Codacons per la problematica dei redditi online.
Tralasciando il merito della questione, su cui ormai si sono espressi più o meno tutti gli italiani in età post puberale e forse anche parte di quelli in età pre puberale, l’iniziativa del Codacons lascia sconcertati.
Maxi denuncia e maxi richiesta di indennizzo per danni pari a 20 miliardi di euro. Quasi una finanziaria di Prodi.
A chi viene fatta codesta richiesta?
A Vincenzo Visco? Assolutamente…per quanto può guadagnare dubito che abbia 20 miliardi di euro nascosti nel materasso. A chi allora?
Allo stato ovvio!
Ragionando per collegamenti:
Codacons denuncia Stato —> Stato in ipotesi perde la causa —> Lo Stato è composto, oltre che dalle istituzioni, dai Cittadini —> I Cittadini siamo noi che in linea teorica chiederemmo tale rimborso —> Lo Stato Paga 20 miliardi di euro ai Cittadini —> da dove li prende? Dai Cittadini.
In sintesi i 20 miliardi di euro li pagano i 38 milioni di italiani che poi li riceveranno. Ad ulteriore prova dell’intelligenza della richiesta va ponderata la questione degli sprechi lungo la strada che porterà i soldi ai cittadini. Quindi ipotizzo che noi 38 milioni di italiani verseremo diciamo 30 miliardi di euro per riceverne poi 20. Parte dei dieci miliardi di surplus finirà al Codacons per pagare avvocati, strutture e simili.
Che gioia!
Il costo del petrolio sale ancora e da giovedì primo Maggio aumenterà di 2 centesimi al litro, il che porterà diesel e verde a livelli mai raggiunti, colpa della scadenza dello “sconto f2 centesimi al litro,iscale” voluto dall’ancora attuale governo, in applicazione della finanziaria 2008, che prevede la possibilità di emanare un provvedimento che riduca l’impatto del caro petrolio, prevista per il 30 Aprile 2008. Nella capitale la benzina è quotata a 1, 43 euro al litro, mentre il gasolio a 1,40 euro a litro, ciò sta a significare che per un pieno di gasolio gli italiani dovranno spendere oltre 12 euro in più rispetto allo scorso anno. Per capire quanto è aumentata la benzina dobbiamo portarci indietro nel tempo fino agli inizi di maggio 2007 quando la essa costava circa 1,30 euro al litro e il gasolio 1,15 euro; ciò sta a significare che il carburante è aumentato in un anno di circa 13 centesimi, mentre il gasolio di circa 25 centesimi. L’aumento della benzina ha portato scompensi in tutte le nazioni; a Londra il 27 Aprile è stato chiuso per uno sciopero, un oleodotto del Mare del Nord che garantisce al paese britannico il 40% del fabbisogno di petrolio e gas, lavorando il greggio proveniente da circa 70 giacimenti; tutto ciò ha causato un aumento dei prezzi nell’ultima settimana, in Europa. Negli Stati Uniti d’ America la debolezza del dollaro nei confronti dell’euro ha contribuito all’aumento del prezzo del greggio; il cartello dei Paesi produttori di petrolio, l’ OPEC ha aumentato la produzione giornaliera di 500.000 barili. Un altro fattore importante è dato dagli attacchi in Medio Oriente; l’Arabia Saudita, il primo produttore al mondo di greggio sta esaurendo le sue risorse, come successe che in passato, durante la prima guerra del golfo quando la produzione di petrolio crollò in Iràq e in Kwait.
La finanziara che sta per essere approvata in parlamento non piace a nessuno neanche al nostro presidente della repubblica, Napolitano, che dice questa finanziaria è troppo esagerata e quindi sa anche lui che potrebbe mettere in crisi il cittadino italiano, e il problema più grosso è che il presidente del consiglio, Prodi, gli dà ragione!
Prodi, in merito alle dichiarazioni di Napolitano, dice che ha ragione ma non può fare nulla e che questa finanziaria serve per diminuire il debito pubblico. Mi dico ma na sarebbe più semplice diminuire la spesa pubblica invece di aumentare le tasse? continuare con i tagli sarebbe la via giusta, invece hanno scelto quella più dolorosa e impopolare.
Il governo attuale dovrebbe capire che questa strada potrebbe portare alla crisi del governo e sopratutto impoverirà gli italiani! Evidentemente fanno orecchie da mercante e noi continuiamo a subire e quindi a stringere i denti e tirare la cinghia.
Chissà come sarà il 2008…. sicuramente non migliore di questo 2007 che sta finendo!
Richiamo alle istituzioni a tutto tondo quello arrivato stamani dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è mostrato particolarmente severo con la forma “abnorme” della legge Finanziaria in procinto di essere approvata in Parlamento. A Romano Prodi che, insieme alla alte cariche dello Stato, ha ascoltato il discorso del Presidente, non resta che condividere il richiamo.
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“Il Presidente della Repubblica ha perfettamente ragione, ma non c’e’ sostanzialmente altra via”, se non la riforma della sessione di bilancio. Cosi’ il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento alla critica, giunta per il secondo anno consecutivo, da parte del capo dello Stato sull’abnormita’ delle dimensioni della finanziaria.
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